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mercoledì 9 settembre 2020

NO AL REFERENDUM-TRUFFA: C’E’ IL RISCHIO DI UNA DERIVA AUTORITARIA!

 

Il 20 e il 21 settembre si voterà non solo per il rinnovo delle giunte di 5 regioni (fra cui Campania e Puglia), ma anche per il referendum sul taglio del numero dei parlamentari attraverso la modifica degli articoli 56, 57 e 58 della Costituzione.

Non ci sarà bisogno del quorum, in quanto trattasi di un referendum confermativo e basterà dunque soltanto segnare con una matita SÌ o NO, il quesito che troveremo nella scheda, nel momento in cui ci recheremo al seggio di appartenenza per esprimere la nostra scelta. Si stanno moltiplicando, in queste settimane, gli appelli al voto perché - mai come stavolta - la posta in gioco è davvero importante: è in ballo infatti una bella fetta di democrazia, in un paese in cui gli spazi per poter liberamente esprimere anche il proprio dissenso, si stanno drammaticamente assottigliando senza che nessuno se ne stia rendendo conto!

La consultazione popolare, originariamente prevista per lo scorso marzo, è stata poi posticipata a causa della pandemia del Covid-19 che abbiamo imparato a conoscere molto bene, in questi ultimi mesi.

Una proposta di legge, quella approvata dalla Camera l’8 ottobre dello scorso anno che, se ricevesse anche l’avallo degli elettori, porterebbe il numero dei deputati dagli attuali 600 a 400, mentre i senatori si ridurrebbero da 315 a 200. A prima vista, sembrerebbe una cosa positiva ma, invece, così non è perché dietro l’apparenza rappresentata da una riduzione dei costi della politica si cela la trappola di una sostanziale e pericolosa deriva autoritaria, dal momento che con una simile “sforbiciata” calerebbero drasticamente gli spazi per la possibilità per un comune cittadino di poter provare a dare il proprio fattivo e diretto contributo alla partecipazione politica.

A volere a tutti i costi il SI’, oltre a questa sciagurata maggioranza di governo, anche Salvini e la Meloni mentre ci appare ambigua la posizione di Berlusconi. Quel che è certo, è che il regime si sta arroccando su sé stesso e vuole ulteriormente allontanare i cittadini dalla politica con lo scopo (nemmeno tanto malcelato) di costringerli ad accettare le proprie illegittime e scellerate decisioni, attraverso un ridotto numero di oligarchi pronti a fare il bello e soprattutto il cattivo tempo!

Per questi e altri motivi che esporremmo in questo articolo, la nostra posizione è quella di un NO netto e deciso perché – se proprio si devono ridurre sprechi e prebende – semmai sarebbe il caso che ciascun parlamentare inizi a rinunciare ai ricchi benefit che percepisce ogni mese e magari ridursi lo stipendio, invece di tagliare il numero dei rappresentanti dei cittadini presenti nei due rami del Parlamento.

Viaggi premio in aereo e in treno, assistenza sanitaria, corsi di lingue e di informatica, pedaggi autostradali gratuiti: è solo la punta di un iceberg in cui è tutto alle spalle dei cittadini che ogni anno sono costretti a pagare fior di tasse e gabelle per mantenere quelli che - in maniera magistrale e opportuna - l’indimenticato e compianto professor  ha catalogato quali PARASSITI!

Vere e proprie larve umane, che campano di queste insopportabili prebende che si aggiungono ai ricchi emolumenti che già percepiscono alla fine di ogni mese, senza aver fatto un emerito cazzo dalla mattina alla sera!

Come si sarà potuto ben capire, non saremo certo noi a negare e mettere in dubbio che tanto alla Camera quanto al Senato (con buona pace di chi dà il proprio contributo con vero spirito di servizio) si annidi una classe politica composta da fannulloni, lavativi, inetti, incapaci e raccomandati di tutte le risme. La cui attività potrebbe essere – al più – quella di lavorare e zappare le terre incolte, considerando i danni e i disastri di cui si sono macchiati.

Questo discorso vale tanto per la maggioranza “giallorossa”, quanto per l’opposizione con a capo il mentecatto padano Salvini che brillano per sciatteria e che, a dispetto dei teatrini di facciata, in realtà sono pappa e ciccia nell’ingannare quotidianamente i cittadini, con provvedimenti scellerati e assurdi!

Se dovesse passare questa proposta folle e bestiale, ci ritroveremo molto presto con un Parlamento i cui membri saranno scelti direttamente dalle segreterie dei partiti, e dunque con il rischio – tutt’altro che campato in aria – di ritrovarci con un’oligarchia ristretta che a tavolino decide chi mandare a Palazzo Chigi e chi a Palazzo Madama. Con tanti saluti alla rappresentatività, e alla possibilità di poter provare a fare qualcosa per contrastare quella che è l’anticamera di una vera e propria dittatura!

Il NO inoltre si rende necessario anche perché con tale taglio, andrebbero ad essere compressi anche gli spazi per i territori e di poter portare le proprie istanze a livello nazionale: tradotto in soldoni vuol dire, che a Roma ladrona non solo ci andrebbero i più inetti e incapaci, ma verrebbero ulteriormente accentrati i poteri nelle mani di istituzioni, che in più di un’occasione si sono dimostrate essere ormai vetuste e sorpassate.

Un parlamento ridotto nella sua composizione, lo si potrebbe concepire al più in una struttura autenticamente federale dove i rappresentanti del Nord, del Centro e del Sud si incontrano nelle rispettive sedi per discutere e deliberare dei problemi delle comunità di appartenenza. Ecco, un’ipotesi potrebbe essere quella di un’unica Camera delle Macroregioni composta da 250-300 deputati per ciascun Parlamento, con uno stipendio che non superi i 3.000 euro al mese: ci sembra questa una proposta onesta, in cui la politica è un servizio reso ai cittadini e non, invece, un modo con cui arricchirsi e curare il proprio orticello così come assistiamo ormai da interi decenni a questa parte.

Insomma, rischiamo di ritrovarci con un’oligarchia di parassiti, scelti dalle segreterie dei partiti, e pagata ancora a peso d’oro, perché emolumenti e benefit non saranno affatto ridotti: l’humus ideale per gli adepti dei 5 stalle e dei loro sodali, spalleggiati dal PD che, in fatto di negazione dei diritti e di bramosia di potere non è secondo proprio a nessuno.

Perpetuando, di fatto, quella vocazione tipicamente vetero-comunista e centralista nella quale, il voto dei cittadini quando gli va contro, non conta nulla! Un atteggiamento spregevole e vergognoso, che si somma agli istinti fascisteggianti dei grullini che vogliono asserragliarsi in quel Parlamento che solo a chiacchiere dicevano di voler aprire come una scatoletta di tonno! Ci si sono ben inzuppati nell’olio del potere e dell’arroganza, i seguaci del Grullo parlante!

Dall’altro lato della barricata, troviamo un’opposizione di centro-destra che definire ridicola oltre che raccapricciante, è a dir poco eufemistico. L’ex comunista padano Salvini capeggia una coalizione che annovera gli sfigati (s)fascistelli guidati dalla Melonara borgatara de Roma, e dall’immarcescibile Cavalier Berlusconi, che ormai ha fatto il suo tempo e che farebbe semmai bene a godersi la ricca pensione che eppure potrebbe percepire, una volta ritiratosi finalmente dalla scena politica.

I loro teatrini ormai sono triti e ritriti, perché servono solo a vendere le copie di giornali che quasi non legge più nessuno, e fanno la fortuna dei talk-show visto che ormai i dibattiti politici, sono diventati un qualcosa di simile al peggior avanspettacolo. I problemi sono tanti, e si sono aggiunti in questi mesi anche quelli provocati dal Covid: alle quotidiane emergenze che ben conosciamo vanno sommate anche le problematiche di carattere sanitario, con cui stiamo facendo i conti ormai da quasi 7 mesi a questa parte.

C’è il concreto rischio di sprofondare in una nuova chiusura totale che darebbe il definitivo colpo di grazia all’economia di questo disastrato paese, il cui PIL quest’anno è annunciato in netta regressione (-13% circa, sempre che non venga deciso un nuovo lockdown e a quel punto le stime sarebbero riviste ancora più in basso). Un rischio concreto, perché con la riapertura delle scuole e la ripresa in grande stile degli sbarchi dei clandestini voluta e imposta da un PD e da una sinistra mafiosa e delinquenziale, c’è il forte timore che il numero dei contagiati e dei ricoverati in terapia intensiva, possa tornare a destare enormi preoccupazioni ai cittadini.

Non ci stancheremo mai di ripetere che dietro il buonismo melenso e ipocrita con cui certa feccia politica ammanti il problema di chi non ha alcun titolo per poter accedere in questo sgangherato paese, ci sia un turpe e spregevole business con cui rimpinguare il proprio portafoglio. Ieri come oggi, è da criminali far entrare orde di disperati provenienti dai vari angoli del pianeta, in un contesto in cui la disoccupazione giovanile è attorno al 30% e c’è il pericolo di una guerra fra poveri, con cui il regime intende blindarsi e distrarre i cittadini!

In un paese normale e civile, la ministra Lamorgese – al pari del suo predecessore Salvini – sarebbe già stata arrestata e processata, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: non si possono requisire addirittura le navi da crociera per ammassare e stipare questi disperati, solo perché bisogna assolutamente assecondare i diktat criminali e liberticidi provenienti dall’unione massonica europea!

Soprattutto in una situazione in cui, in tanti non si sono potuti permettere neppure di fare un giorno di vacanza visto e considerato che – ricordiamo ai più disattenti - c’è chi ha perso il lavoro, a causa del Covid-19 così come c’è chi ha deciso di smontare baracca e burattini, perché non è riuscito a sopravvivere con la propria attività imprenditoriale!

Invece di lanciarsi in proclami e in dichiarazioni di amore a favore di gente di cui non solo non conosciamo l’identità ma non sappiamo neppure lo stato di salute, il Ministro degli Interni dovrebbe semmai preoccuparsi di prevenire e punire i crimini che insanguinano la penisola. Oltre alla feccia umana di casa nostra, non abbiamo proprio bisogno di importarne altra dai più reconditi luoghi del pianeta!

Il riferimento alla vigliacca aggressione con cui due bulli fascistoidi hanno ammazzato quel povero ragazzo di 21 anni di origini sudamericane a Roma solo perché voleva sedare una rissa, non è certo campato in aria: lo diciamo a scanso di facili equivoci, giusto per ribadire che per noi chi compie un atto del genere, va punito a prescindere dal colore della pelle, della razza, della religione di appartenenza o del paese di provenienza!

La mancanza di sicurezza, lavoro, servizi adeguati come giustizia e salute pubblica sono problemi che la grancassa mediatica che si è scatenata attorno alla pandemia del coronavirus, ci ha fatto totalmente dimenticare e che qui andiamo a sottolineare e a ribadire con forza!

Noi non abbiamo mai perso di vista, la proposta di rinnovamento in senso autenticamente federale, in particolare di un Sud che farebbe bene a chiedersi se dopo quasi 160 anni valga ancora la pena di far parte di un’entità (l’itaglia), dalla quale non ha guadagnato assolutamente nulla e che anzi ne ha represso libertà e dignità! Diciamo ancora una volta e grande forza NO dunque non solo al referendum, ma anche a questo modo infame e scandaloso di fare politica sulla pelle di milioni e milioni di persone!

Francesco Montanino

domenica 23 agosto 2020

IL REGIME DI FERRAGOSTO

Ad un mese circa dalle elezioni regionali, nel pieno di una stagione estiva che definire particolare è un eufemismo, i partiti di regime scaldano i motori in vista di un autunno che si annuncia – mai come stavolta – particolarmente “caldo”, e non certo perché sono all’orizzonte sconvolgimenti climatici. Quanto piuttosto per il pericolo di nuovi lockdown, che potrebbero assestare il definitivo colpo di grazia all’economia di questo sgangherato e malridotto paese, a causa dell’ennesima prova di incapacità manifestata dall’esecutivo giallo-rosso.

La sgangherata compagine governativa formata da M5S e PD, dopo averci “deliziato” con la proclamazione dello stato di emergenza senza far sapere nulla ai cittadini, sta gestendo la cosiddetta “Fase 3” in modo sconcertante e a dir poco approssimativo: la riapertura delle frontiere, sia con l’ingresso quotidiano di barche piene di migranti di cui, oltre a non conoscere l’identità, nulla sappiamo in merito alle loro condizioni di salute, unita alla scelleratezza mostrata da tanti imbecilli di casa nostra che hanno affollato in maniera incivile spiagge e discoteche, rischia di farci sprofondare nuovamente in un incubo dal quale poi sarà quasi del tutto impossibile risollevarsi, dal punto di vista economico.

In particolare, tutti quei coglioni che se ne sono andati a pascolare in paesi come Croazia, Malta, Spagna e Grecia in cui il Covid-19 circola ed è ancora molto insidioso, adesso ce lo stanno riportando! Vanificando gli sforzi e i sacrifici fatti nei mesi in cui ognuno di noi è rimasto tappato in casa e poteva uscire solo per comprovate esigenze di necessità, documentate con tanto di permessi e auto-dichiarazioni persino per andare a fare la spesa! Il tutto mentre i clandestini se ne andavano a zonzo liberamente, e senza che gli si potesse far notare che c’era un divieto in corso da rispettare.

In questa vicenda, appaiono evidenti le responsabilità del Ministero degli Esteri, guidati dal “bibitaro” di Pomigliano D’Arco, il “grullino” Di Maio che avrebbe dovuto informare i cittadini sul fatto che non bisognava recarsi in quei paesi in cui il coronavirus è altamente contagioso e, di concerto, con il Governo vietare ogni spostamento da e verso. Di esempi da fare ce ne sarebbero ancora tanti, come la totale assenza di controlli per far rispettare il distanziamento sociale, in quelle discoteche la cui riapertura doveva essere assolutamente vietata poiché si sapeva benissimo quali potevano essere i rischi.

Siamo, ancora una volta, in presenza di un governo che oltre ad essere illegittimo e abusivo, è un autentico pericolo pubblico. Supportato, in questo, da un’opposizione sciatta e inconcludente capeggiata da quell’inetto di Matteo Salvini che tiene sotto scacco l’intera coalizione di centro-destra! A dispetto delle apparenze, il fannullone padano detta le regole di uno schieramento che ci appare complice in tutto e per tutto delle follie della maggioranza, limitandosi solo a sterili quanto puerili proteste di facciata.

Nella realtà, la Lega di Salvini è solo una mal riuscita copia del movimento della mellonara (s)fascista, e non ci stupisce più di tanto se in molti stanno abbandonando l’ex comunista padano per confluire in quei fratelli d’itaglia, che oggi ingloba molti personaggi che prima facevano parte di quell’arroganza nazionale che mal sopportava l’avanzamento delle tesi federaliste anche al Sud, ed in Campania. Il tutto per meri scopi elettoralistici, perché sappiamo benissimo quanto a Salvini importi del benessere dei cittadini campani chiamati a scegliere il 20 e il 21 settembre chi, fra Vincenzo De Luca e Stefano Caldoro, dovrà governarli nei prossimi tre anni.

In Campania dunque si voterà per il rinnovo del Consiglio Regionale e naturalmente non possiamo fare a meno di dire la nostra. Con un autentico colpo di mano, degno delle peggiori dittature sudamericane, il PD ha imposto che queste elezioni si svolgessero in quei due giorni, accorpandole al referendum sul taglio del numero dei parlamentari: ciò significa che la presentazione delle liste è quasi impossibile, considerando che – nonostante l’emergenza sanitaria ancora in corso – molte persone non hanno voluto rinunciare alle proprie vacanze.

La partita si giocherà presumibilmente fra De Luca e Caldoro (separati - secondo alcuni sondaggi - da pochi punti percentuali), e già sono iniziate le prime schermaglie elettorali. L’attuale Governatore in carica De Luca, ormai, è una macchietta dal sapore folkloristico e annuncia una nuova chiusura negli spostamenti infraregionali con la Campania, se i contagi dovessero continuare ad aumentare anche nei prossimi giorni. Ha annunciato che lo farà, guarda caso, a Settembre ovvero in prossimità delle elezioni. Appare chiaro anche a un bambino delle elementari che questa sia una mossa meramente propagandistica, utile a rinsaldare il consenso verso l’uomo “forte”, in grado di gestire con autorità le vite dei cittadini e che ha bisogno di qualcosa per evitare che il proprio avversario politico possa clamorosamente scalzarlo. Potendo contare, in ciò, su una macchina informativa che lo elogia oltre i suoi meriti, mancando però di rimarcarne le manchevolezze.

De Luca, a nostro sommesso parere, dovrebbe piuttosto fornire esaurienti risposte in merito alla faccenda dell’Ospedale Ruggi D’Aragona di Salerno, in cui i tre padiglioni dedicati al Covid-19 - si legge in un articolo pubblicato su “Il Giornale” lo scorso 6 agosto - non sono mai entrati in funzione. A differenza della struttura aperta nella Fiera di Milano con donazioni effettuate da privati, qui siamo in presenza di soldi pubblici. E dunque il rischio di trovarci di fronte all’ennesima cattedrale nel deserto nel Mezzogiorno, è tutt’altro che campato in aria.

È in corso, attualmente, un’inchiesta della Magistratura e sarebbe semmai il caso che il buon De Luca, invece di continuare nei suoi proclami utili solo per creare tante vignette satiriche sui social, ci fornisca delle esaurienti e convincenti risposte in tal senso. Nella situazione in cui ci troviamo, non possiamo permetterci ulteriori sprechi e sperperi di danaro pubblico.

La Campania, nonostante l’azzeramento del deficit nei conti della Sanità, continua a non fornire un servizio sanitario all’altezza della situazione: molti ospedali (come quello di Agropoli che era un importante punto di riferimento per il Cilento) sono stati chiusi, numero di posti letto insufficienti, drastica riduzione dell’organico stimato in circa 45mila unità, reparti fatiscenti, condizioni igieniche e strutturali sulle quali è meglio stendere un velo pietoso, così come sono ancora lunghissime le liste d’attesa. Cosa che ogni anno induce migliaia e migliaia di cittadini campani a spostarsi in altre regioni o addirittura all’estero per ricevere quelle cure e quei servizi che possano efficacemente risolverne i problemi di salute.

È su queste tematiche che il Governatore dovrebbe rendere conto, e non certo sulle sue continue sparate dal sapore propagandistico e folkloristico. Sarà sostenuto da un’accozzaglia di 17 liste che - possiamo giurarci - sono pronte a spartirsi la torta e il malloppo, nel caso fosse riconfermato.

Dall’altro capo della barricata, troviamo quale sfidante il redivivo Caldoro appoggiato dalla coalizione di centrodestra nella quale, come sopra evidenziato, il bimbominkia Salvini fa il bello e il cattivo tempo. Tanto da imporre dieliminare il nome Lega da una lista che eppure avevamo anche presentato a sostegnodello stesso Caldoro.

Cosa che poi non è stato possibile fare, a causa di uno squallido gioco di palazzo nel quale si è permesso a Forza Ita(g)lia di esserci, nonostante che al partito di Berlusconi mancassero i candidati……In questa squallida e vergognosa vicenda, appare evidente che il comportamento dello stesso candidato a governatore sia stato a dir poco omissivo e reticente, non avendo preso posizione: un vero Re Travicello dei nostri tempi, che risponde ai comandi provenienti da Via Bellerio, e in particolare da quella Lega salviniana che ormai raccoglie il non plus ultra del centralismo e dello statalismo, anche al Sud.

Insomma, nulla di nuovo sotto il sole non solo del sud ma dell’intero bel paese che continua ad essere ostaggio delle manovre e dei maneggi di una classe politica che altrove sarebbe già stata processata e sbattuta in galera per gli innumerevoli atti di vigliaccheria e di infamità, che ha perpetrato nei confronti dei cittadini!

Francesco Montanino

lunedì 15 giugno 2020

CAMPANIA: I CAMPI FLEGREI RISCHIANO DI ESPLODERE, NEL SILENZIO DEI MEDIA


Tempo fa avevamo denunciato come Napoli e il proprio hinterland vivessero costantemente sotto la minaccia rappresentata dai Campi Flegrei e dal Vesuvio. In tempi non sospetti, abbiamo messo in evidenza la mancanza di un serio programma di evacuazione delle popolazioni residenti nelle immediate vicinanze di questi due pericolosissimi vulcani che, nel malaugurato caso di eruzione, causerebbero una strage di dimensioni apocalittiche.

È notizia (naturalmente sottaciuta dai media di regime, preoccupati come sempre di distogliere la nostra attenzione dai veri problemi, con i triti e ritriti teatrini della politica) di questi giorni, che le trivellazioni effettuate dalla GEOGRID per il proprio impianto geotermico fra Pozzuoli e il quartiere di Agnano, abbiano provocato la fuoriuscita di dense colonne di fumo, che stanno preoccupando e non poco i cittadini dellarea che vedono messa a repentaglio la propria incolumità. 

Il tutto senza che il Comune di Napoli ne sappia qualcosa e in particolare il sindachino De Magistris si sia degnato di dare un segnale tangibile in tal senso, preoccupato comè di fare pompose passerelle e di annunciare improbabili discese in campo per la Regione. Al contrario del suo omologo di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, che invece ha immediatamente bloccato tutto. Sulla vicenda, è intervenuto anche il Consigliere Regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli che ha posto allattenzione dellopinione pubblica con una diretta Facebook, un problema che in realtà avevamo già in passato più volte sottolineato, così come provano i diversi articoli che abbiamo dedicato a questa vicenda che nessuno ha mai preso seriamente in considerazione, nonostante il pericolo sempre incombente


Il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo ha messo in guardia sulla possibilità che queste trivellazioni – che pare siano state autorizzate da Unione Europea e Governo Ita(g)liano – “possono creare esplosioni freatiche e terremoti, e anche dispersione di gas come l’anidride carbonica che causano danni ai cittadini. La località di Pisciarelli potrebbe dare luogo, da un momento all’altro, a esplosioni di gas assai pericolose per la popolazione. Ho chiesto all’INGV di intervenire, a fronte di quello che – almeno personalmente – ritengo essere un disastro ambientale irreversibile, in un’area a forte rischio vulcanico che è sotto il controllo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tramite il Dipartimento della Protezione Civile, in quanto sottoposta a piano di emergenza. In passato, ho già segnalato le criticità di quest’area e che, in presenza di trivellazioni per sfruttamento dell’energia geotermica, si possano generare anche forti terremoti indotti e innescati, come quelli che abbiamo avuto nel 2012 in Emilia Romagna. Così come c’è il rischio di dispersione nell’ambiente di milioni di tonnellate di anidride carbonica che causano grossi problemi di respirazione. La cosa incredibile è che sinora non ho trovato alcun dato su questi gas e il loro accumulo, sull’analisi del suolo e sulla composizione delle polveri di questi fumi. Senza poi considerare che queste perforazioni mandano all’aria, anni e anni, di studio e monitoraggio sulla natura e le caratteristiche antropiche di questa area, perché le condizioni di partenza adesso sono state del tutto alterate, essendo in presenza di danni permanenti….” 

I cittadini, dal canto loro, si sono costituiti in comitati civici e chiedono di punire i responsabili di quello che è, a tutti gli effetti, un grave disastro ambientale che si sta compiendo in un territorio già duramente provato dall’abusivismo edilizio, dall’inquinamento e dagli ingenti danni arrecati in maniera dissennata all’intero ecosistema in tutti questi anni, dalle politiche di sfruttamento poste in essere da una classe politica avida e, come al solito, poco interessata al benessere dei propri amministrati.

E questo perché ci sono tanti soldi in ballo, e non fa niente se poi tante persone possano essere vittime dell’esplosione del secondo super vulcano più pericoloso del mondo, senza manco avere avuto il tempo di rendersi conto di ciò che gli è accaduto. Stiamo parlando di finanziamenti europei e regionali che ammontano a circa 3,5 milioni di euro, e che evidentemente fanno gola a qualche personaggio privo di scrupoli che non ha esitato a perforare quella che è una caldera vulcanica, pronta a rovesciare nel giro di pochissimi minuti tutto il proprio letale contenuto sulle aree immediatamente circostanti. Il tutto, ripetiamo, senza minimamente interpellare i cittadini di questa che è una delle zone più densamente abitate al mondo e che si sono ritrovati alle prese, dall’oggi al domani, con una situazione che presenta tantissime incognite e alla quale sinora nessuno ha saputo fornire risposte.

Continueremo a monitorare questa vicenda, nella speranza che – almeno stavolta - si faccia luce e giustizia sui responsabili di uno scempio ambientale, causato da una classe politica infame e assassina, come nessun’altra al mondo! 


Francesco Montanino

martedì 26 maggio 2020

GUIDATI DA UN CIARLATANO


Siamo arrivati quasi alla fine di maggio e milioni di lavoratori e partite IVA stanno ancora aspettando i soldi che sono stati promessi da questo governo inetto e incapace come nessun altro, nella storia di questo ridicolo e sgangherato paese. In queste settimane in cui siamo stati costretti agli arresti domiciliari per il pericolo rappresentato dal Covid-19, abbiamo avuto modo di assistere ad una serie di televendite orchestrate dal Presidente del Consiglio Conte, con il contorno di personaggi semplicemente squallidi come Casalino e Di Maio


E la complicità colpevole e consapevole di un’opposizione sciatta e insignificante come quella rappresentata dalla borgatara melonara (s)fascista, dall’ex fannullone padano (ora diventato naziunalista itagliano) e dal recidivo Cavaliere che non ha ancora capito che dovrebbe andarsene beatamente in pensione (lui sì che può….), poiché il suo tempo è abbondantemente finito.

Tutti insieme appassionatamente, per PRENDERE PER IL CULO la gente dalla mattina alla sera, weekend e festivi compresi. Ne abbiamo sentite veramente tante, ma due “perle” in particolare ci sono rimaste impresse. 

La prima è il fantomatico “bazooka” di 400 e passa miliardi di Euro, ovvero una “potenza di fuoco” (testuali parole del cazzaro seriale che sta a Palazzo Chigi) con cui garantire la sopravvivenza a chi intanto era rimasto fermo (se non addirittura privo) con il proprio lavoro. Poiché però questa cifra era troppo piccola, ecco che si è voluti abbondare con altri 55 miliardi di Euro inseriti nel “Decreto Rilancio”, ovvero un’opera composta da 256 articoli e oltre 500 pagine! Un concentrato di supercazzole e bugie, degno del peggiore film di avanspettacolo con cui questo esecutivo ha, ancora una volta, incantato milioni e milioni di fessi che stanno ancora a credere alle fandonie e alle favole!


Il conto di questo ignobile teatrino lo stanno pagando quelle famiglie e quelle imprese, sempre più numerose, che stanno facendo enorme fatica a far quadrare i conti e che sono sempre più facili prede dell’esasperazione e degli usurai. Infatti, un aspetto sottaciuto di questa vicenda è che la malavita organizzata – grazie alle scarcerazioni facili volute dal Ministro della Giustizia Bonafede (il cui culo è stato salvato dal redivivo ebetino fiorentino Renzi) – sta facendo da prestatore di quei soldi tanto promessi e strombazzati dal Governo, ma che nella realtà non sono mai arrivati nelle tasche dei cittadini. 

Che anzi devono stare pure attenti a controllare i propri conti correnti, perché c’è il rischio concreto che, oltre al danno derivante dal mancato incasso di ciò che occorrerebbe loro quantomeno per sopravvivere, questo esecutivo composto da inetti e delinquenti della peggiore specie possa – anche qui, nel silenzio assordante dei media – permettersi si allungare il proprio lercio e schifoso zampone su quel poco di risparmi che ancora ci sono rimasti per poter portare il piatto a tavola! 

E questo perché di soldi non ce ne sono, a dispetto delle promesse e degli annunci in pompa magna che abbiamo ascoltato da due mesi e mezzo, a questa parte! Qualcuno si è lasciato sfuggire una parola che mette suscita solo disgusto, nel sentirla proferire: PATRIMONIALE

Come nel lontano 1992, quando Amato in piena notte orchestrò quella che è stata a tutti gli effetti un’autentica rapina, a distanza di quasi 30 anni ci ritroviamo con questa minaccia che incombe sui nostri sudati risparmi. Mentre però all’epoca erano in pochi ad avere un conto in banca, oggi invece tutti i percettori di reddito hanno depositato i propri risparmi presso i voraci istituti di credito che, dal canto loro, sono in combutta con questo esecutivo!

 

Potremmo ritrovarci di punto in bianco, e senza neppure essere stati preventivamente avvertiti, con un prelievo forzoso (il 14%, secondo i beni informati) che suonerebbe come un ulteriore sberleffo, da parte di chi sta giocando con la nostra salute e la nostra stabilità economica, senza neppure passare per un dibattito parlamentare che eppure è previsto da questa Costituzione, calpestata e utilizzata solo per fare i propri, meschini interessi! Come si sarà potuto capire, è assolutamente consigliabile portare i propri risparmi al di fuori di questo paese destinato a fallire, perché si corre il concreto rischio di subire un consistente depauperamento delle proprie dotazioni finanziarie, invece di ricevere ciò che occorre per tirare avanti e superare una crisi economica, che già ci sta presentando un salatissimo conto!

Si stanno reggendo in piedi, solo perché stanno lautamente pagando i vertici militari nel tenere a bada la rabbia crescente dei cittadini. Ma, state pur certi che quando anche l’esercito e le forze dell’ordine non riceveranno più nulla, anche in quegli ambienti inizieranno seriamente ad avvertirsi i primi morsi della fame! E, a quel punto, ecco che l’ipotesi del colpo di stato potrebbe concretamente prendere forma.

La seconda “perla” di cui tanto parla il mainstream di regime, riguarda la storiella del debito pubblico che avrebbe superato i rigidi parametri imposti dal famigerato trattato di Maastricht (dal 120% del PIL, dovremmo passare – stando a ciò che vanno raccontando in giro – al 150% e anche più), ci sa davvero tanto di presa in giro, perché sinora di tutti questi miliardi di euro annunciati non se n’è vista neppure l’ombra! Interi settori produttivi come il turismo sono stati abbandonati a sé stessi, e a rendere la situazione ancor più surreale troviamo anche assurde trovate come il bonus dei monopattini e la regolarizzazione dei clandestini (gli scafisti e le organizzazioni criminali che speculano sul traffico di esseri umani, stanno facendo i salti di gioia, grazie al Ministro Bellanova) che dovrebbero andare a lavorare nei campi, sulle quali lasciamo a voi ogni commento……

Il rischio, sempre più concreto, è che intanto possa scoppiare fra non molto una guerra civile con l’ampio strato della popolazione che lavora e produce che fronteggia la parte fannullona, parassitaria e fancazzista che sta letteralmente ammazzando questo paese. 


L’unica alternativa a tale scenario apocalittico che si sta facendo sempre più minaccioso e reale, è la creazione di una forza politica che rilanci il tema del federalismo e con esso la creazione di una nuova Assemblea Costituente dei Territori che riscrivano una nuova Carta Costituzionale, prendendo quale spunto quella della vicina e civile Svizzera. Opportunamente tarata su quelle che sono le nostre realtà e che possa permetterci finalmente di liberarci di una classe politica (tanto di maggioranza, quanto di opposizione) che andrebbe solo sonoramente presa a pedate nel sedere, e non solo metaforicamente. Le violazioni delle libertà costituzionali e dei diritti umani di cui si stanno macchiando, sono sotto gli occhi di tutti e non potranno essere assolutamente dimenticate con un colpo di spugna!

Per chi ci sta portando alla rovina, occorrerebbe una Norimberga con la quale inchiodarli di fronte alle proprie innegabili responsabilità, con esproprio totale dei propri beni unitamente all’esilio forzato a vita, in quanto elementi indesiderati e nocivi!


Francesco Montanino


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sabato 25 aprile 2020

PATRONELLA (LEGA SUD AUSONIA PUGLIA): "CON IL GOVERNATORE EMILIANO LA REGIONE HA FATTO ENORMI PASSI INDIETRO"



In questo particolare periodo storico in cui l’emergenza legata al Covid-19 sta ridefinendo i ruoli fra Stato centrale e i territori, le iniziative che provengono dal basso assumono un significato assai profondo. Mentre moltissimi cittadini stanno ancora aspettando di ricevere bonus e stipendi del mese di marzo, c’è chi sia sta muovendo concretamente sul territorio per dare un aiuto tangibile a chi versa in uno stato di grave difficoltà economica.
Ne abbiamo parlato con Giovanni Patronella, Commissario per la Regione Puglia della Lega Sud Ausonia che si è fatto promotore di un’iniziativa, che si pone quale obiettivo, la riduzione del 50% della TARI e la sospensione della TOSAP per l’intero 2020 per il comune di Grottaglie.
“Vista l’emergenza del Covid-19 che ha costretto parecchi imprenditori – conferma Patronella - a chiudere le loro attività abbiamo lanciato questa proposta, con il sostegno del centrodestra di Grottaglie. Facciamo parte della coalizione che sostiene questa giunta ma, ad oggi, non ci hanno mai voluto prestare ascolto nonostante che abbiamo sempre dato il nostro contributo”.

Quali sono le altre iniziative che avete intrapreso e che avete in mente di portare avanti nell’immediato futuro, sul vostro territorio?

“Il nostro progetto – prosegue Patronella - è sempre stato quello di far rispettare il programma, come ad esempio quello sull’Ospedale “San Marco” di Grottaglie che è stato chiuso, senza neppure che il Sindaco abbia provato quantomeno ad opporsi. Il sindaco mi disse, in una riunione della commissione, che dovevamo smetterla di sostenere l’ospedale perché sennò il governatore Emiliano si sarebbe arrabbiato…..Altra battaglia che ci vede in prima linea, è quella relativa al cosiddetto “comparto C” ovvero terreni dal basso valore catastale, e sui quali il Comune invece intende sopravvalutarli portandoli dai 22-23 euro al metro quadro, a oltre 100. L’ aspetto più vergognoso di questa vicenda è che questa amministrazione comunale sta letteralmente sguinzagliando le agenzie di riscossione nei confronti di chi vorrebbe pagare il giusto prezzo. Poi c’è la questione della vocazione agricola di Grottaglie che però non è mai stata sufficientemente valorizzata. Insomma, come in tante altre problematiche, sindaco e giunta hanno completamente disatteso il programma, provocando forte malcontento nei cittadini che, dal canto loro, stanno reagendo in maniera civile e non perdono mai occasione per manifestare il proprio dissenso. Abbiamo coinvolto tantissime persone con le nostre iniziative sul territorio, ma a distanza di quattro anni questa giunta ad oggi non raggiunge neppure il 50%. Al momento opportuno, i nodi verranno sicuramente al pettine e in particolare la chiusura dell’ospedale con i reparti di ostetricia e ginecologia (che aveva 15 posti letto e che ha fatto nascere più di 600 bambini, nda) oltre che del Pronto Soccorso, sarà un tema che avrà indubbiamente,  il suo peso nella prossima campagna elettorale. Oggi molti malati terminali, non hanno neppure un punto di riferimento e l’ospedale più vicino che è il  “Santissima Annunziata” è sovraccaricato perché serve oltre 300mila persone, con un’unica postazione di Pronto Soccorso. La provincia di Taranto è stata letteralmente depredata a livello sanitario, mentre le altre non hanno subito i danni arrecati dalle scellerate scelte effettuate dalla Regione Puglia, in questi ultimi anni”.

Parliamo della Puglia. La regione più produttiva del Mezzogiorno come sta
reagendo di fronte a questa situazione? Quali sono le misure economiche che
andrebbero prese a tuo avviso per rilanciarla?


“Il dramma si legge sotto gli occhi di tutti, e i territori come quello di Grottaglie la
stanno vivendo molto male. Sono preoccupato in particolare per il turismo, che non ha
mai avuto una strategia autonoma di sviluppo, nonostante disponiamo di oltre 900 km di
costa sabbiosa che, se opportunamente valorizzati, potrebbero renderci la Florida
d’Europa. La Regione non è riuscita a spendere tutti i fondi europei, e questo perché il
Governatore Emiliano che ha fallito clamorosamente sia sul fronte della delega alla
Sanità che all’Agricoltura. Stiamo parlando di tanti soldi che sono stati privati al settore
agricolo, che eppure ne avrebbe tanto bisogno, e che può essere il volano dello sviluppo
ecosostenibile della Puglia. Con la giunta Emiliano, il cui mandato è già scaduto
conclude Patronella -, sono stati fatti enormi passi indietro, e non certo avanti come
qualcuno vorrebbe far credere”.


martedì 21 aprile 2020

CODE DAVANTI AI MONTI DI PEGNI: L'EMERGENZA POVERTA' PRESENTA IL CONTO ANCORA PIU' BRUTTO


In Italia esplode l’incubo povertà. Negli ultimi giorni sono state registrate code davanti al Monte dei Pegni di Torino con molte persone che hanno deciso di vendere i propri gioielli o altri oggetti per ottenere un po’ di soldi per vivere.


Ma le file non sono state registrate solo in Piemonte. Anche a Palermo (e c'è da immaginare che scene simili si stanno per riproporre anche in altre città) c’è stata una corsa per riuscire ad avere qualche euro in più per arrivare a fine mese. L’incubo comincia a diventare realtà con il Governo chiamato ad intervenire per cercare di aiutare le famiglie in difficoltà.

Una delle situazioni più delicate è a Torino, città a fortissima presenza di meridionali. Da diversi giorni sono registrate code al Monte dei Pegni con i residenti che si alzano la mattina presto pur di prendere il numero e cercare di vendere i gioielli o ricordi di famiglia per ottenere dei soldi. Una situazione che mette a serio rischio anche il distanziamento sociale. Durante la fila, infatti, non c’è sempre il metro tra una persona e l’altra con la polizia che invita i cittadini che non hanno il numero di rientrare a casa e passare un altro giorno.

L’incubo povertà per gli italiani è esploso con il Governo chiamato ad intervenire per cercare di aiutare i cittadini. Palazzo Chigi, almeno a parole, sta lavorando al prossimo decreto, consapevole che i fondi stabiliti potrebbero non bastare. La speranza è quella di poter riaprire tutte le attività i primi maggio per cercare di ridurre al minimo le perdite e guardare con fiducia alla seconda parte dell’anno. Un futuro che, in questo momento, sembra essere con più ombre che luci.

RED


mercoledì 15 aprile 2020

EMERGENZA CORONAVIRUS: SCONTRO DI COMPETENZE TRA STATO E REGIONI, MA NON E' VOGLIA DI AUTONOMIA


La Pasqua che ci siamo appena lasciati alle spalle ce le ricorderemo sicuramente molto a lungo. L’emergenza Covid-19 lascerà il segno non solo dal punto di vista sanitario con le tanti morti che quotidianamente stanno scandendo queste giornate in cui tutti siamo agli arresti domiciliari, ma anche dal punto di vista politico ed economico. 
Sta apparendo chiaro a tutti che sia in corso uno scontro abbastanza forte fra lo Stato Centrale e le Regioni sulla gestione di questa situazione che rischia di avere conseguenze non di poco conto, sotto il punto di vista dell’attribuzioni delle competenze, così come previsto dalla Costituzione. 
E anche che l’economia di questo disastrato paese riceverà una durissima batosta, dal momento che il fermo delle attività produttive si traduce in una consistente perdita di PIL (le stime parlano di una contrazione su base annua fra il 6% stimato da Confindustria e il 12% circa previsto da Goldman Sachs, anche se per il solo mese di Aprile si profila un calo del 13%, cui si lega un crollo dei consumi di quasi il 32%!) che si ripercuoterà soprattutto in settori come quello turistico, in cui sono impiegate milioni e milioni di persone. E che rischia di ricevere il definitivo colpo di grazia, dalle assurde e sconcertanti dichiarazioni del Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen (altre braccia rubate all’agricoltura, eletta con il voto dei pentadementi con l’aiuto di quei parassiti della sinistra del Vecchio Continente) che ha chiaramente invitato i cittadini a non prenotare le vacanze per la prossima e ormai imminente stagione estiva. 
Il Covid-19 ha smascherato (e di questo non avevamo dubbi) l’inefficienza di Roma ladrona nel saper gestire un’emergenza sanitaria che ormai ha assunto i contorni di una vera e propria pandemia, a livello planetario. Quando questa brutta storia sarà finita, occorrerà assolutamente richiamare alle proprie responsabilità il governo Conte, poiché nei palazzi del potere già sapevano tutto sin da Gennaio, ma non è stato fatto niente quantomeno per cercare di preparare le strutture sanitarie nel riuscire a fronteggiare quella che – a inizio anno – in una circolare del Ministero della Salute era descritta come una polmonite atipica, dall’elevata contagiosità. 
Si sono follemente affannati a tranquillizzare e a trasmettere messaggi fuorvianti, non solo gli esponenti della maggioranza di governo (ad esempio, il segretario del PD, Zingaretti era andato a farsi ritrarre insieme ai cinesi a Milano per fare il solito, idiota spot contro il razzismo che non c’entrava una ceppa, in risposta di chi chiedeva una restrizione totale dei voli provenienti dalla Cina, anche negli scali intermedi) ma anche quelli della pseudo opposizione capitanati dal fannullone padano che parlava di “tenere aperte le attività, perché questo è un paese bello e sicuro”.

I fatti hanno clamorosamente sbugiardato tanto gli uni quanto gli altri, ed ecco che 60 milioni di persone si sono ritrovate, di punto in bianco, chiuse fra le mura domestiche con gravissime limitazioni delle libertà personali e anche della salute, poiché tutti corriamo il rischio di contrarre un virus che può provocare anche la morte in quei soggetti che hanno le difese immunitarie indebolite.
Non staremo qui a ripercorrere tutte le tappe di questa vicenda, ma ci sembra lapalissiano che l’intera attuale classe politica vada rottamata, con un cambio di sistema di organizzazione dello Stato che ci permetta di passare da questo fallimentare modello centralista e statalista ad uno realmente federalista, sull’esempio della vicina e civile Svizzera, che permetterebbe ai territori di gestire bene problematiche e risorse. Oltre che di rispondere, di eventuali negligenze e mancanze, direttamente ai cittadini.
Anche la stessa Unione Europea, così com’è stata impostata, ha chiuso la propria esperienza dal momento che è insostenibile e appare evidente la sua totale inadeguatezza, poiché le differenze fra i paesi nordici e quelli mediterranei si sono manifestate in tutta la loro interezza con la discussione sulle modalità di erogazione dei fondi per far sì che le economie dei paesi aderenti non collassino su sé stesse. Andrebbe ridiscussa su ben altre basi, mettendo al primo posto le esigenze delle comunità e dei territori, e non certo quelle delle banche e delle lobby così com’è stato da ormai quasi 30 anni a questa parte.
Tornando a ciò che avviene alle nostre latitudini, lo squallido teatrino che ci siamo dovuti sorbire nel corso del discorso (con la rete di Stato pomposamente in prima fila a dargli spazio) del cafone foggiano che, invece di dare risposte concrete ai cittadini e agli imprenditori sui tempi di erogazione dei soldi sui conti correnti (contrariamente a quello che è accaduto nel giro di pochissime ore in Germania, Inghilterra e Stati Uniti), si è messo ad attaccare gli esponenti dell’opposizione, ci da l’esatta cifra politica sull’acclarata incapacità di fornire soluzioni ad un’esigenza molto concreta che sta alimentando un pericoloso fuoco che cova sotto la cenere. L’abusivo “Giuseppi” ha pensato bene di scagliarsi contro quelle altre due nullità politiche che rispondono ai nomi della borgatara (s)fascista Meloni e del fannullone padano Salvini (che propongono quale alternativa al governo giallorosso la formazione di un governo di unità naziunale presieduto dal bilderberghino Mario Draghi…..), fornendo una pessima pagina di avanspettacolo (proseguita anche sui social, con i tifosi delle opposte fazioni a farsi una squallida guerra a suon di insulti e volgarità assortite), cui volentieri avremmo fatto a meno.
L’oggetto del contendere, ovvero la discussione fra l’adozione del MES e gli Eurobond, rappresenta un tecnicismo che – in questo momento – a chi lavora e produce interessa assai poco. Occorre sapere come, quando e in che modo tutto ricomincerà, fermo restando che probabilmente nulla sarà come prima. Le risposte che cittadini e imprese si attendono, riguardano non solo i soldi con cui sopravvivere nell’immediato (l’operazione è stata affidata a quel pozzo senza fondo che risponde al nome dell’INPS, ed il che è tutto dire) ma anche e soprattutto le tasse che, presumibilmente, saremo costretti a pagare, nonostante che in questi ultimi mesi quasi nessuno abbia lavorato. 
La logica imporrebbe una sospensione per tutto il 2020 dei pagamenti erariali, ma ben sappiamo che così non sarà. Come al solito, ci sono partiti come il PD che proprio non riescono a fare a meno di partorire autentiche idiozie come la cosiddetta “Covid-tax” da far pagare a chi ha redditi superiori agli 80.000 euro lordi annui. 
Una trovata vergognosa, perché quelle fasce di reddito sono già costrette a dover pagare oltre il 40% di IRPEF più la gragnuola di altre imposte come IVA e IRAP (se parliamo di partite IVA ed imprese) che portano l’imposizione fiscale attorno al 60-70%! Il tutto, senza naturalmente, ricevere dallo Stato beni e servizi la cui quantità e qualità, giustifichi tale tipo di prelievo fiscale!
Già in passato, questi loschi personaggi ci hanno deliziato con schifezze come ad esempio l’eurotassa, la rapina sui conti correnti in piena notte nel 1993, e altre odiose e vigliacche gabelle assortite con cui vessare i ceti produttivi, adducendo la scusa della redistribuzione del reddito, quando invece è un modo – nemmeno tanto velato - con cui ingrossare i propri detestabili portafogli e far sbafare anche gli “amici degli amici”. Perché le nomine di Arcuri e Colao (meravigliao) e del gruppo di esperti che dovrà dirci come dovremo ripartire, da un lato sono state annunciate in pompa magna, dall’altro però è stato rigorosamente nascosto a tutti l’entità del compenso che è stato loro promesso. Lo vorrebbero dunque spacciare per “contributo di solidarietà” ma in realtà è una disgustosa patrimoniale bella e buona, con cui spillare soldi a quegli stessi autonomi da tenere buoni con la miseria di appena 600 euro mensili! Meno sia di chi percepisce il reddito di cittadinanza che di quei clandestini che, nonostante l’epidemia, nel silenzio assordante e altrettanto vergognoso dei media di regime, hanno ripreso a far rotta verso le nostre coste!
Naturalmente questo esecutivo composto da lestofanti e delinquenti della peggiore specie e pupazzo delle massonerie internazionali, se ne guarda bene dal non prestare soccorso a chi in questo devastato paese, ai sensi di legge, non può mettere piede! Si aggiungeranno altri problemi, a quelli gravissimi che già stiamo fronteggiando, con l’intento di esasperare gli animi delle persone oneste e perbene, al solo scopo di provocare una rivolta. Che, nel caso dovesse scoppiare, avrà conseguenze imprevedibili e assai poco piacevoli per chi ci ha trascinato in questo abisso perché abbiamo l’impressione che stia covando un pericoloso fuoco sotto la cenere di una rabbia e di un sentimento di abbandono da parte delle istituzioni, sempre più diffusi e malcelati.
La soluzione che da sempre proponiamo prevede un totale azzeramento dell’intera classe politica che dovrebbe dedicarsi ad altro tipo di attività e una seria ridiscussione sulla gestione delle problematiche da parte dei territori. Lo dicevamo 25 anni fa, lo sosteniamo a maggior ragione oggi in un momento in cui è apparso chiaro a tutti che il centralismo e lo statalismo su vasta scala hanno clamorosamente fallito.

Francesco Montanino

 
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