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giovedì 16 settembre 2021

IL SUD CONTINUA A PERDERE I SUOI GIOVANI


Pubblichiamo l'anaalisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio su "Economia e occupazione al Sud dal 1995 ad oggi". Il Pil pro capite resta sempre la metà di quello delle regioni del Nord. Il tasso di occupazione è cresciuto 4 volte meno rispetto alla media nazionale. Continua l'emigrazione sistematica dei giovani meridionali.

La distanza del Sud in termini economici e anche "demografici" rispetto al resto del Paese è un tema che ricorre spesso quando si affronta la discussione sulla crisi causata dalla pandemia e sugli scenari di ripresa. L
'Ufficio Studi Confcommercio ad aprile aveva già fatto una fotografia impietosa di quella che era la situazione del Mezzogiorno e ne abbiamo analizzato i dettagli nell'articolo del 4 aprile (Il Sud non riesce a cambiare passo). In questa successiva analisi, Economia e occupazione al Sud dal 1995 ad oggi, il focus resta sui temi più ricorrenti che penalizzano da sempre le regioni del Mezzogiorno, burocrazia, micro-illegalità diffusa, accessibilità insufficiente e comparativamente minore qualità del capitale umano ma con un "sottolineatura" importante: il tema della produttività, quello delle condizioni economiche e sociali di vita e, infine, quello della scelta di risiedere o piuttosto di emigrare, sono strettamente collegati. Negli ultimi 25 anni, la riduzione degli occupati, come conseguenza dello spopolamento (soprattutto giovanile, -1,6 milioni), e i deficit di lungo corso dei quelli abbiamo detto, hanno, di fatto, determinato un continuo e progressivo calo del Pil prodotto dal Sud ampliando ulteriormente i divari con le altre aree del Paese. Tra il 1995 e il 2020, infatti, il peso percentuale della ricchezza prodotta da quest’area sul totale Italia è passato da poco più del 24% al 22%, mentre il Pil pro capite è sempre rimasto intorno alla metà di quello del Nord; tuttavia, nel 2020, l’impatto della crisi da Covid-19 al Sud è stato più contenuto rispetto alle altre aree del Paese che hanno patito maggiormente il blocco delle attività produttive durante la pandemia (Pil -8,4% contro il -9,1% al Nord rispetto al 2019). 


Disoccupazione e spopolamento: due nodi da sciogliere

Tutta la fragilità dell’economia meridionale emerge anche dall'andamento del mercato del lavoro con un tasso di variazione degli occupati cresciuto quattro volte meno rispetto alla media nazionale (4,1% contro il 16,4% tra il 1995 e il 2019), con distanze ancora maggiori rispetto alle regioni del Centro e del Nord; nemmeno la particolare vocazione turistica delle regioni meridionali sembrerebbe essere di aiuto a spingere l’economia di quest’area, visto che in un anno “normale” come il 2019 i consumi dei turisti stranieri al Sud sono risultati inferiori di quasi un terzo rispetto a quanto speso nelle regioni del Centro e del Nord-Est.

In generale, la tendenza delle politiche per il riequilibrio territoriale dovrebbe passare da un piano di riduzione dei difetti strutturali del Mezzogiorno: controllo del territorio e contrasto alla micro-illegalità, digitalizzazione e innovazione nel rapporto burocratico tra cittadini e controparte istituzionale, investimento nell’istruzione di ogni ordine e grado, con ampio intervento su formazione e trasformazione continua delle abilità e delle competenze e, soprattutto, riduzione dei gap infrastrutturali di accessibilità, dai trasporti alla banda larga, che non permettono un’adeguata connessione socio-produttiva del Sud col resto del Paese e, soprattutto, con l’Europa. La questione dell’occupazione, collegata alla popolazione residente, è altrettanto importante.

Le condizioni e le prospettive di vita e di lavoro del nostro Sud disincentivano le scelte delle donne in termini di partecipazione al mercato del lavoro, ne riducono le scelte di maternità, incoraggiano sistematicamente l’emigrazione dei giovani meridionali verso altre regioni. Al di là del più elevato tasso di disoccupazione del Mezzogiorno e dei più bassi tassi di partecipazione, soprattutto femminile, al mercato del lavoro, emerge tutta la fragilità dell’economia delle regioni del Sud semplicemente dalla lettura della variazione degli occupati totali: a fronte di una crescita del 16,4% delle unità standard di lavoro per l’Italia, nei quasi cinque lustri considerati l’occupazione del Sud cresce di poco più di quattro punti.


Turismo: risorsa fondamentale mai completamente sfruttata 

Giusto, dunque, che nel dibattito pubblico sul Mezzogiorno d’Italia, anche nel contesto di Next Generation EU, l’attenzione sia tutta rivolta a un auspicato processo di riforma che replica le linee qui sommariamente identificate. Riforme che mirano, in generale, a una migliore utilizzazione del capitale produttivo e umano, oltre che a un incremento delle dotazioni quantitative e qualitative dei medesimi. Il collegamento al turismo, sede e pilastro del vantaggio comparato meridionale è inevitabile. Questo vantaggio è, tuttavia, più nella sensibilità e nella speranza di molti italiani e della maggior parte degli esperti, piuttosto che nei dati.

Commentando l'analisi dell'Ufficio Studi, il presidente di Confcommercio ha sottolineato che “rilancio dell’economia e piano nazionale di ripresa sono un’opportunità irripetibile per il nostro Mezzogiorno. In particolare, le risorse del Pnrr destinate al Sud, circa 82 miliardi, permettono di sviluppare e innovare le infrastrutture di quest’area. E migliori infrastrutture significano anche migliore offerta turistica che è la straordinaria risorsa del meridione”.

RED





 

venerdì 30 luglio 2021

LA DERIVA AUTORITARIA DEL REGIME ITAGLIANO

 


Itaglia, prove tecniche di dittatura. La recente introduzione dell’obbligo del Green Pass per accedere ai luoghi al chiuso (fra cui anche alcuni ristoranti) e sui mezzi pubblici, è solo una delle ultime trovate di questo regime di massoni, bastardi, criminali, fannulloni, delinquenti e buffoni della peggiore specie. Un provvedimento di inaudita violenza che in pratica tende a ghettizzare i cittadini, etichettandoli con la discriminante di essersi fatti somministrare o meno, una o due dosi di sieri sperimentali che non possono certo essere definiti quali “vaccini”. E questo per la semplice ragione, che non sono stati testati per quel tempo che necessita loro affinché possano dimostrare, dal punto di vista scientifico, realmente di essere efficaci.

Come abbiamo avuto più volte modo di evidenziare, pur di adempiere a contratti capestro firmati con i produttori di Pfizer, AstraZeneca, Moderna e Johnson & Johnson questi abusivi che stanno al governo e la finta opposizione della melonara (s)fascista, hanno incredibili responsabilità nell’averci di fatto trasformato in vere e proprie cavie a disposizione delle lobby farmaceutiche.


A totale dispregio di qualsiasi fondamento di rilevanza scientifica dal momento che, ancora oggi, lo Sputnik V (attualmente utilizzato da circa 70 paesi in tutto il mondo…) non è stato ancora autorizzato da quegli altri banditi dell’
EMA e dell’AIFA, solo per evidenti ragioni geopolitiche perché il presidente russo Vladimir Putin, è brutto, sporco e cattivo visto e considerato che si oppone da anni a quella feccia conclamata che risponde al nome di George $oro$, oltre che dei suoi arroganti sodali.

Per non parlare poi della sospensione della sperimentazione di altri ritrovati come il Reithera e il Takis che pure sembravano aver fornito valide risposte, in termini di protezione dal COVID-19: questo perché non solo perché vanno smaltite le dosi dei sieri di cui sopra che, fra le altre cose, modificano - a lungo andare – il codice DNA di chi se li fa iniettare (è il caso della Pfizer), ma possono anche causare reazioni avverse di una certa gravità come trombosi e miocarditi che, in alcuni casi, hanno provocato addirittura la morte o serie disabilità.

E non si tratta di casi isolati, come vigliaccamente vorrebbero farci credere quanto piuttosto di un numero ben più alto. I media di regime, naturalmente, se ne guardano bene dall’informare correttamente i cittadini sul fatto che non è tutto oro quel che luccica, preoccupati come sono di essere complici in un’opera di mistificazione che ha precedenti nella storia recente, solo quando ci sono stati gli avventi di nazismo e comunismo. Ovvero, due orrende ideologie che credevamo essere state definitivamente consegnate alla storia e che invece si stanno riproponendo in tutta la loro pericolosità, seppur con forme e interpreti diversi.



Il bollare come eversivi coloro i quali hanno capito questo schifoso gioco, in un paese serio, avrebbe comportato un’ondata di arresti senza precedenti fra mandanti ed esecutori di questa vera e propria caccia alle streghe del Terzo Millennio, ordita da chi ha instaurato un clima di terrore senza precedenti solo per compiacere personaggi spregevoli e senza alcun rispetto della vita umana. Le dichiarazioni di alcuni guitti del peggiore avanspettacolo nei confronti di chi per scelta o per necessità si oppone a farsi iniettare questi sieri dalla dubbia efficacia, meriterebbero - quale unica e concreta risposta - solo sani e sonori ceffoni dalla mattina alla sera.

In itaglia, siamo alle prese con un vero e proprio colpo di stato, ordito dai poteri forti e che ha trovato terreno fertile in una classe politica che non si è certo fatta scrupolo nel decidere di sacrificare la salute dei propri cittadini, pur di avallare e sostenere un folle disegno volto alla sostituzione etnica con i continui sbarchi di risorse clandestine sulle nostre coste (di cui ignoriamo identità e stato di salute), oltre che della soppressione degli anziani e delle fasce sociali più deboli e disagiate, ormai divenuti un costo insostenibile per le esangui casse di un’INPS ridotta ad un autentico colabrodo da certi pseudo manager che hanno pensato bene di mangiare senza fare un’emerita ceppa per risolvere un problema che ormai va avanti da interi decenni.

Evidenti, infine, anche le colpe di certi medici che, a giudicare dai loro comportamenti, evidentemente hanno giurato per le multinazionali e non certo per la salute dei cittadini, come eppure la loro deontologia professionale imporrebbe. In questo ultimo anno e mezzo, abbiamo assistito a un’imbarazzante sfilata di certi virologi che sono diventate vere e proprie primedonne, lasciandosi andare il più delle volte a dichiarazioni e sproloqui di cui volentieri avremmo fatto a meno e dimenticandosi della delicatezza e dell’importanza del ruolo che rivestono.

La decisione di introdurre il Green Pass a partire dal prossimo 6 agosto, dunque, è contraria non solo alle norme di una costituzione che è stata palesemente violata senza che nessun membro della Corte Costituzionale osasse alzare anche un dito per fermare lo scempio in atto, ma anche a totale dispregio della risoluzione del Consiglio d’Europa 2361 dello scorso gennaio che molto chiaramente stabilisce che nessuno può essere costretto da chicchessia a farsi somministrare quei pericolosi intrugli.

E invece, questo regime dittatoriale travestito da democrazia, pone la pregiudiziale del “vaccino” quale conditio-sine-qua-non per poter svolgere quelle che oggi sono normali attività costate anni e anni di lotte, e che adesso qualcuno vorrebbe cancellare con un colpo di spugna. È un provvedimento che richiama alla mente la stessa tecnica con la quale i nazisti stabilivano chi fosse ebreo, al fine di escluderlo dalla vita sociale e discriminarlo!



Si sta profilando uno scenario simile, senza che nessuno o quasi se ne stia accorgendo, a quello del dividi-et-impera, in voga nell’antica Roma dove l’impero faceva di tutto per dividere quei popoli che, se uniti, potevano creargli più di un grattacapo.

In tal senso, va pure letta l’intenzione di questo esecutivo di consentire il voto solo a chi è in possesso del Green Pass (https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/28120997/mario-draghi-indiscrezione-green-pass-obbligatorio-elezioni-amministrative-urne.html), a conferma del fatto che questa non è mai stata una democrazia. E non certo da oggi, ma da oltre 150 e passa anni. Così come, del resto, testimoniano la lunga serie di bugie, inganni e menzogne che, in diverse epoche, hanno lasciato il segno e ridotto l’itaglia a una vera e propria fogna a cielo aperto!

E se ciò non dovesse bastare, ecco che queste carogne ne stanno preparando un’altra. Sempre, naturalmente, nel silenzio dei media perché si sa che il sonno della ragione genera mostri: il governo sta predisponendo dei “campi di contenimento”, individuati e sparsi un po' lungo tutto il paese. Si conosce lo stanziamento (circa 270 milioni di euro) ma, al momento, non ne è noto il reale utilizzo.

Qui di seguito alleghiamo il link (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/03/31/TX21BFJ7281/s5), in modo tale che ciascuno di voi possa farsi un’idea sulla vicenda, anche se conoscendo la falsità e l’arroganza di chi ci sta (s)governando, la realtà supera di gran lunga la fantasia. E non ci stupiremmo affatto se tali campi di “contenimento” fossero piuttosto una versione opportunamente riadattata di quei lager e di quei gulag, tanto in voga quando erano in vita dittatori conclamati come Adolf Hitler e Iosif Stalin.

Vi terremo informati su quanto sta accadendo, nella speranza che finalmente questo popolo composto per la maggior parte da pecore pronte ad accondiscendere ai padroni del vapore e a seguirli, anche quando quest’ultimo le sta portando al macello come sta accadendo da oltre un anno e mezzo a questa parte con il virus creato in laboratorio dai loro amici di Pechino, possa finalmente destarsi dal torpore e lottare per la propria sopravvivenza! Sì, perché caso mai non lo si fosse ancora capito, è in ballo la nostra stessa sopravvivenza che rischia di essere seriamente compromessa, come appare in dittature come quella del sanguinario e malvagio regime comunista cinese, che continua imperterrito a far vivere nel terrore i propri cittadini.



Proprio con la Cina, ci sarebbe da fare un lungo discorso che – per quel che ci concerne – dovrebbe prevedere il totale isolamento dal Paese del Dragone da ogni ogni consesso internazionale, sino a quando il regime comunista non risarcirà fin all’ultimo centesimo dei danni morali e materiali provocati in questa pandemia che sembra non aver fine.

Ma – come recita un detto della saggezza popolare - le chiaviche si accoppiano sempre in terra e francamente non siamo affatto stupiti del fatto che la Cina, alla fine della giostra, potrà scapparsene alla chetichella, nonostante siano lampanti le sue responsabilità nell’affaire Covid-19……

Quel che è certo è che in atto, nello sciagurato paese in cui purtroppo viviamo, una pericolosissima deriva autoritaria dalle conseguenze quanto mai imprevedibili, e dove nulla ormai può dirsi più scontato.


Francesco Montanino

giovedì 3 giugno 2021

LA PSICODEMOCRAZIA AI TEMPI DEL COVID

 


Mentre - nel silenzio dei media e senza quasi che ce ne accorgessimo – i nostri diritti vengono erosi in maniera inesorabile come avviene con la metafora del rana bollita, il regime si diverte a distogliere l’attenzione dai reali problemi legati alla gestione dell’emergenza sanitaria, riempiendoci di clandestini e provando ad approvare autentici obbrobri giuridici come il Decreto Legge Zan con il quale si rischia di andare in galera, semplicemente affermando che i figli possono, dal punto di vista squisitamente biologico, essere generati solo dall’unione di un uomo con una donna…..

Credevamo di aver raggiunto il limite dell’idiozia, delle pagliacciate e delle assurdità, con il bonus per i monopattini che abbiamo visto introdurre lo scorso anno, ma purtroppo ci sbagliavamo. Il progetto di costruzione di una società distopica di stampo liberticida e orwelliano, prosegue dunque a ritmo serrato con la ciliegina sulla torta rappresentato dallo sbarco quotidiano di orde di clandestini, a dispetto delle prospettive economiche che parlano di un paese, la cui situazione economica è drammatica con un equilibrio sociale che rischia, da un momento all’altro, di esplodere in tutta la sua virulenza.



Il ministro degli interni Lamorgese, infischiandosene del fatto che non solo non conosciamo la provenienza di queste persone ma anche il loro stato di salute, continua ad attentare alla nostra sicurezza perché deve rispettare gli ordini di questa schifosa Unione Europea, governata da ladri, lobbisti, massoni, criminali, burocrati, usurai, pedofili e strozzini della peggiore specie! In questo, intravediamo anche la complicità del fannullone padano Salvini la cui opposizione alle schifezze perpetrate dall’esecutivo Draghi che sostiene, è pressoché inesistente e impalpabile. Così come non può essere definita nemmeno come “opposizione” quella degli sfigati (s)fascistelli di borgata dei fratelli di itaglia, che stanno al Parlamento solo per fare numero e raccattare gli elettori scontenti e delusi della lega naziunalista e dei seguaci del partito del Berluska, in avanzata fase di evaporazione e decomposizione.

Provvedimenti come la porcheria partorita dal senatore del PD Zan, il passaporto vaccinale e l’ipotesi agghiacciante di misure restrittive per chi oserà rifiutarsi di farsi somministrare sieri sperimentali dalla dubbia efficacia come quelli di Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson, la dicono davvero lunga sul fatto che in questo paese non si può più parlare di un rischio di deriva autoritaria, quando media e giornali si affannano a difendere l’indifendibile e a non denunciare l’avvento di questa nuova forma di totalitarismo camuffata da un sorriso ipocrita e di circostanza. Contravvenendo – e questa è la cosa più grave - a quelli che pure sarebbero principi di natura deontologica, solo perché devono essere vassalli dei potenti e obbedire ai diktat di un potere mafioso e coercitivo che li controlla e li utilizza come pupazzi.



Chi invece si oppone apertamente ad uno status quo che sta diventando sempre più insostenibile, commette uno di quegli psicoreati sapientemente descritti da George Orwell nel suo immortale capolavoro “1984”: qui purtroppo la realtà sta abbondantemente superato la fantasia dello scrittore britannico e i fatti ce lo confermano sempre di più, a giudicare dalle decisioni che stanno prendendo senza far trapelare nulla. Introducono, da grandi vigliacchi e codardi quali sono, emendamenti-trappola all’interno di leggi che si preoccupano di far approvare senza far sapere niente a nessuno.

Del resto, le aperture di tutte le attività commerciali per l’estate che sta per arrivare, sono uno specchietto per le allodole nonché il segnale più evidente che quei pagliacci di stanza a Roma, temono – a ragione, ci permettiamo di aggiungere - fortemente che la rabbia popolare possa riversarsi su di loro, come meritano! E dunque, ecco che l’introduzione della zona bianca progressivamente per tutte le Regioni, risponde anche e soprattutto all’esigenza di raschiare quel che ancora resta dal fondo del barile, dal momento che i soldi presi in prestito dall’Europa, prima o poi, andranno restituiti. E, a quel punto, saranno davvero lacrime e sangue per tutti perché non escludiamo l’introduzione di patrimoniali, l’espropriazione di soldi direttamente dai nostri conti correnti e delle nostre case.

Ma guai a parlare di queste cose, perché poi si viene bollati quali eversivi, dai portatori e dai detentori incontestabili della verità assoluta che non ammettono le voci fuori dal coro, utilizzando una tecnica in voga ai tempi del nazismo.



Una tendenza vergognosa, in atto già da quando erano considerate quali fake news gli articoli di giornale nei quali si ipotizzava che il COVID-19 fosse nato in laboratorio, per iniziativa del governo cinese allo scopo di scatenare la guerra batteriologica. Non possiamo non sottolineare come, da un anno e quasi e mezzo a questa parte, i nostri diritti e le nostre libertà siano state messe seriamente a repentaglio da un folle progetto ordito da una cricca di bastardi per il quale dobbiamo solo auspicare, un giorno, l’utilizzo della ghigliottina e di altri strumenti di tortura, al fine di ripagarli della malvagità gratuita cui ci stanno sottoponendo.

Abbiamo sempre, e a più riprese, attaccato in maniera durissima il comportamento del regime comunista di Pechino che ha nascosto a tutto il mondo quanto è accaduto nel laboratorio di Wuhan, negando le ispezioni di organismi indipendenti. Così come la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, ci è apparsa sin troppo debole al cospetto di Xi Jinping e dei suoi scagnozzi, e il governo itagliano non ha mai avuto l’autorità di chiedere spiegazioni esaurienti e convincenti alla Cina. Adesso, è notizia di questi ultimi giorni, persino la nuova amministrazione americana guidata da quel massone e pedofilo di Biden, sta ammettendo che l’origine del virus non proviene dal mondo animale come eppure qualche buontempone ha provato a farci credere, con la storiella dei pipistrelli, quanto piuttosto è una temibile arma con cui seminare morte e terrore e mettere in ginocchio l’economia di interi paesi. Il dubbio che, da tempi non sospetti, attraversa i nostri pensieri è che il progetto nascosto fra le righe sia quello di sterminare un’ampia fetta di popolazione mondiale. Per far ciò, si utilizzano armi di vario genere come l’instaurazione di governi fantoccio (quello itagliano, senz’altro lo è, visto che Draghi non è mai stato eletto da nessuno), crisi economiche con speculazioni di vario genere, la soppressione delle libertà individuali (comprese quelle di spostamento, di cura e di iniziativa economica) la creazione di virus in laboratorio, e la somministrazione di ritrovati farmaceutici che tutto sono, fuorché vaccini dal momento che la loro sperimentazione è appena iniziata e non si sa ancora se produrranno o meno effetti a lungo termine. Così come nessuno di noi, è consapevole di come reagirà il proprio sistema immunitario a conferma che non è possibile avere delle certezze sull’efficacia di questi sieri in maniera così disinvolta e spregiudicata.


Basterebbe solo riflettere e ricomporre i tasselli di un mosaico che sembra avere i propri tasselli scomposti e sparpagliati qua e là, per capire che quella di oggi è la più colossale truffa mai perpetrata nella millenaria storia dell’umanità. Verrà il giorno in cui chi ha creato tutto questo, sarà chiamato a doverne rispondere e là sì che ci sarà davvero da divertirsi.

Francesco Montanino

ufficiostampa@legasud.it 


giovedì 13 maggio 2021

“A ’NUTTATA” A NAPOLI, NON È ANCORA PASSATA

 


Degrado, abbandono e disagio. Se volessimo sintetizzare con poche, ma semplici parole lo stato in cui versa Napoli, non ci sarebbe altro modo per descrivere la situazione di grave abbandono che attanaglia ormai da interi decenni la ex Capitale del Sud.

Fondi stradali dissestati, sporcizia che fa capolino quasi ovunque, incuria, menefreghismo, maleducazione: con queste credenziali, non si fa davvero fatica a capire perché una città così bella e ricca di arte, storia e cultura debba essere sempre vituperata e additata quale modello da non imitare.

A ciò contribuiscono non solo quella parte di città gretta, cafona, arrogante e spagnolesca che campa di espedienti ritenendosi migliore degli altri, ma anche e soprattutto una classe politica (sia di maggioranza che di opposizione) che li rappresenta al meglio, composta da guitti e imbecilli della peggiore specie.

A rendersi autori di questo disastro, il “sindachino” al secolo “Giggino o’ magistrato” De Magistris e la sua sgarrupata maggioranza che al Consiglio Comunale di Napoli si sono resi protagonisti di uno scempio senza fine. Credevamo che fare peggio di don Antonio Berisha detto “Bassolino” e della starnazzante Rosetta Russo Jervolino, fosse praticamente impossibile. Ma, poiché, non c’è mai limite al peggio, ecco che all’antica Partenope è toccato in sorte, il peggior primo cittadino che abbia mai messo piede a Palazzo San Giacomo.

L’armata Brancaleone con cui voleva andare a raccattare sul mare i clandestini di ogni dove, è solo una delle tante perle che ci sono state dispensate a piene mani, da questo novello Attila travestito da sindaco. Come il re degli unni che dove passava non lasciava crescere l’erba, allo stesso modo il nostro Giggino sindachino, detto "Luigi de Magistris", darà in eredità allo sventurato successore, un comune dalle casse letteralmente svuotate, con un mare di debiti e tantissimi problemi irrisolti.


Infatti, in un articolo comparso sul quotidiano cittadino
“Il Mattino”, veniamo a sapere che Palazzo San Giacomo ha accumulato negli ultimi anni un deficit di circa 2,7 miliardi di euro, frutto non solo di tributi mai riscossi (ricordate la storia delle multe che quei geni di stanza al Comune di Napoli prevedevano di incassare, e che invece sono passate in cavalleria?), ma anche degli interessi su soldi presi a prestito negli scorsi decenni con gli swap (i bond o obbligazioni comunali, per intenderci). La sentenza della Corte Costituzionale, di fatto, ha rispedito al mittente la richiesta di ulteriori proroghe e deroghe per pagare un conto in realtà mai saldato: stiamo parlando della bellezza di altri 270 milioni, che non si possono spalmare in 30 anni e che vanno dunque ad aggravare ulteriormente le voci di spesa.

Giggino” urla e strepita ai quattro venti di minacciare le dimissioni perché sa benissimo che rischia seriamente di non potersi candidare (con quale coraggio e faccia tosta, viene voglia di aggiungere….) a governatore della Regione Calabria, nel caso in cui fra poche settimane non sarà approvato il bilancio in Consiglio Comunale e venga nominato un commissario dalla Corte dei Conti. Numero e conti alla mano, infatti, le casse del comune nei 7 anni di pessima amministrazione da lui condotta, sono state ulteriormente prosciugate dall’incapacità di questa giunta non solo di riequilibrare la già di per sé disastrata situazione contabile, ma anche e soprattutto di fornire risposte adeguate a una città, che oggi si trova in un avanzato stato di decomposizione e putrefazione non solo morale, ma anche materiale.

Del resto, basta farsi una passeggiata, non necessariamente in una strada della periferia, per rendersene conto: sporcizia, incuria, deiezioni dei cani che trasformano il semplice passeggio, in un autentico tour-de-force per evitare di imbrattarsi scarpe, gambe, piedi e pantaloni. O magari prendere un pullman e notare che non solo molti di essi sono malfunzionanti e obsoleti, ma spesso e volentieri si fanno attendere dai cittadini, a prescindere dalle condizioni atmosferiche. Poi, ci sono i secolari problemi legati alle condizioni di vita in cui si trovano gli abitanti dei quartieri periferici e la microcriminalità che fa da corollario, per capire che dei tanti proclami ascoltati durante le precedenti tornate elettorali, non è rimasto praticamente nulla. Insomma, un quadro della situazione a dir poco desolante e deprimente, in cui si fa davvero fatica a intravedere un barlume di luce in fondo a un tunnel, che sembra non dover aver mai fine.



In questo contesto, sotto accusa - per come la intendiamo noi - ci va l’intera classe politica napoletana. Perché se è vero che ormai la sinistra è carta conosciuta, in quanto a pessima gestione delle problematiche del territorio da quasi 30 anni a questa parte, è altrettanto inconfutabile che però anche il centrodestra e i suoi cespugli abbiano brillato per sciatteria e inettitudine. Il discorso in particolare va a certi personaggi di quell’ex arroganza nazionale che hanno preso per i fondelli i cittadini, ieri come oggi. Riciclatisi sotto mentite spoglie, gli sfigati (s)fascistelli che portano voti al partito della melonara borgatara, non hanno certo cambiato la loro propensione al cazzeggio, all’inettitudine e all’incapacità. Se Napoli è stata (s)governata per quasi tre lustri dalla sinistra scafista, massone e comunista, una bella fetta di responsabilità ce l’hanno - checché se ne dica - anche i “nostalgici” del Duce, incapaci di fare un’opposizione seria e degna di tal nome!

A pagare il conto di tale stallo intere generazioni di napoletani costretti a fare, oggi come ieri, le classiche valigie di cartone per trovare fortuna altrove. La fuga di cervelli che ha impoverito il capoluogo campano, è la testimonianza lapalissiana di come ci sia stata scarsa attenzione nei confronti di chi avrebbe dovuto garantire sviluppo, progresso e benessere per tutti. Le storie di giovani partenopei che hanno fatto fortuna altrove, non sono certo una leggenda metropolitana, quanto piuttosto un’amara realtà con cui fare i conti. Le responsabilità di questo autentico disastro sono tutte da addebitare ad una classe politica arrogante e opportunista che, dal dopoguerra ai giorni nostri, ha fondato le proprie fortune sull’assistenzialismo e sul voto di scambio. Attuando poi una pericolosa - quanto nefasta - connivenza con la camorra e le sue putride emanazioni.

Tornando allo scenario che attende questa disgraziata e bellissima città nell’immediato futuro, non si intravede davvero nulla di nuovo e positivo sotto il cielo. In autunno, si tornerà a votare, e le prospettive sono a dir poco raccapriccianti se pensiamo che addirittura si ripresenterà l’immarcescibile don Antonio Berisha detto “Bassolino”! Un ritorno di cui volentieri avremmo voluto fare a meno e le cui possibilità di rielezione alla carica di primo cittadino, sono tutt’altro che campate in aria!

Altro che nuovo che avanza, vien voglia da dire…..il vecchio puzza e, probabilmente, avvolgerà nel suo fetore quel poco che resta di Napoli! “Giggino”, invece, dal canto suo sembra voler abdicare per la vice Clemente sulla quale risparmiamo una rima molto in voga dalle nostre parti; mentre per quel che concerne il centrodestra, ancora non si sa chi sarà il candidato visto che la Lega del fannullone padano non è vista di buon occhio in quella sgangherata e inconcludente coalizione.



Insomma, la “nuttata” di eduardiana memoria è ben lungi dall’essere passata e siamo sempre più fermamente convinti che solo un serio progetto federalista e indipendentista possa dare le risposte di benessere, affrancamento e rinascita che la capitale del Sud, attende da 160 anni a questa parte.

Il vero federalismo (e non certo quello che la Lega di Salvini prova ancora a sventolare solo per illudere quella base, che ancora crede nel sogno della libertà e dell’indipendenza dal regime di Roma ladrona) si basa sul principio della responsabilizzazione dei pubblici amministratori. I quali sono chiamati a rendere conto delle proprie scelte ai cittadini, di cui sono rappresentanti, avendo soprattutto il sacro e inderogabile dovere di tutelarne gli interessi.

In tal senso, sono gli enti più vicini a questi ultimi ad essere continuamente controllati e chi occupa cariche di rilievo risponde con il patrimonio personale delle obbligazioni poste in essere dalla pubblica amministrazione che rappresenta (Regione, Provincia e Comune). Per intenderci, se un de Magistris qualsiasi lascia il Comune di Napoli in uno stato di enorme dissesto finanziario, si dovrà sobbarcare esclusivamente lui e la giunta che lo sostiene (e non certo i cittadini, come invece accade oggi) gli oneri per risanare il bilancio dell’ente presso il quale è sindaco.



Un principio di buonsenso che però terrorizza e spaventa a morte questa classe politica accattona e di cui, riteniamo, i cittadini debbano essere sufficientemente e consapevolmente edotti, dal momento che così paga per davvero chi ha combinato disastri, nell’amministrazione della “cosa pubblica”.

E non certo i soliti noti costretti a dover sborsare tanti soldi, solo perché devono porre rimedio agli errori di questo branco di inetti e di incapaci che non vogliono mollare le cadreghe, su cui da tempo immemore hanno ormai poggiato il proprio puzzolente deretano!


Francesco Montanino


venerdì 30 aprile 2021

RECOVERY PLAN: E’ PARTITA LA CORSA DEI PARTITI AL MAGNA MAGNA

 


Anche in tempi di pandemia e di emergenza non solo sanitaria, ma anche economica e sociale, non si è affatto placata la voracità dei partiti del regime partitocratico di Roma ladrona e mafiosa. L’oggetto del contendere, i 222,1 miliardi che stanno per essere stanziati sotto il nome di “RECOVERY PLAN” (altrimenti noto, come Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e che dovrebbero far respirare l’economia - nelle intenzioni di chi è andato ad elemosinare un po' di soldi, in giro per il vecchio continente - di questo disastrato e sgangherato paese. Uno stanziamento senza precedenti, da parte dell’Unione Europea che non si è certo trasformata in un’associazione filantropica, dal momento che si tratta di soldi dati in prestito e che, presto o tardi, dovranno essere restituiti. E senza tener conto del fatto che andrà ad ingrossare un debito pubblico, già di per sé, impennatosi a cifre astronomiche!

Una torta succulenta, sulla quale stanno affilando le proprie voraci fauci non solo i partiti accattoni che sostengono la maggioranza ma anche quelli della pseudo-opposizione rappresentati dalla melonara borgatara e (s)fascista. Un piano che ha ricevuto il placet anche di quella stessa ormai defunta Lega Nord che, invece, di attaccare a testa bassa un’impostazione tipicamente assistenzialista e che richiama molto alla mente i Piani Quinquennali di sovietica memoria, appoggia Draghi e il puzzo di massoneria che si porta appresso.

Così come dagli aspiranti cameratucci e sfigati (s)fascistelli di Fratelli d’ita(g)lia ci saremmo aspettati un netto voto contrario, invece di un’astensione che fa ridere pure i polli per quanto è ridicola! Ma tanto può bastare, per farla apparire agli elettori del centrodestra la Meloni quale una novella Giovanna D’Arco, pronta ad assumere la leadership di uno schieramento, ormai senza un leader autorevole e capace visto che il berlusconismo e ciò che ha rappresentato (per fortuna, ci permettiamo di aggiungere) non esistono più.


Per quel che riguarda il fannullone padano, il redivivo Matteo Salvini, occorre fare un aggiornamento in merito alle sue vicende giudiziarie: il frequentatore del Papeete Beach, in realtà, è stato rinviato a giudizio per l’affaire delle navi cariche di clandestini risalente al 2018, a dispetto di quel che credeva: il sostegno al governo del massone Draghi, infatti, non gli è servito a evitare il tour-de-force fra i tribunali che lo terrà impegnato nei prossimi anni. “Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso”: così recita un adagio della saggezza popolare che ben gli si addice, a giudicare dal trappolone che il PD e i 5 stalle hanno saputo costruirgli.

In merito, infine, ai partiti del centrosinistra non si potranno mai utilizzare toni troppo deprecabili per sottolinearne l’arroganza, la vigliaccheria, la fame di potere e la lontananza dalle reali esigenze dei cittadini: una schifezza oltre che un male assoluto, che rappresenta quanto di più lontano è assimilabile al concetto di democrazia. Il PD e i pentadementi rappresentano quanto di peggio ha saputo esprimere questo paese, e ciò che stiamo vivendo da oltre un anno a questa parte con la pantomima del Covid-19, vale più di qualsiasi parola o concetto che si voglia esprimere.


Tornando alla grossa e succulenta torta da spartire rappresentata dal RECOVERY PLAN, non possiamo esimerci dall’evidenziare alcune storture che evidenziano come, in realtà, questo fiume di denaro rischia di andare a finire, per l’ennesima volta, nelle tasche sbagliate: in particolare, ci appare quanto meno bizzarro uno stanziamento di appena 18,5 miliardi per la salute quando invece sarebbe stato – mai come stavolta – il caso di migliorare la sanità pubblica visto e considerato che le strutture sanitarie di questo paese, se si eccettuano comunque alcune eccellenze, non offrono una qualità dei servizi offerti ai cittadini, all’altezza delle esose tasse che eppure siamo costretti a sborsare.

Così come, nel bel mezzo di una campagna vaccinale che prosegue a singhiozzo e con i dubbi che molti cittadini iniziano ad avere sul conto dei sieri di Pfizer e AstraZeneca, non sarebbe stata certo una cattiva idea investire nella ricerca di un vaccino prodotto dalle aziende farmaceutiche nazionali e con il contributo di scienziati, un po' com’è accaduto in Russia dove lo Sputnik V è stato prodotto a tempi da record, ed è oggi adottato da ben 60 paesi in tutto il mondo.

Continuando a leggere fra le pieghe del provvedimento, notiamo come circa il 40% della somma verrà investita nel Mezzogiorno, allo scopo di “sanare gli squilibri territoriali”. Qua va aperta, secondo noi, una doverosa parentesi. Perché non è la prima volta che il Sud riceve finanziamenti a pioggia, né tantomeno crediamo sarà l’ultima, sino a quando a rappresentarci saranno sempre i soliti personaggi che vengono a raccattare il voto, in tempo di campagna elettorale salvo poi venir meno alle promesse fatte e a a non fare un cazzo dalla mattina alla sera!

Ciò che a noi non convince, è l’assenza – anche stavolta – di una vera e propria politica di sviluppo. Infatti, invece di creare le condizioni affinché si possano creare ricchezza e benessere nel Sud magari attraverso l’istituzione di zone franche dal punto di vista fiscale, rafforzare le infrastrutture esistenti con progetti che coinvolgano pubblico e privato e lo smantellamento dei tanti carrozzoni di stato che pesano sulle esangui tasche dei cittadini, si è preferito piuttosto puntare su misure assistenzialiste che non risolveranno come al solito i problemi.

Quanto, in realtà, saranno uno strumento clientelare sul quale è forte il rischio che le organizzazioni criminali, che da 160 anni infestano i nostri territori quali braccia armate di questo regime, possano allungare i propri tentacoli. L’esperienza della Cassa per il Mezzogiorno, istituita nell’immediato dopoguerra allo scopo di dare una risposta alla “questione meridionale”, evidentemente non è servita a nulla.



Del resto, se pensiamo che il reddito di nullatenenza erogato nella sola città di Napoli (102,2 milioni di euro) è quasi pari a quello dell’intero Nord (109,7 milioni di euro), è facile intuire che i quasi 90 miliardi di euro che andranno a finire nel Mezzogiorno non saranno utilizzati certo per colmare il divario abissale che lo separa dalle regioni settentrionali. Quanto piuttosto saranno l’ennesima occasione sprecata che gonfierà il portafoglio dei soliti noti e degli “amici degli amici”

In tale contesto, caratterizzato da forte incertezza e crescente rabbia che cova sotto la cenere fra la popolazione, inizia a serpeggiare e a farsi strada un sentimento fortemente anti-itagliano e anti-statalista: lo scorso 25 aprile, giornata dedicata alla liberazione dall’oppressione e dall’invasione nazi-fascista, un gruppo di indipendentisti appartenenti alla sigla “Nazione Napolitana” hanno preso di mira la statua del massoncello dei due mondi, al secolo “Giuseppe Garibaldi”.

Un segnale evidente del fatto che in tanti stanno cominciando a capire che l’itaglia non è la soluzione quanto il problema, visto e considerato che in 160 anni di colonizzazione con il tricoglione, il Sud ci è andato solo a rimettere. E non intendiamo certo inneggiare alle improbabili restaurazioni di re e reucci da operetta inscenate dai neo-barbonici, degni rappresentanti del piagnonismo e del vittimismo travestiti da uno sterile quanto puerile meridionalismo di facciata, quanto piuttosto del rilancio di un serio progetto federalista, anche in considerazione del fatto che la Lega Nord ormai ha abiurato tale tema, per andare a partecipare alla spartizione del malloppo con gli altri partiti romani!

La nostra idea resta sempre e solo quella: la dicevamo ieri e l’altro ieri, la sosteniamo oggi e la porteremo avanti con ancora maggior vigore anche domani e dopodomani. Il Sud DEVE tornare a essere libero e indipendente, com’è lo è stato per oltre 700 anni! Sia da sovrani pagliacci, che da oligarchi e satrapi che provano quotidianamente ad ingannarci, parlando in maniera ingannevole di democrazia quando in realtà il loro unico scopo è quello di prenderci per i fondelli!

Francesco Montanino


lunedì 19 aprile 2021

ADESSO BASTA: JATEVENNE


Mentre in paesi come il Regno Unito e la Russia, il COVID-19 pare essere stato finalmente debellato, in ITAGLIA la polizia picchia e manganella con inusitata violenza chi osa manifestare contro questo governo di incapaci e di pupazzi nelle mani delle potentissime lobby che si trovano oltreoceano!

Che ci trovassimo da oltre 70 anni in una democrazia monca e limitata, ne eravamo perfettamente a conoscenza. Ma che le forze dell’ordine (in primis, i poliziotti) adottassero metodi squadristi e da dittatura sudamericana per tenere a bada chi, in queste ore, chiede solo ed esclusivamente di poter tornare a lavorare e produrre, francamente no e la cosa preoccupa non poco!

A Roma, migliaia e migliaia di cittadini stremati da mesi e mesi di chiusure forzate dal carattere assolutamente punitivo, chiedevano solo di poter interfacciarsi con i responsabili di questo disastro che sta facendo scivolare quel che resta di questo paese, in uno scenario da incubo annunciato.

Il popolo delle partite IVA, ovvero di chi ha avviato un’iniziativa imprenditoriale autonoma basandosi esclusivamente sulle proprie forze, in questo anno e passa da quando è iniziata questa maledetta emergenza sanitaria, è stato umiliato e costretto, in molti casi, a chiudere baracca e burattini. 

E questo perché, non solo soprattutto i ristoratori, i parrucchieri e i centri estetici hanno dovuto spendere tantissimi soldi per adeguare i propri locali al distanziamento sociale, ma anche e soprattutto perché gli annunciati ristori – che avrebbero solo sulla carta dovuto aiutarli dal punto di vista economico, a causa delle reiterate chiusure - si sono dimostrati essere un’autentica miseria (quando addirittura non sono stati neppure erogati….) che ha mortificato e messo in ginocchio gli sforzi di chi, con grande sacrificio, ha provato a portare il piatto a tavola! Senza – e questo è senz’altro un merito enorme e indiscutibile – elemosinare nulla a uno stato che si è invece mostrato accattone, vigliacco e discriminatore nei loro riguardi.

La protesta che è andata in scena, ci è sembrata piuttosto la logica conseguenza di un atteggiamento dei padroni del vapore di stanza a Montecitorio e dintorni, improntato alla più assoluta strafottenza nei confronti di queste categorie produttive. Così come, è apparso fuori luogo e spropositato il comportamento di quei poliziotti, che invece di solidarizzare con chi alla fine gli paga lo stipendio attraverso le laute tasse estorte da questo stato strozzino, ladro e usuraio, si sono comportati alla stregua di autentici servi sciocchi. Al soldo di quegli stessi politici che li umiliano con paghe da fame, e li mandano al macello a combattere i delinquenti (ma quelli veri).

Ci viene, a questo punto, spontaneo chiederci come mai tale durezza non viene mai messa in campo, quando si tratta di andare a prendere qualche pezzo di merda della mafia o della camorra, così come se a commettere reati che turbano l’ordine pubblico sono quelle risorse tanto care al ministro Lamorgese! Gradiremmo ricevere da costoro esaurienti risposte, perché è troppo facile prendersela e sfogarsi con chi magari è disarmato e alza le braccia per far capire in maniera assai lapalissiana che non ha alcuna intenzione bellicosa, salvo poi far finta di niente se si trovano di fronte a spacciatori e criminali incalliti che hanno trasformato interi quartieri delle più grandi metropoli in vere e proprie zone off-limits dove ne fanno le spese i residenti, costretti a sorbirsi un clima che ricorda il Far West.

Vorremmo infine ricordare a quei poliziotti, che il martirio e il sacrificio di quei loro poveri e valorosi colleghi che hanno perso la vita a Via Fani, a Capaci e a Via D’Amelio porta quale colpevole quella classe politica che difendono, dimenticandosi di ciò che essa NON HA MAI FATTO per loro. Naturalmente sarà pure cambiata nelle sue componenti, ma non certo in quelle stesse disgustose e vergognose logiche che stanno affamando milioni e milioni di persone! Stiano pur certi quegli agenti che hanno manganellato senza pietà che, presto o tardi, toccherà anche a loro faticare per far quadrare i conti della serva. Quando la festa sarà finita e i soldi dati in prestito da Bruxelles matrigna dovranno essere giocoforza restituiti, verrà anche il loro turno. E non è affatto detto che si divertiranno……

Una guerra fra poveri - insomma - nella quale, poi, si inseriscono anche i tanti clandestini che questo governo di inetti continua imperterrito a far entrare impunemente sui nostri territori, nonostante sia il protrarsi dell’emergenza sanitaria che la grave crisi economica e sociale, potrebbero essere foriere di conseguenze imprevedibili oltre che indesiderate. Soprattutto se settori trainanti dell’economia di questo sgangherato paese come il turismo, vedranno saltare a piè pari anche la prossima stagione estiva. Non vogliamo certo apparire quali profeti di facile sventura, ma riteniamo tutt’altro che campato in aria uno scenario estremamente turbolento con milioni e milioni di cittadini pronti a scendere nelle piazze e assediare Roma nel prossimo autunno, magari perché presi dalla fame e dalla disperazione.

Morire dunque di fame o di Covid? Questo è l’interrogativo che come un tarlo nella mente, ci sta tormentando in queste settimane in cui, mentre in altri paesi si stanno compiendo passi decisivi verso l’uscita dal tunnel nel quale tutti siamo rimasti infilati, qua la situazione è ben lungi dall’aver trovato una soluzione. 

Il sospetto forte è che a qualcuno vada bene protrarre questo stato di emergenza a tempo indefinito. E non solo e non certo per continuare a tenere il proprio culo saldamente incollato sulla poltrona, ma anche perché così si può permettere la svendita del nostro patrimonio imprenditoriale al migliore offerente, oltre che fare il gioco delle multinazionali del farmaco. 

Il pensiero va a quella Pfizer spesso e volentieri assurta agli onori della cronaca, e non certo per vicende edificanti, tutt’altro…..qualcuno potrà darci anche dei complottisti, ma ci è sembrata quantomeno singolare la vicenda dell’altro siero utilizzato nel nostro paese, ovvero l’AstraZeneca noto anche come “vaccino di Oxford”. 

Che fosse il meno efficace di tutti quelli attualmente in circolazione, non era certo un mistero. Ma che potesse provocare effetti collaterali che in certi casi sono così gravi da portare addirittura ai decessi per trombosi, francamente ci suona abbastanza strano. Soprattutto considerando che in Inghilterra, il premier Boris Johnson lo ha utilizzato per arrivare a quell’immunità di gregge che ha permesso oltremanica di riaprire tutte le attività e di poter tornare presto alla normalità. Non vorremmo che dietro a questa vicenda possa esserci l’ombra del sabotaggio, allo scopo di favorire l’utilizzo esclusivo di Pfizer e Moderna che, fra le altre cose, costano più degli altri.

In questa vicenda che sta sempre più assumendo i contorni del colossale business da consumarsi alle nostre spalle, poi, c’è da segnalare la sconcertante ritrosia da parte degli enti preposti nel continuare a non voler prendere in considerazione il vaccino russo Sputnik V.

I comportamenti di EMA (European Medical Agency) e AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)  appaiono vergognosi e ispirati da mere ragioni politiche, che nulla hanno a che vedere con l’esigenza primaria di dover tutelare l’incolumità di milioni e milioni di cittadini. Del resto, basta vedere la composizione dell’Agenzia Europea per rendersi conto che il sospetto di un conflitto di interessi con Big Pharma non sia così inverosimile, come squallidi  i gazzettieri di regime vogliono farci credere non evidenziando che non esistono studi scientifici validi e duraturi nel tempo, che suffraghino l’efficacia di Pfizer e Moderna  ( https://www.byoblu.com/2021/04/13/i-legami-tra-ema-e-case-farmaceutiche-il-conflitto-di-interesse-puo-mettere-a-rischio-la-salute-dei-cittadini/?fbclid=IwAR3iwx-aHTLRLAS8sPJm4kwxbzkYio-FS1sxRN_Ym5ePHCg6I7RHChQ-Ka8 ).

L’atteggiamento dell’AIFA, invece, appare contraddittorio considerando la decisione di continuare ad adottare l’AstraZeneca (che nel frattempo ha cambiato nome in Vaxzevria, giusto per provare a ingannare gli sprovveduti), quando in tantissimi paesi tale siero è stato bandito.

Tornando allo Sputnik V (adottato attualmente – per completezza di informazione - in quasi 60 paesi sparsi in tutto il mondo), nonostante che da pochi giorni sia stata avviata la sperimentazione fra l’Istituto Gamaleya di Mosca e l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, il siero russo continua ad essere bersaglio dell’ostracismo e della controinformazione dei media itagliani. 

Che invece di informare, come eppure dovrebbero fare, sulle sue proprietà taumaturgiche (quasi il 92% di efficacia, secondo la prestigiosa rivista inglese “The Lancet”) continuano nella loro opera di lecchinaggio e pennivendolismo denigrando gli sforzi fatti dagli scienziati russi. Colpevoli, evidentemente, di provenire da un paese etichettato e bollato dai soliti soloni da strapazzo e di accatto, quale governato da quel cattivone che risponde al nome di Vladimir Putin, considerato da costoro alla stregua di un dittatore (?!). 

E qui, va aperta doverosamente un’altra parentesi considerando l’umiliazione cui è stata sottoposta l’Unione Europea nella persona del commissario europeo (fra le altre cose, mai eletto….) Ursula Von del Leyen nella sua recente visita a Istanbul. Tutti sanno che il sultano Erdogan ha rifiutato di far sedere la sua ospite, scatenando le ire dei benpensanti di casa nostra. Per come l’abbiamo sempre vista noi, il più pulito fra quei due ha in ogni caso la rogna. 

Sì, perché se da un lato la Turchia NON PUO’, NE’ MAI POTRÀ ESSERE CONSIDERATA EUROPA, dall’altro lato l’Unione Europea – per come è attualmente strutturata – resta un covo nauseabondo di massoni e mafiosi schifosi e impenitenti. E dunque, non possono certo essere da noi condivise le esternazioni di Draghi nei confronti di Erdogan (che resta un soggetto estremamente indesiderato e pericoloso), dal momento che l’attuale Presidente del Consiglio non è stato votato da alcun cittadino, stando piuttosto lì in nome di uno scellerato e vergognoso accordo fra tutti i partiti che sono presenti in Parlamento.

Un patto che ha previsto, fra gli altri, l’assoluzione del fannullone padano Matteo Salvini nel caso della “Gregoretti” per il quale ha rischiato seriamente di essere rinviato a giudizio e di essere sbattuto in galera per sequestro di persona. In cambio del sostegno al governo, infatti, al leader della lega naziunalista e (s)fascista itagliana, è stata garantita l’immunità. Con buona pace delle promesse e de roboanti annunci con cui ha carpito il voto e la buona fede di gran parte degli elettori, negli anni scorsi. Un partito che dilapida in questo modo così sciagurato e grottesco un così corposo patrimonio di consensi che lo ha portato anche a sfiorare il 40% dei consensi, vuol dire soltanto che è parte integrante del regime che solo a chiacchiere dichiara di avversare. 

Una fine ingloriosa per la ormai defunta Lega Nord, che eppure era nata sotto ottimi auspici, con l’idea della rivoluzione federale con cui spazzare via il regime di Roma ladrona. Salvo poi (e in questo è stata poi imitata da quegli altri incapaci e dementi dei 5 stalle negli ultimi anni) diventare essa stessa componente del Palazzo, allontanandosi progressivamente e inevitabilmente dalle difficoltà e dai problemi quotidiani dei cittadini. Di cui si ricordano, solo quando si tratta di andare a elemosinare il voto quelle volte (sempre più rare, a dire il vero) in cui siamo chiamati a esprimere con una matita e nel segreto dell’urna, la nostra volontà.

Quando questa pandemia sarà terminata, resteranno solo i cocci da rimettere a posto di una tempesta, con la quale però – è bene che lo si sappia - non avremo certo smesso di fare i conti. Perché, oltre ai morti che dovremo ancora piangere e il cui sangue – per richiamare una frase che Aldo Moro indirizzò ai suoi compagni di partito della DC, prima di essere giustiziato dopo un lungo periodo di prigionia - ricadrà sulle schifose e miserabili teste di chi ha causato questo disastro di proporzioni epocali, saremo chiamati a fare la conta dei danni subìti dal nostro sistema economico sotto forma di attività imprenditoriali chiuse e di posti di lavoro andati in fumo. Oltre che dei soldi che dovremo restituire ad aguzzini e soggetti, il cui scopo non è certo caritatevole, come eppure qualche buontempone si ostina ancora a farci intendere…..

È ora dunque che questi mefitici personaggi di stanza nei palazzi del potere romano, che ci hanno sempre preso in giro con salamelecchi e sorrisini falsi e idioti di circostanza, tornino una volta e per tutte a casa! Smettendola così di ammorbare e turbare le nostre vite, più di quanto hanno già fatto…..


Francesco Montanino

giovedì 15 aprile 2021

RIVELLINI (NAPOLI CAPITALE), LANZOTTI (AZZURRI PER NAPOLI) VESTUTO (LEGA SUD): "BORIS JOHNSON 'STA CASA ASPETTA A TE !"


Sabato 17/04/2021 alle ore 11,30 a Piazzetta Santa Caterina a Chiaia, Napoli, i candidati al Comune e alle Municipalità nelle prossime elezioni Comunali di NAPOLI CAPITALE e AZZURRI PER NAPOLI e LEGA SUD AUSONIA inviteranno i cittadini, i rappresentanti delle Associazioni di categoria e i sindacati della piccole partite Iva, a sottoscrivere un’invito al Premier Inglese, BORIS JOHNSON a venire a Napoli ad illustrare le misure e le azioni che ha messo in campo, celermente e concretamente, per vaccinare il popolo inglese e scongiurare la grave crisi economica causata dal COVID. 



Non tutti si sono arresi alla pandemia, chiudendo indiscriminatamente le attività affamando le piccole partite IVA,  come hanno fatto le Istituzioni Italiane, e a dimostrazione di ciò distribuiremo ai cittadini il programma delle riaperture (allegato) che riportano alla normalità l'Inghilterra. Da noi le vaccinazioni vanno a rilento e ristoratori, baristi, commercianti, ambulanti, parrucchieri, proprietari di palestre, di vetture NCC, di Bus turistici, di Agenzie di viaggio , di sale Scomesse, si B&B, Tour operator, Guide turistiche, etc (e i loro dipendenti) sono praticamente "alla fame" e probabili "prede" di strozzini, camorra e approfittatori vari. I ristori poi, che Johnson ha dato agli inglesi, sono stati adeguati mentre gli italiani hanno ricevuto mortificanti miserie. 



Infine è di queste ore un’altra sconfortante notizia: i  “cervelloni” che ci governano VOGLIONO ELIMINARE TOTALMENTE I CONTANTI E ANCHE UNA SOLA PIZZA SI  DOVRA’ PAGARE SOLO CON CARTA DI CREDITO! 
Non esiste nessun rilievo scientifico che il virus si propaga maneggiando i soldi mentre E’ SICURO CHE QUESTA PROPOSTA È LA DEFINITIVA “CONDANNA A MORTE” PER I PICCOLI COMMERCIANTI. INSOMMA SE NON SI MUORE PER COVID SI MORIRÀ DI FAME!



L'invito e il dono (una maglietta di Napoli Capitale dedicata a Boris Johnson e autografata dai napoletani) sono una “provocazione civile e non violenta” per sottolineare  l’incapacità dei ns governanti (nazionali, regionali e comunali) a fronteggiare la crisi. 

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