Mola di Bari (AU) – Il processo di
rinnovamento e di sviluppo del Sud passa anche per il comprensorio barese. Una
delle aree tradizionalmente più importanti del Mezzogiorno, e da sempre
crocevia nella storia della nostra terra, sta vivendo sulla propria pelle le
conseguenze della crisi stabilita a tavolino da lobby e potentati.
La speranza di cambiamento e di
affrancamento da vecchie logiche stataliste e centraliste passa però per i
giovani, oltre che per la valorizzazione delle infinite ed immense risorse
esistenti.
Ne abbiamo parlato con il coordinatore
provinciale di Bari della Lega Sud Ausonia, Pasquale Paccione che da quasi un
anno si è esposto in prima persona per dare una svolta al proprio territorio.
E’
possibile tracciare un primo bilancio su questi mesi di attività nel
comprensorio barese, come coordinatore provinciale?
“Sicuramente
è molto positivo – afferma Paccione – perché
la gente risponde bene ed il trend è in crescita. Inizialmente c’è stata
diffidenza e questo era legato anche al fatto che in tanti ci confondevano con
la Lega Nord di Salvini. Poi una volta che però abbiamo spiegato bene chi siamo
e cosa facciamo, molte persone si sono avvicinate a noi ed hanno abbandonato la
ritrosia che avevano. In tal senso, posso ribadire ed affermare con convinzione
che non siamo e, fortunatamente, non abbiamo nulla a che fare con la Lega
Nord!”
A
proposito del Carroccio, che idea ti sei fatto della svolta statalista e
centralista che si è concretizzata con questa operazione elettorale al Sud,
buona solo per raccattare voti e consensi a destra?
“Ho
trovato l’iniziativa di Salvini davvero assai squallida e spiego anche il
perché. Al Sud abbiamo persone in gamba e molto capaci, e non abbiamo certo
bisogno di un “padano”, inteso come uno che non abbia alcun tipo di radici con
la nostra terra, quale portavoce delle nostre legittime esigenze. Per fare un
esempio che mi sta a cuore, è come se in una famiglia la figura del padre che
ne rappresenta il capo viene annullata dal primo estraneo che vi si ospita. Il
nostro leader deve essere espressione del nostro territorio, per rendere chiara
l’idea”.
Parliamo
di azioni concrete. Quali sono le iniziative che state preparando in vista
della ormai imminente campagna elettorale nel comprensorio barese?
“Innanzitutto
la tutela del nostro territorio, valorizzando il potenziale esistente e
restituendo lustro e dignità anche ai cittadini. Per far ciò, intendiamo
puntare su enogastronomia locale, ambiente, con un’attenzione rivolta al
tessuto imprenditoriale, ed in particolare ad artigiani e commercianti che
vanno ascoltati. Poi anche l’agricoltura e la pesca rivestono un ruolo
fondamentale nel processo di sviluppo della nostra area”.
Sin
dall’inaugurazione della tua sede, hai dichiarato di voler puntare sui giovani.
“Esattamente.
Non vogliamo che siano costretti ad abbandonare la nostra terra, perché
riteniamo che possano essere un importante punto di riferimento su cui
costruire il futuro. Stiamo pensando ad una serie di iniziative che mirano a
riscoprire le antiche arti ed i mestieri di una volta, attraverso un processo
formativo”.
Per
finire, parliamo dell’emergenza immigrazione: qual è la situazione dalle vostre
parti?
“Anche
qui il problema è particolarmente sentito. Di certo, non condivido affatto il
comportamento di uno stato come quello italiano che si permette di dare
priorità agli immigrati clandestini, dando loro vitto, alloggio e finanche
contributi in denaro, senza preoccuparsi invece dei nostri concittadini che
versano in gravi difficoltà economiche, violando quei diritti che pure questa
Costituzione prevede. Sottolineo che non ho nulla contro gli extracomunitari,
ma trovo assolutamente ingiusto che un cittadino italiano venga discriminato in
questo modo. Senza poi dimenticare che è inaccettabile che molti di questi
immigrati che vengono qui, non rispettino il loro status di ospiti ed anzi
addirittura si arroghino il diritto e la pretesa di comandare a casa nostra! E
tutto questo
– conclude Paccione – senza che certa
classe politica faccia concretamente qualcosa per arginare questo fenomeno!”
Francesco Montanino




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