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giovedì 13 maggio 2021

“A ’NUTTATA” A NAPOLI, NON È ANCORA PASSATA

 


Degrado, abbandono e disagio. Se volessimo sintetizzare con poche, ma semplici parole lo stato in cui versa Napoli, non ci sarebbe altro modo per descrivere la situazione di grave abbandono che attanaglia ormai da interi decenni la ex Capitale del Sud.

Fondi stradali dissestati, sporcizia che fa capolino quasi ovunque, incuria, menefreghismo, maleducazione: con queste credenziali, non si fa davvero fatica a capire perché una città così bella e ricca di arte, storia e cultura debba essere sempre vituperata e additata quale modello da non imitare.

A ciò contribuiscono non solo quella parte di città gretta, cafona, arrogante e spagnolesca che campa di espedienti ritenendosi migliore degli altri, ma anche e soprattutto una classe politica (sia di maggioranza che di opposizione) che li rappresenta al meglio, composta da guitti e imbecilli della peggiore specie.

A rendersi autori di questo disastro, il “sindachino” al secolo “Giggino o’ magistrato” De Magistris e la sua sgarrupata maggioranza che al Consiglio Comunale di Napoli si sono resi protagonisti di uno scempio senza fine. Credevamo che fare peggio di don Antonio Berisha detto “Bassolino” e della starnazzante Rosetta Russo Jervolino, fosse praticamente impossibile. Ma, poiché, non c’è mai limite al peggio, ecco che all’antica Partenope è toccato in sorte, il peggior primo cittadino che abbia mai messo piede a Palazzo San Giacomo.

L’armata Brancaleone con cui voleva andare a raccattare sul mare i clandestini di ogni dove, è solo una delle tante perle che ci sono state dispensate a piene mani, da questo novello Attila travestito da sindaco. Come il re degli unni che dove passava non lasciava crescere l’erba, allo stesso modo il nostro Giggino sindachino, detto "Luigi de Magistris", darà in eredità allo sventurato successore, un comune dalle casse letteralmente svuotate, con un mare di debiti e tantissimi problemi irrisolti.


Infatti, in un articolo comparso sul quotidiano cittadino
“Il Mattino”, veniamo a sapere che Palazzo San Giacomo ha accumulato negli ultimi anni un deficit di circa 2,7 miliardi di euro, frutto non solo di tributi mai riscossi (ricordate la storia delle multe che quei geni di stanza al Comune di Napoli prevedevano di incassare, e che invece sono passate in cavalleria?), ma anche degli interessi su soldi presi a prestito negli scorsi decenni con gli swap (i bond o obbligazioni comunali, per intenderci). La sentenza della Corte Costituzionale, di fatto, ha rispedito al mittente la richiesta di ulteriori proroghe e deroghe per pagare un conto in realtà mai saldato: stiamo parlando della bellezza di altri 270 milioni, che non si possono spalmare in 30 anni e che vanno dunque ad aggravare ulteriormente le voci di spesa.

Giggino” urla e strepita ai quattro venti di minacciare le dimissioni perché sa benissimo che rischia seriamente di non potersi candidare (con quale coraggio e faccia tosta, viene voglia di aggiungere….) a governatore della Regione Calabria, nel caso in cui fra poche settimane non sarà approvato il bilancio in Consiglio Comunale e venga nominato un commissario dalla Corte dei Conti. Numero e conti alla mano, infatti, le casse del comune nei 7 anni di pessima amministrazione da lui condotta, sono state ulteriormente prosciugate dall’incapacità di questa giunta non solo di riequilibrare la già di per sé disastrata situazione contabile, ma anche e soprattutto di fornire risposte adeguate a una città, che oggi si trova in un avanzato stato di decomposizione e putrefazione non solo morale, ma anche materiale.

Del resto, basta farsi una passeggiata, non necessariamente in una strada della periferia, per rendersene conto: sporcizia, incuria, deiezioni dei cani che trasformano il semplice passeggio, in un autentico tour-de-force per evitare di imbrattarsi scarpe, gambe, piedi e pantaloni. O magari prendere un pullman e notare che non solo molti di essi sono malfunzionanti e obsoleti, ma spesso e volentieri si fanno attendere dai cittadini, a prescindere dalle condizioni atmosferiche. Poi, ci sono i secolari problemi legati alle condizioni di vita in cui si trovano gli abitanti dei quartieri periferici e la microcriminalità che fa da corollario, per capire che dei tanti proclami ascoltati durante le precedenti tornate elettorali, non è rimasto praticamente nulla. Insomma, un quadro della situazione a dir poco desolante e deprimente, in cui si fa davvero fatica a intravedere un barlume di luce in fondo a un tunnel, che sembra non dover aver mai fine.



In questo contesto, sotto accusa - per come la intendiamo noi - ci va l’intera classe politica napoletana. Perché se è vero che ormai la sinistra è carta conosciuta, in quanto a pessima gestione delle problematiche del territorio da quasi 30 anni a questa parte, è altrettanto inconfutabile che però anche il centrodestra e i suoi cespugli abbiano brillato per sciatteria e inettitudine. Il discorso in particolare va a certi personaggi di quell’ex arroganza nazionale che hanno preso per i fondelli i cittadini, ieri come oggi. Riciclatisi sotto mentite spoglie, gli sfigati (s)fascistelli che portano voti al partito della melonara borgatara, non hanno certo cambiato la loro propensione al cazzeggio, all’inettitudine e all’incapacità. Se Napoli è stata (s)governata per quasi tre lustri dalla sinistra scafista, massone e comunista, una bella fetta di responsabilità ce l’hanno - checché se ne dica - anche i “nostalgici” del Duce, incapaci di fare un’opposizione seria e degna di tal nome!

A pagare il conto di tale stallo intere generazioni di napoletani costretti a fare, oggi come ieri, le classiche valigie di cartone per trovare fortuna altrove. La fuga di cervelli che ha impoverito il capoluogo campano, è la testimonianza lapalissiana di come ci sia stata scarsa attenzione nei confronti di chi avrebbe dovuto garantire sviluppo, progresso e benessere per tutti. Le storie di giovani partenopei che hanno fatto fortuna altrove, non sono certo una leggenda metropolitana, quanto piuttosto un’amara realtà con cui fare i conti. Le responsabilità di questo autentico disastro sono tutte da addebitare ad una classe politica arrogante e opportunista che, dal dopoguerra ai giorni nostri, ha fondato le proprie fortune sull’assistenzialismo e sul voto di scambio. Attuando poi una pericolosa - quanto nefasta - connivenza con la camorra e le sue putride emanazioni.

Tornando allo scenario che attende questa disgraziata e bellissima città nell’immediato futuro, non si intravede davvero nulla di nuovo e positivo sotto il cielo. In autunno, si tornerà a votare, e le prospettive sono a dir poco raccapriccianti se pensiamo che addirittura si ripresenterà l’immarcescibile don Antonio Berisha detto “Bassolino”! Un ritorno di cui volentieri avremmo voluto fare a meno e le cui possibilità di rielezione alla carica di primo cittadino, sono tutt’altro che campate in aria!

Altro che nuovo che avanza, vien voglia da dire…..il vecchio puzza e, probabilmente, avvolgerà nel suo fetore quel poco che resta di Napoli! “Giggino”, invece, dal canto suo sembra voler abdicare per la vice Clemente sulla quale risparmiamo una rima molto in voga dalle nostre parti; mentre per quel che concerne il centrodestra, ancora non si sa chi sarà il candidato visto che la Lega del fannullone padano non è vista di buon occhio in quella sgangherata e inconcludente coalizione.



Insomma, la “nuttata” di eduardiana memoria è ben lungi dall’essere passata e siamo sempre più fermamente convinti che solo un serio progetto federalista e indipendentista possa dare le risposte di benessere, affrancamento e rinascita che la capitale del Sud, attende da 160 anni a questa parte.

Il vero federalismo (e non certo quello che la Lega di Salvini prova ancora a sventolare solo per illudere quella base, che ancora crede nel sogno della libertà e dell’indipendenza dal regime di Roma ladrona) si basa sul principio della responsabilizzazione dei pubblici amministratori. I quali sono chiamati a rendere conto delle proprie scelte ai cittadini, di cui sono rappresentanti, avendo soprattutto il sacro e inderogabile dovere di tutelarne gli interessi.

In tal senso, sono gli enti più vicini a questi ultimi ad essere continuamente controllati e chi occupa cariche di rilievo risponde con il patrimonio personale delle obbligazioni poste in essere dalla pubblica amministrazione che rappresenta (Regione, Provincia e Comune). Per intenderci, se un de Magistris qualsiasi lascia il Comune di Napoli in uno stato di enorme dissesto finanziario, si dovrà sobbarcare esclusivamente lui e la giunta che lo sostiene (e non certo i cittadini, come invece accade oggi) gli oneri per risanare il bilancio dell’ente presso il quale è sindaco.



Un principio di buonsenso che però terrorizza e spaventa a morte questa classe politica accattona e di cui, riteniamo, i cittadini debbano essere sufficientemente e consapevolmente edotti, dal momento che così paga per davvero chi ha combinato disastri, nell’amministrazione della “cosa pubblica”.

E non certo i soliti noti costretti a dover sborsare tanti soldi, solo perché devono porre rimedio agli errori di questo branco di inetti e di incapaci che non vogliono mollare le cadreghe, su cui da tempo immemore hanno ormai poggiato il proprio puzzolente deretano!


Francesco Montanino


venerdì 30 aprile 2021

RECOVERY PLAN: E’ PARTITA LA CORSA DEI PARTITI AL MAGNA MAGNA

 


Anche in tempi di pandemia e di emergenza non solo sanitaria, ma anche economica e sociale, non si è affatto placata la voracità dei partiti del regime partitocratico di Roma ladrona e mafiosa. L’oggetto del contendere, i 222,1 miliardi che stanno per essere stanziati sotto il nome di “RECOVERY PLAN” (altrimenti noto, come Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e che dovrebbero far respirare l’economia - nelle intenzioni di chi è andato ad elemosinare un po' di soldi, in giro per il vecchio continente - di questo disastrato e sgangherato paese. Uno stanziamento senza precedenti, da parte dell’Unione Europea che non si è certo trasformata in un’associazione filantropica, dal momento che si tratta di soldi dati in prestito e che, presto o tardi, dovranno essere restituiti. E senza tener conto del fatto che andrà ad ingrossare un debito pubblico, già di per sé, impennatosi a cifre astronomiche!

Una torta succulenta, sulla quale stanno affilando le proprie voraci fauci non solo i partiti accattoni che sostengono la maggioranza ma anche quelli della pseudo-opposizione rappresentati dalla melonara borgatara e (s)fascista. Un piano che ha ricevuto il placet anche di quella stessa ormai defunta Lega Nord che, invece, di attaccare a testa bassa un’impostazione tipicamente assistenzialista e che richiama molto alla mente i Piani Quinquennali di sovietica memoria, appoggia Draghi e il puzzo di massoneria che si porta appresso.

Così come dagli aspiranti cameratucci e sfigati (s)fascistelli di Fratelli d’ita(g)lia ci saremmo aspettati un netto voto contrario, invece di un’astensione che fa ridere pure i polli per quanto è ridicola! Ma tanto può bastare, per farla apparire agli elettori del centrodestra la Meloni quale una novella Giovanna D’Arco, pronta ad assumere la leadership di uno schieramento, ormai senza un leader autorevole e capace visto che il berlusconismo e ciò che ha rappresentato (per fortuna, ci permettiamo di aggiungere) non esistono più.


Per quel che riguarda il fannullone padano, il redivivo Matteo Salvini, occorre fare un aggiornamento in merito alle sue vicende giudiziarie: il frequentatore del Papeete Beach, in realtà, è stato rinviato a giudizio per l’affaire delle navi cariche di clandestini risalente al 2018, a dispetto di quel che credeva: il sostegno al governo del massone Draghi, infatti, non gli è servito a evitare il tour-de-force fra i tribunali che lo terrà impegnato nei prossimi anni. “Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso”: così recita un adagio della saggezza popolare che ben gli si addice, a giudicare dal trappolone che il PD e i 5 stalle hanno saputo costruirgli.

In merito, infine, ai partiti del centrosinistra non si potranno mai utilizzare toni troppo deprecabili per sottolinearne l’arroganza, la vigliaccheria, la fame di potere e la lontananza dalle reali esigenze dei cittadini: una schifezza oltre che un male assoluto, che rappresenta quanto di più lontano è assimilabile al concetto di democrazia. Il PD e i pentadementi rappresentano quanto di peggio ha saputo esprimere questo paese, e ciò che stiamo vivendo da oltre un anno a questa parte con la pantomima del Covid-19, vale più di qualsiasi parola o concetto che si voglia esprimere.


Tornando alla grossa e succulenta torta da spartire rappresentata dal RECOVERY PLAN, non possiamo esimerci dall’evidenziare alcune storture che evidenziano come, in realtà, questo fiume di denaro rischia di andare a finire, per l’ennesima volta, nelle tasche sbagliate: in particolare, ci appare quanto meno bizzarro uno stanziamento di appena 18,5 miliardi per la salute quando invece sarebbe stato – mai come stavolta – il caso di migliorare la sanità pubblica visto e considerato che le strutture sanitarie di questo paese, se si eccettuano comunque alcune eccellenze, non offrono una qualità dei servizi offerti ai cittadini, all’altezza delle esose tasse che eppure siamo costretti a sborsare.

Così come, nel bel mezzo di una campagna vaccinale che prosegue a singhiozzo e con i dubbi che molti cittadini iniziano ad avere sul conto dei sieri di Pfizer e AstraZeneca, non sarebbe stata certo una cattiva idea investire nella ricerca di un vaccino prodotto dalle aziende farmaceutiche nazionali e con il contributo di scienziati, un po' com’è accaduto in Russia dove lo Sputnik V è stato prodotto a tempi da record, ed è oggi adottato da ben 60 paesi in tutto il mondo.

Continuando a leggere fra le pieghe del provvedimento, notiamo come circa il 40% della somma verrà investita nel Mezzogiorno, allo scopo di “sanare gli squilibri territoriali”. Qua va aperta, secondo noi, una doverosa parentesi. Perché non è la prima volta che il Sud riceve finanziamenti a pioggia, né tantomeno crediamo sarà l’ultima, sino a quando a rappresentarci saranno sempre i soliti personaggi che vengono a raccattare il voto, in tempo di campagna elettorale salvo poi venir meno alle promesse fatte e a a non fare un cazzo dalla mattina alla sera!

Ciò che a noi non convince, è l’assenza – anche stavolta – di una vera e propria politica di sviluppo. Infatti, invece di creare le condizioni affinché si possano creare ricchezza e benessere nel Sud magari attraverso l’istituzione di zone franche dal punto di vista fiscale, rafforzare le infrastrutture esistenti con progetti che coinvolgano pubblico e privato e lo smantellamento dei tanti carrozzoni di stato che pesano sulle esangui tasche dei cittadini, si è preferito piuttosto puntare su misure assistenzialiste che non risolveranno come al solito i problemi.

Quanto, in realtà, saranno uno strumento clientelare sul quale è forte il rischio che le organizzazioni criminali, che da 160 anni infestano i nostri territori quali braccia armate di questo regime, possano allungare i propri tentacoli. L’esperienza della Cassa per il Mezzogiorno, istituita nell’immediato dopoguerra allo scopo di dare una risposta alla “questione meridionale”, evidentemente non è servita a nulla.



Del resto, se pensiamo che il reddito di nullatenenza erogato nella sola città di Napoli (102,2 milioni di euro) è quasi pari a quello dell’intero Nord (109,7 milioni di euro), è facile intuire che i quasi 90 miliardi di euro che andranno a finire nel Mezzogiorno non saranno utilizzati certo per colmare il divario abissale che lo separa dalle regioni settentrionali. Quanto piuttosto saranno l’ennesima occasione sprecata che gonfierà il portafoglio dei soliti noti e degli “amici degli amici”

In tale contesto, caratterizzato da forte incertezza e crescente rabbia che cova sotto la cenere fra la popolazione, inizia a serpeggiare e a farsi strada un sentimento fortemente anti-itagliano e anti-statalista: lo scorso 25 aprile, giornata dedicata alla liberazione dall’oppressione e dall’invasione nazi-fascista, un gruppo di indipendentisti appartenenti alla sigla “Nazione Napolitana” hanno preso di mira la statua del massoncello dei due mondi, al secolo “Giuseppe Garibaldi”.

Un segnale evidente del fatto che in tanti stanno cominciando a capire che l’itaglia non è la soluzione quanto il problema, visto e considerato che in 160 anni di colonizzazione con il tricoglione, il Sud ci è andato solo a rimettere. E non intendiamo certo inneggiare alle improbabili restaurazioni di re e reucci da operetta inscenate dai neo-barbonici, degni rappresentanti del piagnonismo e del vittimismo travestiti da uno sterile quanto puerile meridionalismo di facciata, quanto piuttosto del rilancio di un serio progetto federalista, anche in considerazione del fatto che la Lega Nord ormai ha abiurato tale tema, per andare a partecipare alla spartizione del malloppo con gli altri partiti romani!

La nostra idea resta sempre e solo quella: la dicevamo ieri e l’altro ieri, la sosteniamo oggi e la porteremo avanti con ancora maggior vigore anche domani e dopodomani. Il Sud DEVE tornare a essere libero e indipendente, com’è lo è stato per oltre 700 anni! Sia da sovrani pagliacci, che da oligarchi e satrapi che provano quotidianamente ad ingannarci, parlando in maniera ingannevole di democrazia quando in realtà il loro unico scopo è quello di prenderci per i fondelli!

Francesco Montanino


lunedì 19 aprile 2021

ADESSO BASTA: JATEVENNE


Mentre in paesi come il Regno Unito e la Russia, il COVID-19 pare essere stato finalmente debellato, in ITAGLIA la polizia picchia e manganella con inusitata violenza chi osa manifestare contro questo governo di incapaci e di pupazzi nelle mani delle potentissime lobby che si trovano oltreoceano!

Che ci trovassimo da oltre 70 anni in una democrazia monca e limitata, ne eravamo perfettamente a conoscenza. Ma che le forze dell’ordine (in primis, i poliziotti) adottassero metodi squadristi e da dittatura sudamericana per tenere a bada chi, in queste ore, chiede solo ed esclusivamente di poter tornare a lavorare e produrre, francamente no e la cosa preoccupa non poco!

A Roma, migliaia e migliaia di cittadini stremati da mesi e mesi di chiusure forzate dal carattere assolutamente punitivo, chiedevano solo di poter interfacciarsi con i responsabili di questo disastro che sta facendo scivolare quel che resta di questo paese, in uno scenario da incubo annunciato.

Il popolo delle partite IVA, ovvero di chi ha avviato un’iniziativa imprenditoriale autonoma basandosi esclusivamente sulle proprie forze, in questo anno e passa da quando è iniziata questa maledetta emergenza sanitaria, è stato umiliato e costretto, in molti casi, a chiudere baracca e burattini. 

E questo perché, non solo soprattutto i ristoratori, i parrucchieri e i centri estetici hanno dovuto spendere tantissimi soldi per adeguare i propri locali al distanziamento sociale, ma anche e soprattutto perché gli annunciati ristori – che avrebbero solo sulla carta dovuto aiutarli dal punto di vista economico, a causa delle reiterate chiusure - si sono dimostrati essere un’autentica miseria (quando addirittura non sono stati neppure erogati….) che ha mortificato e messo in ginocchio gli sforzi di chi, con grande sacrificio, ha provato a portare il piatto a tavola! Senza – e questo è senz’altro un merito enorme e indiscutibile – elemosinare nulla a uno stato che si è invece mostrato accattone, vigliacco e discriminatore nei loro riguardi.

La protesta che è andata in scena, ci è sembrata piuttosto la logica conseguenza di un atteggiamento dei padroni del vapore di stanza a Montecitorio e dintorni, improntato alla più assoluta strafottenza nei confronti di queste categorie produttive. Così come, è apparso fuori luogo e spropositato il comportamento di quei poliziotti, che invece di solidarizzare con chi alla fine gli paga lo stipendio attraverso le laute tasse estorte da questo stato strozzino, ladro e usuraio, si sono comportati alla stregua di autentici servi sciocchi. Al soldo di quegli stessi politici che li umiliano con paghe da fame, e li mandano al macello a combattere i delinquenti (ma quelli veri).

Ci viene, a questo punto, spontaneo chiederci come mai tale durezza non viene mai messa in campo, quando si tratta di andare a prendere qualche pezzo di merda della mafia o della camorra, così come se a commettere reati che turbano l’ordine pubblico sono quelle risorse tanto care al ministro Lamorgese! Gradiremmo ricevere da costoro esaurienti risposte, perché è troppo facile prendersela e sfogarsi con chi magari è disarmato e alza le braccia per far capire in maniera assai lapalissiana che non ha alcuna intenzione bellicosa, salvo poi far finta di niente se si trovano di fronte a spacciatori e criminali incalliti che hanno trasformato interi quartieri delle più grandi metropoli in vere e proprie zone off-limits dove ne fanno le spese i residenti, costretti a sorbirsi un clima che ricorda il Far West.

Vorremmo infine ricordare a quei poliziotti, che il martirio e il sacrificio di quei loro poveri e valorosi colleghi che hanno perso la vita a Via Fani, a Capaci e a Via D’Amelio porta quale colpevole quella classe politica che difendono, dimenticandosi di ciò che essa NON HA MAI FATTO per loro. Naturalmente sarà pure cambiata nelle sue componenti, ma non certo in quelle stesse disgustose e vergognose logiche che stanno affamando milioni e milioni di persone! Stiano pur certi quegli agenti che hanno manganellato senza pietà che, presto o tardi, toccherà anche a loro faticare per far quadrare i conti della serva. Quando la festa sarà finita e i soldi dati in prestito da Bruxelles matrigna dovranno essere giocoforza restituiti, verrà anche il loro turno. E non è affatto detto che si divertiranno……

Una guerra fra poveri - insomma - nella quale, poi, si inseriscono anche i tanti clandestini che questo governo di inetti continua imperterrito a far entrare impunemente sui nostri territori, nonostante sia il protrarsi dell’emergenza sanitaria che la grave crisi economica e sociale, potrebbero essere foriere di conseguenze imprevedibili oltre che indesiderate. Soprattutto se settori trainanti dell’economia di questo sgangherato paese come il turismo, vedranno saltare a piè pari anche la prossima stagione estiva. Non vogliamo certo apparire quali profeti di facile sventura, ma riteniamo tutt’altro che campato in aria uno scenario estremamente turbolento con milioni e milioni di cittadini pronti a scendere nelle piazze e assediare Roma nel prossimo autunno, magari perché presi dalla fame e dalla disperazione.

Morire dunque di fame o di Covid? Questo è l’interrogativo che come un tarlo nella mente, ci sta tormentando in queste settimane in cui, mentre in altri paesi si stanno compiendo passi decisivi verso l’uscita dal tunnel nel quale tutti siamo rimasti infilati, qua la situazione è ben lungi dall’aver trovato una soluzione. 

Il sospetto forte è che a qualcuno vada bene protrarre questo stato di emergenza a tempo indefinito. E non solo e non certo per continuare a tenere il proprio culo saldamente incollato sulla poltrona, ma anche perché così si può permettere la svendita del nostro patrimonio imprenditoriale al migliore offerente, oltre che fare il gioco delle multinazionali del farmaco. 

Il pensiero va a quella Pfizer spesso e volentieri assurta agli onori della cronaca, e non certo per vicende edificanti, tutt’altro…..qualcuno potrà darci anche dei complottisti, ma ci è sembrata quantomeno singolare la vicenda dell’altro siero utilizzato nel nostro paese, ovvero l’AstraZeneca noto anche come “vaccino di Oxford”. 

Che fosse il meno efficace di tutti quelli attualmente in circolazione, non era certo un mistero. Ma che potesse provocare effetti collaterali che in certi casi sono così gravi da portare addirittura ai decessi per trombosi, francamente ci suona abbastanza strano. Soprattutto considerando che in Inghilterra, il premier Boris Johnson lo ha utilizzato per arrivare a quell’immunità di gregge che ha permesso oltremanica di riaprire tutte le attività e di poter tornare presto alla normalità. Non vorremmo che dietro a questa vicenda possa esserci l’ombra del sabotaggio, allo scopo di favorire l’utilizzo esclusivo di Pfizer e Moderna che, fra le altre cose, costano più degli altri.

In questa vicenda che sta sempre più assumendo i contorni del colossale business da consumarsi alle nostre spalle, poi, c’è da segnalare la sconcertante ritrosia da parte degli enti preposti nel continuare a non voler prendere in considerazione il vaccino russo Sputnik V.

I comportamenti di EMA (European Medical Agency) e AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)  appaiono vergognosi e ispirati da mere ragioni politiche, che nulla hanno a che vedere con l’esigenza primaria di dover tutelare l’incolumità di milioni e milioni di cittadini. Del resto, basta vedere la composizione dell’Agenzia Europea per rendersi conto che il sospetto di un conflitto di interessi con Big Pharma non sia così inverosimile, come squallidi  i gazzettieri di regime vogliono farci credere non evidenziando che non esistono studi scientifici validi e duraturi nel tempo, che suffraghino l’efficacia di Pfizer e Moderna  ( https://www.byoblu.com/2021/04/13/i-legami-tra-ema-e-case-farmaceutiche-il-conflitto-di-interesse-puo-mettere-a-rischio-la-salute-dei-cittadini/?fbclid=IwAR3iwx-aHTLRLAS8sPJm4kwxbzkYio-FS1sxRN_Ym5ePHCg6I7RHChQ-Ka8 ).

L’atteggiamento dell’AIFA, invece, appare contraddittorio considerando la decisione di continuare ad adottare l’AstraZeneca (che nel frattempo ha cambiato nome in Vaxzevria, giusto per provare a ingannare gli sprovveduti), quando in tantissimi paesi tale siero è stato bandito.

Tornando allo Sputnik V (adottato attualmente – per completezza di informazione - in quasi 60 paesi sparsi in tutto il mondo), nonostante che da pochi giorni sia stata avviata la sperimentazione fra l’Istituto Gamaleya di Mosca e l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, il siero russo continua ad essere bersaglio dell’ostracismo e della controinformazione dei media itagliani. 

Che invece di informare, come eppure dovrebbero fare, sulle sue proprietà taumaturgiche (quasi il 92% di efficacia, secondo la prestigiosa rivista inglese “The Lancet”) continuano nella loro opera di lecchinaggio e pennivendolismo denigrando gli sforzi fatti dagli scienziati russi. Colpevoli, evidentemente, di provenire da un paese etichettato e bollato dai soliti soloni da strapazzo e di accatto, quale governato da quel cattivone che risponde al nome di Vladimir Putin, considerato da costoro alla stregua di un dittatore (?!). 

E qui, va aperta doverosamente un’altra parentesi considerando l’umiliazione cui è stata sottoposta l’Unione Europea nella persona del commissario europeo (fra le altre cose, mai eletto….) Ursula Von del Leyen nella sua recente visita a Istanbul. Tutti sanno che il sultano Erdogan ha rifiutato di far sedere la sua ospite, scatenando le ire dei benpensanti di casa nostra. Per come l’abbiamo sempre vista noi, il più pulito fra quei due ha in ogni caso la rogna. 

Sì, perché se da un lato la Turchia NON PUO’, NE’ MAI POTRÀ ESSERE CONSIDERATA EUROPA, dall’altro lato l’Unione Europea – per come è attualmente strutturata – resta un covo nauseabondo di massoni e mafiosi schifosi e impenitenti. E dunque, non possono certo essere da noi condivise le esternazioni di Draghi nei confronti di Erdogan (che resta un soggetto estremamente indesiderato e pericoloso), dal momento che l’attuale Presidente del Consiglio non è stato votato da alcun cittadino, stando piuttosto lì in nome di uno scellerato e vergognoso accordo fra tutti i partiti che sono presenti in Parlamento.

Un patto che ha previsto, fra gli altri, l’assoluzione del fannullone padano Matteo Salvini nel caso della “Gregoretti” per il quale ha rischiato seriamente di essere rinviato a giudizio e di essere sbattuto in galera per sequestro di persona. In cambio del sostegno al governo, infatti, al leader della lega naziunalista e (s)fascista itagliana, è stata garantita l’immunità. Con buona pace delle promesse e de roboanti annunci con cui ha carpito il voto e la buona fede di gran parte degli elettori, negli anni scorsi. Un partito che dilapida in questo modo così sciagurato e grottesco un così corposo patrimonio di consensi che lo ha portato anche a sfiorare il 40% dei consensi, vuol dire soltanto che è parte integrante del regime che solo a chiacchiere dichiara di avversare. 

Una fine ingloriosa per la ormai defunta Lega Nord, che eppure era nata sotto ottimi auspici, con l’idea della rivoluzione federale con cui spazzare via il regime di Roma ladrona. Salvo poi (e in questo è stata poi imitata da quegli altri incapaci e dementi dei 5 stalle negli ultimi anni) diventare essa stessa componente del Palazzo, allontanandosi progressivamente e inevitabilmente dalle difficoltà e dai problemi quotidiani dei cittadini. Di cui si ricordano, solo quando si tratta di andare a elemosinare il voto quelle volte (sempre più rare, a dire il vero) in cui siamo chiamati a esprimere con una matita e nel segreto dell’urna, la nostra volontà.

Quando questa pandemia sarà terminata, resteranno solo i cocci da rimettere a posto di una tempesta, con la quale però – è bene che lo si sappia - non avremo certo smesso di fare i conti. Perché, oltre ai morti che dovremo ancora piangere e il cui sangue – per richiamare una frase che Aldo Moro indirizzò ai suoi compagni di partito della DC, prima di essere giustiziato dopo un lungo periodo di prigionia - ricadrà sulle schifose e miserabili teste di chi ha causato questo disastro di proporzioni epocali, saremo chiamati a fare la conta dei danni subìti dal nostro sistema economico sotto forma di attività imprenditoriali chiuse e di posti di lavoro andati in fumo. Oltre che dei soldi che dovremo restituire ad aguzzini e soggetti, il cui scopo non è certo caritatevole, come eppure qualche buontempone si ostina ancora a farci intendere…..

È ora dunque che questi mefitici personaggi di stanza nei palazzi del potere romano, che ci hanno sempre preso in giro con salamelecchi e sorrisini falsi e idioti di circostanza, tornino una volta e per tutte a casa! Smettendola così di ammorbare e turbare le nostre vite, più di quanto hanno già fatto…..


Francesco Montanino

giovedì 15 aprile 2021

RIVELLINI (NAPOLI CAPITALE), LANZOTTI (AZZURRI PER NAPOLI) VESTUTO (LEGA SUD): "BORIS JOHNSON 'STA CASA ASPETTA A TE !"


Sabato 17/04/2021 alle ore 11,30 a Piazzetta Santa Caterina a Chiaia, Napoli, i candidati al Comune e alle Municipalità nelle prossime elezioni Comunali di NAPOLI CAPITALE e AZZURRI PER NAPOLI e LEGA SUD AUSONIA inviteranno i cittadini, i rappresentanti delle Associazioni di categoria e i sindacati della piccole partite Iva, a sottoscrivere un’invito al Premier Inglese, BORIS JOHNSON a venire a Napoli ad illustrare le misure e le azioni che ha messo in campo, celermente e concretamente, per vaccinare il popolo inglese e scongiurare la grave crisi economica causata dal COVID. 



Non tutti si sono arresi alla pandemia, chiudendo indiscriminatamente le attività affamando le piccole partite IVA,  come hanno fatto le Istituzioni Italiane, e a dimostrazione di ciò distribuiremo ai cittadini il programma delle riaperture (allegato) che riportano alla normalità l'Inghilterra. Da noi le vaccinazioni vanno a rilento e ristoratori, baristi, commercianti, ambulanti, parrucchieri, proprietari di palestre, di vetture NCC, di Bus turistici, di Agenzie di viaggio , di sale Scomesse, si B&B, Tour operator, Guide turistiche, etc (e i loro dipendenti) sono praticamente "alla fame" e probabili "prede" di strozzini, camorra e approfittatori vari. I ristori poi, che Johnson ha dato agli inglesi, sono stati adeguati mentre gli italiani hanno ricevuto mortificanti miserie. 



Infine è di queste ore un’altra sconfortante notizia: i  “cervelloni” che ci governano VOGLIONO ELIMINARE TOTALMENTE I CONTANTI E ANCHE UNA SOLA PIZZA SI  DOVRA’ PAGARE SOLO CON CARTA DI CREDITO! 
Non esiste nessun rilievo scientifico che il virus si propaga maneggiando i soldi mentre E’ SICURO CHE QUESTA PROPOSTA È LA DEFINITIVA “CONDANNA A MORTE” PER I PICCOLI COMMERCIANTI. INSOMMA SE NON SI MUORE PER COVID SI MORIRÀ DI FAME!



L'invito e il dono (una maglietta di Napoli Capitale dedicata a Boris Johnson e autografata dai napoletani) sono una “provocazione civile e non violenta” per sottolineare  l’incapacità dei ns governanti (nazionali, regionali e comunali) a fronteggiare la crisi. 

RED

lunedì 8 marzo 2021

LE COLPE DEL SUD

Si fa presto a dire "SUD"! La solita pletora di "chiagnazzari"(piagnoni) meridionalisti continua ad accomunare questa parola non soltanto ad una area geografica, ma anche ad una identità comune di popolo e di destino. Come ho sempre detto, mi sento sempre di prendere le distanze da questo assioma che ha sempre fatto comodo a quanti al Sud hanno sposato questa visione vittimistica e fancazzista del Meridione d'Itaglia per nascondersi dalle loro responsabilità, preferendo il "ciuccia, ciuccia", assistenzialista dello Stato unitario, piuttosto che cercare una strada indipendente attraverso un progetto che facesse leva sulle proprie risorse e sulle proprie vocazioni territoriali. Non mi si venga a dire che il Sud non sia stato rappresentato nelle istituzioni unitarie itagliane, perché basterebbe snocciolare l'elenco di ministri, parlamentari e presidenti della Repubblica di questo paese dall'unità ad oggi.

In questo status quo, nella rinuncia a ricercare una propria strada identitaria di progetto e di pensiero, ovviamente il Nord, ci ha "sguazzato", portando proprio dai "tavoli" nazionali buona parte dei fondi, compresi quelli destinati al Sud, che si è accontentato di far sopravvivere le famiglie dei malavitosi, piuttosto che ridare dignità di Popolo alla propria gente. Il maggior partito del Nord Itaglia, prima con la Lega finto indipendentista di Bossi e poi con quella finto itagliana di Salvini, di fatto è sempre stato attento a che al Sud non nascesse un partito veramente indipendentista, ben sapendo che ciò avrebbe determinato la fine di questo andazzo che dura da oltre 160 anni.

Tutto ciò porta a due brevi conclusioni: 1) il problema del Sud Italia si risolve solo con la crescita di una classe politica che vede come unica strada un futuro indipendente e libero sia dai legacci Itagliani che da quelli degli interessi del Nord (che oggi vanno nella stessa direzione); 2) ci si metta l'animo in pace, prendendo come coscienza principale di questo auspicabile e irrinunciabile processo, che i primi veri nemici da sconfiggere sono proprio quei meridionali piagnoni, fancazzisti e ciucciatori di stipendi statali rubati, che continuano di fatto a sponsorizzare L'ItaGlia unità perché gli fa comodo. Non mi si venga a parlare del problema Europa, perché nel momento in cui una o più aree macro regionali decidesse di intraprendere una strada indipendente, autonomaticamente ci sarebbe l'uscita dai legacci di leggi e trattati sottoscritti da una italica classe corrotta e venduta. Anzi mi verrebbe da dire ai satanisti europei, tenetevela l''ItaGlia, al Sud indipendentista non interessa.

Gianfranco Vestuto

(segretario federale Lega Sud Ausonia - Popoli Sovrani)

vestuto@legasud.it

domenica 28 febbraio 2021

I VACCINI DI REGIME ARMA DI DISTRUZIONE DI MASSA DEL VENTUNESIMO SECOLO



Vaccini sì, vaccini no? Mentre i media di regime proseguono l’opera di manipolazione mentale sull’obbligatorietà della somministrazione del vaccino, al solo scopo di assecondare l’operato di un governo composto da camerieri e maggiordomi delle élite dominanti, alcune notizie che, naturalmente abbiamo cura di divulgare, iniziano a fare breccia nel muro della disinformazione e dell’imposizione del pensiero unico.

Nei giorni scorsi, nella Repubblica di San Marino sono arrivate le prime dosi del vaccino russo Sputnik V. La notizia – naturalmente sottaciuta dal mainstream – è però circolata, e in molti da ogni angolo della Penisola hanno chiesto informazioni sul come farsi somministrare il farmaco. Che, nella confusionaria vicenda dei vaccini dove le case farmaceutiche stanno letteralmente prendendo per il collo interi paesi, è l’unico a non avere sinora presentato gravi controindicazioni.

Il governo itagliano continua, in maniera scellerata e criminale, ad assecondare i desiderata di quel bastardo patentato di $oro$, e di altri grandissimi figli di puttana che leccano il nauseabondo culo, a lui e a tutto ciò che rappresenta! Non vogliono introdurre il vaccino russo anche nel nostro paese, solo perché il Presidente Vladimir Putin non vuole cedere alla dittatura del Nuovo Ordine Mondiale, e alle tentazioni tiranniche e liberticide delle lobby globaliste e mondialiste che si celano dietro sgradevoli sorrisi falsi e di circostanza.

In questo nuovo esecutivo, guidato dal massone e speculatore Draghi, c’è un’intera classe politica che se ne frega altamente del benessere dei cittadini! Lo sosteniamo con cognizione di causa, considerando il modo maldestro con cui è stata gestita sin dall’inizio questa emergenza sanitaria e delle incredibili restrizioni cui stanno sottoponendo la popolazione, da un anno a questa parte!

Mentre nella vicina e civile Svizzera dal primo marzo si riaprono gradualmente anche i luoghi di aggregazione come cinema e teatri sia pur con le dovute cautele del caso, in Itaglia invece si tornano a chiudere bar e ristoranti che non potranno più ricevere i loro clienti a pranzo e a cena, perché – a detta di quegli altri inetti del Comitato Tecnico e Scientifico - il virus si annida in quei locali e circola di notte dalle 22 alle 5…..

Non è davvero difficile immaginare gli incalcolabili danni economici che interi settori produttivi continueranno a rilevare anche nei prossimi mesi, oltre a quelli alla salute considerando che in molti hanno già chiuso la propria attività o – addirittura – hanno deciso di togliersi la vita, perché hanno sentito quale insostenibile il peso di questa ennesima crisi voluta da chi invece è pronto a comprarsi ciò che resta di quella che, ad un tempo, era uno delle economie più forti al mondo.

Come avrete modo di leggere più avanti, la molla che li muove non solo è quella di aiutare la multinazionale Pfizer (già in passato coinvolta in esperimenti fatti sui bambini africani, utilizzati come cavie da laboratorio) a lucrare un business da capogiro, ma anche di provvedere all’eliminazione e alla soppressione fisica delle fasce più deboli della popolazione.



Un disegno folle e genocida che richiama alla mente i più biechi progetti dei nazisti e dei regimi comunisti, e che credevamo fossero stati definitivamente consegnati alla storia. Stavolta, a vestire i panni di Hitler e Stalin, ci sono un manipolo di ricconi viziati e annoiati, per i quali la vita umana vale meno di un soldo bucato! Per portare a termine questo progetto, hanno bisogno di una classe politica vigliacca e corrotta e di una claque di pennivendoli, pronta a decantarne le lodi e a bollare in vario modo le voci fuori dal coro.

In precedenza, avevamo accennato all’affaire vaccini e ai tantissimi miliardi di dollari in ballo che ad essi sono legati. Anche qui, ci sono molte cose che non ci tornano affatto.

Innanzitutto, va ribadito un concetto: quella di vaccinarsi, dev’essere una scelta razionale, libera e consapevole presa senza farsi influenzare da chi, dalla mattina alla sera, prova in ogni modo la tecnica infame del lavaggio del cervello facendo facilmente presa sulla disperazione e sulla voglia di tornare al più presto alla normalità da parte di tutti noi. Ci rendiamo conto che non è affatto facile, ma bisogna provare a utilizzare la ragione. Prima di farsi somministrare il farmaco che dovrebbe evitarci il contagio del COVID-19, occorre effettuare un esame sierologico dal quale si potrà scoprire se abbiamo o meno sviluppato gli anticorpi necessari per tenere alla larga, questo indesiderato e pernicioso morbo. È sicuramente il test più efficace, molto più dei tamponi che non sempre forniscono risultati attendibili. E anche se lo dice molto chiaramente la scienza (https://www.osservatoriomalattierare.it/news/attualita/15966-covid-19-i-test-sierologici-sono-affidabili-per-la-diagnosi), continuiamo a notare una certa ritrosia da parte degli organi di stampa che invece considerano quali parametri unici per stabilire il numero dei contagi, solo i tamponi. Quasi come se fosse necessario ogni giorno parlare con toni sensazionalistici, di un incremento costante di persone afflitte da questa malattia.

Se il nostro sangue ha già sviluppato gli anticorpi, non è necessario il vaccino. In caso contrario, invece, se riterremo opportuno somministrarcelo, a quel punto occorrerà SCEGLIERE LIBERAMENTE quale assumere.

Abbiamo appositamente utilizzato le lettere maiuscole per le parole “scegliere liberamente”, perché ognuno di noi dev’essere libero di curarsi come vuole. Anche quella del vaccinarsi e del vaccino, sono scelte che competono alla nostra libertà personale! E questo significa che NESSUNO può avere il potere di imporci cosa fare e cosa in(o)cularci!

Lo Stato, anche e soprattutto in questa delicata materia, deve farsi gli affari per cui è pagato dai cittadini. Il concetto di libertà per noi vale anche dal punto di vista individuale, e si estende al diritto di curarsi come ciascuno ritiene opportuno! Non può essere in alcun modo imposto alcun trattamento sanitario obbligatorio!

Non solo perché – e lo vogliamo ricordare a certi satrapi che se ne vanno allegramente a fare passerella davanti alle telecamere – non esiste una legge in tal senso, ma anche perché tale aberrante principio viola la Convenzione di Oviedo che qui riportiamo giusto per rinfrescare la memoria a queste anime belle della vaccinazione a tutti i costi: “La Convenzione consacra il principio che la persona interessata deve dare il suo consenso prima di ogni intervento, salvo le situazioni di urgenza, e che egli può in ogni momento ritirare il suo consenso. Un intervento su persone incapaci di dare il proprio consenso, per esempio su un minore o su una persona sofferente di turbe mentali, non deve essere eseguito, salvo che non produca un reale e sicuro vantaggio per la sua salute”. (https://www.coe.int/it/web/conventions/full-list/-/conventions/treaty/164).

Ma non è tutto. Recentemente, il Consiglio d’Europa nella sua risoluzione 2361, approvata a larghissima maggioranza lo scorso 27 gennaio, agli articoli 7.3.1 e 7.3.2 ha stabilito che occorre assicurarsi che i cittadini siano informati che la vaccinazione NON è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente o altrimenti sottoposto a pressioni per farsi vaccinare, se non lo desiderano farlo da soli; inoltre è opportuno garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per non voler essere vaccinato.

Questo significa, ripetiamo ancora una volta, che nessuno ha il potere di imporre niente a chicchessia, pena la possibilità di trascinare chiunque ricorra all’arma del ricatto per costringere a vaccinarci, davanti al Tribunale Penale Internazionale! In tanti ancora non hanno capito che qua siamo di fronte alle violazioni dei più elementari diritti (sia civili che politici) di ciascuno di noi!

Le obiezioni di tanti operatori sanitari e di appartenenti alle forze dell’ordine sulla necessità di farsi in(o)culare soprattutto i vaccini di Pfizer e AstraZeneca ci sembrano ineccepibili e condivisibili, considerando che in tanti hanno accusato indesiderati effetti collaterali come febbre alta e fortissimi dolori muscolari che ne hanno, in alcuni casi, addirittura inibito l’opportunità di lavorare regolarmente! Sulla rete e sui social anche non ufficiali e controllati come Facebook e Whatsapp, le notizie circolano e si viene a sapere che molti medici di diversi ospedali e RSA, hanno deciso di non assumere questi farmaci spacciati per vaccini, perché nutrono legittimi dubbi sulla loro effettiva efficacia. Soprattutto quello della potente casa farmaceutica americana Pfizer merita un discorso a parte, così come ci eravamo ripromessi di fare.

Non è un mistero che ci sia chi, come il nanopatologo Stefano Montanari, avanzi seri dubbi sulla composizione del medicinale della potente casa farmaceutica americana. In una recente intervista rilasciata all’emittente indipendente Byoblu (https://www.byoblu.com/2021/01/15/non-sono-vaccini-ma-terapia-genica-stefano-montanari/), non sono mancati attacchi precisi e fondati su solide basi scientifiche sulla presunta efficacia di ritrovati che, invece, come abbiamo avuto modo di evidenziare, stanno provocando effetti collaterali anche gravi perché nessuno di noi sa, al momento, in che modo potrà reagire il nostro sistema immunitario.

Secondo Montanari, che ha sempre avuto una posizione critica sia sullo stesso COVID che naturalmente sulla gestione dell’affaire vaccini (ed in particolare quello della Pfizer), “per definizione, il vaccino deve contenere il patogeno (ovvero il virus in forma attenuata, dopo aver subìto un trattamento che lo ha indebolito) che va somministrato al paziente allo scopo di fargli sviluppare gli anticorpi. Senza però che possa contrarre la malattia. L’idea è geniale, e si fa anche con i virus e i batteri. Ma ha un difetto: non funziona, e questo lo sappiamo da due secoli. Dando per buono, però, questo principio, in laboratorio stanno producendo un RNA messaggero (m-RNA) con cui modificare il DNA, che è il nostro codice genetico. Nel nostro caso, l’m-RNA deve “istruire” il DNA sul come comportarsi nei confronti del virus e in particolare sugli “uncini” che altro non sono che le proteine Spike, con cui si aggrappa alle nostre cellule. Per rendere inoffensivo il COVID-19 si utilizza l’m-RNA, attraverso una gocciolina di grasso che è il colesterolo, che ha lo scopo di informare le cellule affinché distruggano gli Spike. Non sappiamo se questa terapia genica sia efficace, così come c’è il rischio che quello che spacciano per vaccino possa modificare il nostro codice genetico. Lo chiamano vaccino, solo perché vogliono evitare tanti passaggi burocratici, prima che venga introdotto”.

Questo perché una terapia genica affinché possa essere definita quale “vaccino” necessita non solo di un lasso di tempo abbastanza dilatato per poter essere commercializzata (almeno 10 anni), ma anche di una serie lunga, costosa e complessa di studi per poterne accertare la totale sicurezza. Il trucchetto diabolico ideato dalle potenti lobby farmaceutiche, con la criminale complicità di tutte le agenzie di controllo (fra cui anche la nostrana AIFA) è stato quello di chiamare “vaccino” una terapia genica, superando velocemente i controlli dietro lo specchietto per le allodole che si tratta di terapia di urgenza! A chiudere il cerchio, infine, c’è anche il nient’affatto trascurabile fattore che i vaccini sono esenti (per legge) da ripercussioni legali nei confronti dei produttori! Questo significa che, se qualcuno subisce effetti collaterali di una certa gravità che ne mettano a repentaglio il sistema immunitario e dunque la salute, non può nemmeno intentargli contro una causa milionaria!

Un’autentica truffa, ben nascosta grazie non solo alla disonestà acclarata di una classe politica marcia, vigliacca e corrotta ma anche alla complicità di chi sarebbe in realtà proposto a informare i cittadini, senza invece bollare per “fake news” le opinioni e i punti di vista che non si intendono adeguare alle bugie e alle nefandezze del pensiero unico dominante. Questa società di orwelliana memoria, in cui pensare con la propria testa è assimilabile ad uno psicoreato, sarà sempre e comunque avversata da noi, sino a quando ne avremo le forze. E se il nostro modo di esprimerci non piace a qualche benpensante con la puzza sotto il naso ce ne faremo una ragione….

Non ci interessa affatto essere bollati quali “complottisti” solo perché non abbiamo alcuna difficoltà a esprimere il nostro dissenso, da persone libere e coerenti quali siamo sempre state.

Ultima nota a margine: questo articolo, è stato riscritto dopo che una sua precedente versione è stata misteriosamente cancellata, nonostante fosse stata salvata e archiviata: questo solo per evidenziare come il sistema di potere attualmente esistente, non esiti a ricorrere a tutti i mezzi pur di silenziare tutte le voci fuori dal coro! Compresa, naturalmente, la nostra…

Francesco Montanino

martedì 9 febbraio 2021

L'ERA DEI DRAGHI: CARI ITAGLIANI, MI AVETE CHIAMATO E MO' VE MAGNO VIVI

 


Dopo le fallimentari e tragiche esperienze del governo Conte, il regime ne sforna un’altra delle sue. Era per la verità nell’aria che, caduta la sgangherata maggioranza formata da grullini e PD, alla fine tutti insieme si sarebbero uniti appassionatamente sotto il nome di Mario Draghi, dopo la foglia di Fico con la quale si è provato solo a mettere la sporcizia sotto il tappeto….

Un personaggio di dubbia moralità che l’ex “picconatore” Cossiga definì, in tempi non sospetti, quale “liquidatore” dal momento che – come tutti sanno - uno dei cavalli di battaglia dell’ex governatore della BCE è la svendita agli speculatori del patrimonio imprenditoriale e non solo di questo paese, che proprio non riesce a liberarsi dalla morsa malefica e devastante delle massonerie e delle lobby globaliste.

Il tutto, alla faccia della democrazia e della sovranità popolare, poiché – solo alle nostre latitudini, grazie ad una Costituzione capestro e liberticida – si affida a un manipolo di fannulloni, inetti e incapaci la possibilità di non continuare a fare un cazzo dalla mattina alla sera e dietro un lauto compenso, oltre che di riciclarsi sotto altri nomi e in schieramenti anche di segno opposto, rispetto a quelli in cui pure erano stati eletti dai cittadini.

Puparo acclarato di questa operazione che viene maldestramente giustificata con la patetica scusa che ci troviamo in una repubblica parlamentare, è il capo dello Stato che invece di sciogliere le Camere e ridare la parola ai cittadini, preferisce elargire “mandati esplorativi” a cani e porci! Tecnici compresi, di cui serbiamo sempre orribili ricordi pensando ad autentiche sciagure come i governi Amato e Monti che hanno dissanguato le nostre tasche e alimentato le più bieche espressioni di clientelismo e assistenzialismo, volte a foraggiare i centri di spreco gestiti dagli “amici degli amici”.

E non regge neppure il fatto che siamo ancora in piena emergenza sanitaria perché chi ci ha trascinati in una situazione in cui migliaia e migliaia di imprese hanno definitivamente abbassato le proprie saracinesche e le prospettive economiche sono tutt’altro che rosee, sono proprio quelle forze politiche (PD in primis, seguiti a ruota dai cinque stalle) che – in un modo o in un altro – hanno partecipato alla spartizione della torta e del bottino, sotto forma del fiume di denaro proveniente dall’UE con il Recovery Fund.

Tornando allo schieramento delle forze che andranno a favorire la nascita dell’ormai imminente Governo Draghi, in prima fila troviamo il PD di Zingaretti. Un partito che rappresenta meno di 1/5 del corpo elettorale itagliano, che continua a dettare legge con inusitate arroganza e vigliaccheria! Si autoproclamano quali antifascisti ma in realtà il loro modo di fare è assai simile a quello delle camicie nere, di mussoliniana memoria! Un covo di pendagli da forca della peggiore specie, che oggi non rappresentano certo gli interessi dei lavoratori, quanto piuttosto delle élite e di certo putridume radical-chic che meriterebbe di marcire in galera, per l’eternità, per il razzismo e la presunzione delle idee di cui sono portavoci!

Poi, ci sono loro: i pagliacci del M5S! Dicevano di voler aprire il Parlamento come una scatola di tonno, salvo poi andarci loro e azzupparci il pane 24 ore su 24 e per 365 (o anche 366, se parliamo di anni bisesti) giorni l’anno ! La quintessenza della sciatteria, dell’incapacità, della demagogia e dell’ipocrisia: li abbiamo visti starnazzare nelle precedenti campagne elettorali contro Salvini e il PD, salvo poi andarsi ad alleare con entrambi solo per tenere il culo saldamente incollato sulle poltrone! I governi Conte, di cui loro sono stati gli azionisti di maggioranza, li ricorderemo per i disastri di cui si sono resi protagonisti indiscussi, in questi ultimi 3 anni. Non ultima, naturalmente, la scellerata gestione dell’emergenza sanitaria in cui ancora ci ritroviamo che ha provocato l’esplosione del debito pubblico, la chiusura di molte aziende e la perdita di tantissimi posti di lavoro.

Non stupisce notare come, dietro le loro dichiarazioni di facciata che vanno contro Draghi, buona parte di loro nella realtà sia pronta a calarsi le braghe pur di non abbandonare la cadrega. Il ritorno al voto, lo guardano con terrore perché sanno benissimo che soltanto qualche demente potrebbe tornare a votarli, dopo i disastri compiuti. E che dunque, sarebbero chiamati per la prima volta in vita loro, a rimboccarsi le maniche per trovarsi un lavoro serio. Ammesso e non concesso che, naturalmente, ci sia qualcuno disposto ad assumerli……

Sicuri sostenitori dell’ennesimo governo tecnico, sono poi il movimento di Renzi, il partito della Bonino e qualche altro cespuglio di sinistra che confermano la loro totale inutilità. L’ebetino fiorentino, ce lo ricordiamo benissimo per le dichiarazioni rese prima del referendum costituzionale del 2016 nel quale rimediò una solenne batosta, in cui ai quattro venti disse che si sarebbe ritirato – udite udite – dalla politica, nel caso avesse perso.

A dispetto di quanto eppure aveva annunciato, lo spirito di Pinocchio si è impossessato di lui ed ecco che ce lo ritroviamo di nuovo fra gli zebedei a fare il giullare pur di scaldare la poltrona, insieme ai suoi insignificanti adepti! A fare buona compagnia all’ex concorrente de “La ruota della fortuna”, ritroviamo i partiti delle befane Boldrini e Bonino che pure vedremmo, in realtà, molto bene con una vanga e una zappa in mano, per dissodare le terre incolte….

E veniamo all’opposizione. Anche qui, occorre fare un discorso serio e approfondito, nel quale non tutto è come sembra. Ma andiamo con ordine e cominciamo con Forza Ita(g)lia, che si è detta disponibile ad appoggiare il governo tecnico. L’epopea (più o meno, tragicomica e grottesca) del berlusconismo, ormai ce la dovremmo essere lasciata alle spalle. Eppure, questa accozzaglia di riciclati e puzzolenti cariatidi della Prima Repubblica continua – come i loro dirimpettai del PD – a pretendere con arroganza e protervia di dettare legge. E non fa nulla, se poi gli imprenditori e le partite IVA saranno, ancora una volta, presi in giro sotto forma di nuove tasse per mantenere il carrozzone statalista e centralista, perché bisogna pur continuare a restare attaccati alle poltrone come le cozze incollate allo scoglio, oltre che rispondere ai diktat delle lobby di cui fanno parte, da massoncelli da quattro soldi quali sono sempre stati!

Nella pantomima, ritroviamo anche la Lega di Salvini…..che brutta fine che ha fatto, l’ex movimento di Bossi! Ricordiamo molto bene ancora, le posizioni contro l’Euro e questo tipo di Europa che il Senatur professava negli anni ’90 e che ci avevano aperto il cuore alla speranza. L’avvento di Salvini, dapprima ha annichilito ogni residuo barlume di federalismo che c’era per poi farlo diventare un partito simbolo del potere centralista romano, con il tricoglione che fa bella mostra di sé, quando il fannullone padano inizia a bofonchiare e a raccontare le solite fandonie. Il probabile ingresso della lega naziunalista itagliana nella compagine di governo guidata da Draghi, è la prova definitiva che di quel che è rimasto del Carroccio, ormai non si salva più nulla. Del resto, in tempi non sospetti, lo stesso Salvini aveva dato il suo assenso alla figura di Draghi, e questo basta e avanza da solo, per permetterci di fotografare in maniera perfetta la totale inaffidabilità, di chi pensavamo (sbagliandoci) avesse in mente di portare avanti il discorso federalista coinvolgendo i territori in un progetto realmente nuovo e riformatore.

Al d fuori di questo grande minestrone, per esclusione, c’è il partito di Giorgia Meloni. La borgatara (s)fascista si è detta pronta a votare contro, ma……c’è un ma! E pure bello grosso, ci permettiamo di aggiungere! Dietro a questo suo diniego che sicuramente fa piacere a tutti quelli che non vedono di buon occhio il mandato attribuito all’ex governatore della BCE, c’è il disegno di tenere in un alveo facilmente controllabile il dissenso che è presente, ed è tutt’altro da sottovalutare. Sin qui, siamo nell’assoluta normalità. Ma c’è dell’atro, su cui viene spontaneo da parte nostra farci una bella e grassa risata: i più distratti non hanno infatti letto la notizia che la leader di Fratelli d’Ita(g)lia, fa parte dell’Aspen Institute.

Un altro covo di soggetti poco raccomandabili, in cui il più pulito ha la rogna……in questo consesso di scarti umani di tutte le risme, ritroviamo anche l’immarcescibile professor Romano “Mortadella” Prodi. Ovvero, colui che CI HA IMPOSTO la sciagura e la iattura dell’euro a tutti i costi quando invece l’unico modo per risollevare le sorti di questo sgangherato paese, era l’introduzione della doppia moneta al Nord e al Sud. E questo perché – è un dato di fatto acclarato – esiste da 160 anni a questa parte, un’economia duale che dà vita a differenze sostanziali fra queste due differenti aree della penisola italica, nei principali parametri economici.

Ci chiediamo, dunque, con quale faccia tosta la melonara si voglia dichiarare quale paladina di chi è contro la globalizzazione, il mondialismo e questo modello di Europa, che va contro le libertà dei popoli e dei territori!

Insomma, nulla davvero di nuovo sotto il sole. A dispetto dei toni speranzosi e in diversi casi trionfalistici dei media di regime, per quello che ci riguarda intravediamo un ulteriore e inquietante peggioramento della situazione. Un qualcosa che, però, non ci stupisce affatto perché i diktat provenienti dalle lobby di oltreoceano prevedevano la nascita di un governo tecnico per assestare il definitivo colpo di grazia, a questo paese moribondo.

Il COVID (che pure esiste ed è pericoloso, anche se non smetteremo mai di ripetere che malattie come i tumori, le leucemie, il diabete, l’ictus, gli infarti e le ischemie non sono mai andate in vacanza da quasi un anno a questa parte!) è stato utilizzato quale grimaldello per restringere le nostre, già di per se’, risicate libertà, comprese quelle economiche e quelle personali che ci permettono di sopravvivere. Adesso il governo Draghi – con la complicità dei camerieri di stanza nei due rami del Parlamento – siamo certi che farà la felicità di speculatori e criminali assortiti, visto che risponderà non certo alle esigenze dei cittadini, quanto piuttosto a quelle di mafiosi, delinquenti di mezza tacca, satrapi, burocrati e usurai!

Francesco Montanino

 
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