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venerdì 22 ottobre 2021

BUGIARDI, NON VI CREDE PIU’ NESSUNO

 


La verità sta piano piano venendo fuori. Che quello del Covid-19 fosse un pretesto per instaurare una dittatura feroce e vergognosa, lo sospettavamo già da tempo immemore. Ma che adesso ci siano finalmente anche i dati statistici a confermarlo, non fa altro che avvalorare le nostre tesi. In un articolo pubblicato su “Il Tempo” dello scorso 21 ottobre, si è fatta piena luce sulla fondatezza e la veridicità di uno dei cavalli di battaglia della propaganda di regime. Ovvero, che il temibile coronavirus fosse qualcosa di assimilabile alla peste bubbonica, e che non desse affatto scampo a chiunque lo avesse contratto.



Con la complicità di un mainstream che definire colluso e corrotto è persino eufemistico e riduttivo, è stata fatta passare questa credenza a milioni e milioni di cittadini. Ci hanno fatto vivere per quasi due anni nella paura e nel terrore, imbavagliandoci con mascherine dalla dubbia utilità ed efficacia (vero, Arcuri?), rinchiudendoci agli arresti domiciliari e mettendoci gli uni contro gli altri, solo perché bisognava soddisfare i desiderata di un manipoli di criminali bastardi e paranoici che vogliono farci inoculare sieri di cui sappiamo poco o nulla.

Se già il lockdown e i famigerati decreti del bugiardo Conte ci erano apparsi come un qualcosa di semplicemente insopportabile, a dare il definitivo colpo di grazia ci ha pensato quello che Francesco Cossiga, uomo di tutte le massonerie e colpevole morale della morte di Aldo Moro, ha definito quale “vile affarista”.

Al secolo, stiamo parlando di Mario Draghi, massone e banchiere che è stato messo lì solo per eseguire “il compitino”! Un compitino che prevedeva, con inusitate arroganza e vigliaccheria, la soppressione delle più elementari libertà per i cittadini (comprese quelle di lavorare, e di manifestare il proprio pensiero in maniera libera e critica), la creazione di un disgustoso clima di odio e di discriminazione da riservare esclusivamente a coloro i quali non intendessero abbassare la testa di fronte al pensiero unico del Green Pass e del vaccino. E, dulcis in fondo, un’ondata di aumenti dei prezzi di alcuni beni e servizi essenziali come luce e gas (ce ne stiamo accorgendo ai distributori di carburanti dove il prezzo del metano, in alcune città, ha addirittura superato i 2 euro al chilo, mentre benzina verde e diesel hanno superato gli 1,50 euro/litro e ora si stanno avviando verso quota 2 euro), di cui naturalmente giornali e televisioni se ne guardano bene dall’ informare la popolazione!



Tornando all’ignobile propaganda di regime e alle bugie che stanno clamorosamente venendo a galla, è bastato pubblicare i dati dell’ISS (Istituto Superiore della Sanità) sulla mortalità del Covid-19 in questo paese, per avere la conferma definitiva di quello che già sapevamo, e non certo da ieri: si tratta di un virus insidioso e pericoloso se non è ben curato, ma non così letale come ci hanno fatto credere.

Infatti, è emerso che non è da solo la causa di morte di circa 130.000 persone, dall’inizio di questa pandemia ovvero da febbraio dello scorso anno: analizzando i numeri, “Il Tempo” evidenzia come quasi 4.000 (3.783, per l’esattezza) di questi decessi sono da attribuirsi al pernicioso virus creato in laboratorio in Cina.

Eravamo ben consci, del resto, che patologie (queste sì) temibili come tumori, leucemie, ischemie, ictus, infarti e chi più ne ha più ne metta, non fossero affatto andate in letargo. E che dunque, non era possibile che la causa dei decessi di queste 130.000 e passa persone, fosse ascrivibile al solo Covid: i tempi di attesa per chi doveva curarsi o essere sottoposto a delicati interventi operatori si sono infatti dilatati e non sappiamo in quanti ci hanno rimesso le penne, solo perché i reparti di terapia intensiva erano tutti occupati dai malati di coronavirus! I numeri evidenziati da questo rapporto sono impietosi, perché basta fare una semplicissima equazione fra il numero di soli morti per Covid e quelli totali (come sopra evidenziato, circa 130.000) per scoprire che si tratta nemmeno del 3% delle morti accertate! Se infine poniamo queste 3.783 vittime al numero del totale dei contagi (circa 4,7 milioni), ecco che si scende a una percentuale che non arriva nemmeno allo 0,01%!



Insomma, ce n’è abbastanza per non poter affermare con ragionevole certezza che siamo di fronte ad una colossale mistificazione che, in un paese realmente civile e democratico, avrebbe già portato all’arresto immediato (con conseguente traduzione in galera) dell’intera compagine governativa, oltre che del Presidente della Repubblica che non solo sapeva tutto, ma ha anche avallato tale criminale e delinquenziale condotta!

Il rapporto dell’ISS inoltre evidenzia come faccia addirittura più danni la normale influenza, rispetto a questo virus. E questo non lo affermiamo certo in totale dispregio di quelle persone che purtroppo non ci sono più e che meritano il nostro totale e sincero rispetto, visto che fra le altre cose, non solo non hanno avuto una degna sepoltura, ma non hanno neppure ricevuto l’ultimo saluto dai propri cari! Ma solo per denunciare come questi morti siano stati “strumentalizzati”, al solo scopo di ingigantire in maniera spropositata la portata di un virus che è stato utilizzato, solo allo scopo di limitare e sopprimere in maniera liberticida e ricattatoria i diritti civili di milioni e milioni di persone!

I numeri e i fatti ci dicono che si tratta di una malattia che può essere efficacemente contrastata con degli antinfiammatori e altri farmaci che solo adesso l’AIFA (complice anch’essa di questa mistificazione!) sta iniziando ad inserire, e non certo e non solo con quel protocollo costituito da Tachipirina e vigile attesa, che chissà quante morti e tragedie ha provocato!



Ma oltre a questo, c’è un aspetto - più squisitamente politico - che a noi non è affatto sfuggito. La diffusione di questa e di un’altra notizia apparsa su “La Verità” del 22 ottobre in merito al richiamo dell’UE rivolto al Ministro della Salute, Roberto Speranza sull’opportunità di effettuare i tamponi soltanto a chi manifesta sintomi in un qualche modo assimilabili al Covid-19, ci lascia pensare non poco, in merito alla tempistica. Infatti, non più tardi di pochi giorni fa si sono tenuti i ballottaggi per il rinnovo dei consigli comunali di alcune città come Roma e la - tanto sbandierata ed esaltata - vittoria del PD con una percentuale di astensionismo che è quasi arrivata al 60%, probabilmente, è stata l’occasione per l’avvio di una sorta di “regolamento di conti” all’interno della coalizione di centrosinistra, composta oltre che dai post-comunisti anche dai pentadementi di Grillo. Abbiamo l’impressione che il PD voglia far fuori anche i grullini, pur di accaparrarsi il potere nella piena consapevolezza, di non essere per nulla il partito con più voti, dal momento che i sondaggi attualmente lo vedono indietro sia alla melonara borgatara che al fannullone padano!

Ci appare quantomeno sospetto che di questo rapporto dell’ISS si abbia notizia solo adesso, quando in realtà tutti i media dovrebbero essere al corrente di quello che sta realmente accadendo, assai più di un comune cittadino.

La sensazione è che si stiano preparando le grandi manovre in vista del prossimo anno, quando Mattarella lascerà lo scranno che occupa al Colle e - presumibilmente - al suo posto sarà insediato il recidivo Draghi. Secondo un accordo che tutti gli intrallazzatori di regime di stanza nel Parlamento avranno preso, prima di farci tornare alle urne qualcuno ipotizza per la fine del 2022 (ma pensiamo molto più probabilmente sarà nella primavera del 2023, perché intanto bisogna portare a termine la legislatura e c’è il rischio che molti di quei parassiti e fannulloni che cazzeggiano fra Camera e Senato, possano poi ritrovarsi senza il vitalizio!



Alla faccia della democrazia e della rappresentanza dei cittadini….ammesso e non concesso, che abbia ancora senso parlare di questi concetti nella situazione grottesca e paradossale in cui ci ritroviamo!

Parafrasiamo il titolo di un film magistralmente interpretato dal grande Alberto Sordi per descrivere in poche parole, ciò che desideriamo ardentemente per questa classe politica marcia e corrotta come nessun’altra al mondo: TUTTI DENTRO! A marcire dietro le sbarre e ad espiare le colpe non solo di questo clima assurdo che hanno creato ad arte ma anche per le tante menzogne che ci stanno raccontando da oltre un secolo e mezzo e passa, sul depauperamento delle risorse e l’impoverimento consapevole, di cui è stata vittima la nostra terra!

Francesco Montanino

mercoledì 6 ottobre 2021

RECOVERY FUND? LA NUOVA CASSA PER IL MEZZOGIORNO



Nulla di nuovo sotto il sole. Le recenti elezioni amministrative confermano quanto tutto sommato era prevedibile: astensionismo e voto di protesta mai così in alto, e partiti di regime in grave crisi di identità. Andando ad analizzare i dati di questa tornata elettorale, non possiamo fare a meno di notare come poco meno del 50% degli aventi diritto al voto abbia deciso di disertare le urne o, quantomeno, di rendere nulle le schede.

Un risultato, a nostro avviso, lusinghiero che conferma (e di cui tratteremo in maniera più approfondita nel prosieguo di questo articolo) come buona parte degli elettori ne abbia davvero le scatole piene di una classe politica che, in queste ultime settimane, si è più preoccupata di restringere le nostre già di per sé risicate libertà personali, invece di risolvere i problemi per i quali è (sempre da noi) profumatamente pagata!

Il fatto che a Milano e a Napoli, poi, abbia vinto la coalizione di centrosinistra, non fa altro che evidenziare come ci sia una parte di popolazione a cui piace evidentemente essere continuamente presa per i fondelli, e sguazzare nella mediocrità e nello schifo! Colpa anche di un centrodestra oltremodo connivente e accondiscendente con la sinistra mafiosa, arrogante, usuraia, comunista, scafista e greenpassista che invece di combatterla, come eppure il suo ruolo richiederebbe, sostiene piuttosto questo governo abusivo e liberticida guidato, da quel “vile affarista” (cit. Francesco Cossiga) che risponde al nome di Mario Draghi!



Facendo un’analisi approfondita del voto, la nostra attenzione non può non soffermarsi sulla magra figura fatta dall’idiota padano Matteo Salvini. Il fannullone che ha abiurato il federalismo in nome delle poltrone romane e di un nazionalismo itagliano francamente ripugnante e vergognoso, raccoglie per ciò che merita! La scarsa coerenza mostrata dalla Lega in questi ultimi mesi è stata punita – com’è giusto e logico che sia - alle urne, e ora il nostro auspicio è che quel ricettacolo insulso di massoni e democristiani scenda a percentuali da prefisso telefonico, fino a sparire del tutto dalla scena politica!

Magari sarà l’occasione giusta, affinché il “capitano” di questa ceppa, possa finalmente trovarsi un vero lavoro, e smetterla così di fare il parassita alle spalle nostre! Quel che resta del Carroccio, ormai, si è troppo appiattito sulle posizioni filonazionaliste della Melonara (s)fascista e borgatara, tradendo quella che era l’essenza della Lega dei primordi, che pareva incarnare la voglia di cambiamento che eppure animava ampi strati della popolazione.



E che invece, così come abbiamo purtroppo avuto modo di constatare era in realtà una squallida boutade. Appena accennata quando Bossi fece fuori l’indimenticabile professor Gianfranco Miglio, fautore di una vera svolta federalista tanto per il Nord quanto per il Sud. Per poi diventare realtà nel 2001, nell’esatto momento in cui l’allora Lega Nord tradì un patto che prevedeva il consolidamento anche al Sud di una strategia a tenaglia che avrebbe dovuto stritolare il regime romanocentrico, grazie all’azione riformatrice e innovatrice della Lega Sud Ausonia.

Certe cose, non le abbiamo affatto dimenticate e quando nel 2014 in occasione delle Europee si è verificato l’ennesimo tradimento da parte di Salvini e dei suoi scagnozzi, abbiamo capito che la sete di potere dell’ex concorrente de “Il Pranzo è Servito”, si sarebbe rivelata essere un boomerang letale per la Lega Nord. Il fannullone padano, dopo un momento di massimo splendore coinciso con le elezioni del Parlamento Europeo di due anni fa dove i consensi quasi sfioravano il 40%, è riuscito nell’impresa non solo di far resuscitare il PD e di avallare un governo che sta togliendo ogni libertà ai cittadini, ma anche di dilapidare tutto quello che – in termini di consensi - eppure si era costruito negli anni scorsi!

Il fatto che la sua lista a Milano abbia avuto un drastico calo e che a Napoli addirittura non sia riuscito a presentarsi, significa solo che il tempo di Salvini è finito, e che magari i tempi sono davvero maturi per rilanciare il tema del federalismo (quello vero, per intenderci, basato possibilmente sul modello svizzero), in un momento storico in cui la sfiducia nei confronti dello stato itagliano sta raggiungendo livelli davvero ragguardevoli!

A Milano, dunque, viene riconfermato il buon Peppiniello Sal(l)a(h)-al-bar che ha riempito il capoluogo meneghino di alberi di banane in pieno centro, reso certi quartieri autentici dormitori e infine trasformato la stazione centrale nel paradiso di scippatori e spacciatori di droga! Un bel primato, per quella che una volta era la capitale economica di questo paese e che oggi, invece, assomiglia più a una bidonville africana, che non a una città europea!



Non vanno tanto meglio le cose neppure a Napoli, nella quale il candidato della infame coalizione formata da PD e M5S ha partorito un sindaco “provinciale” come il nolano Manfredi. Il neo primo cittadino della capitale del Sud, inoltre, ha fatto outing in merito alla sua fede calcistica (sostiene infatti quella squadraccia di Torino che indossa i colori bianconeri, e che è il simbolo dell’antisportività e del naziunalismo itagliani), e francamente lo troviamo assolutamente incompatibile con le problematiche della nostra città.

Saremo curiosi di vedere infatti il modo con cui interloquirà con la SSC Napoli, in merito alla querelle dello Stadio “San Paolo-Maradona”, ma soprattutto come si districherà nella vicenda del buco nella casse comunali. Ovvero, dell’eredità lasciata da Giggino “o’ sindachino” De Magistris.

Già, ma che fine ha fatto il “rivoluzionario” magistrato che ci ha deliziato con autentiche perle come l’armata (brancaleone) napoletana che doveva raccattare stuoli di clandestini con le loro zattere, e l’abbraccio fecale con i cessi (a)sociali che infestano il capoluogo campano, ormai da tempo immemore?

La macchietta di Palazzo San Giacomo ha cercato fortuna in Calabria ma è stato comunque sconfitto, e dunque dovrà trovarsi anch’esso una nuova occupazione. Ammesso e non concesso che abbia delle competenze tali per cui, qualcuno voglia correre il rischio di assumerlo.

Tornando a ciò che aspetta Napoli nei prossimi quattro anni, il caro Manfreduccio (con la ricotta, perché è quello il suo elemento naturale) però non avrebbe mai potuto assurgere a questi livelli, senza la connivenza di un’opposizione di centrodestra che è a dir poco pietosa. Lo abbiamo, del resto, avuto modo di constatare nell’ultima campagna elettorale, in cui il candidato a sindaco del centrodestra Catello Maresca si è mostrato fin troppo annacquato e debole per tenere il confronto. Nulla di personale, ma Maresca ci è apparso eccessivamente morbido nei confronti di un avversario politico che invece andava attaccato in maniera convinta e pesante sui fatti, visto e considerato che Napoli da circa trenta anni è sotto la guida del centrosinistra e versa in uno stato comatoso, ormai da interi decenni. Magari con una serie di soluzioni con cui rilanciare l’immagine deturpata di una Napoli, devastata da interi decenni di gestione scellerata e folle del centrosinistra.



Non abbiamo certo dimenticato gli scempi compiuti da don Antonio Berisha detto “Bassolino” (che ha pure avuto la faccia tosta di ripresentarsi, dopo i disastri compiuti negli anni della sua amministrazione), Rosetta Russo Jervolino e infine Giggino De Magistris! Il centrodestra a Napoli è inesistente, e se ha raccolto percentuali così miserrime è perché non ha VOLUTO fare vera opposizione, in un clima di pieno consociativismo che ricorda i tempi “belli” della Prima Repubblica, in cui tutti i partiti partecipavano attivamente al “patto alimentare”, con cui si spartivano la torta dei fondi pubblici.

Ieri era la Cassa per il Mezzogiorno, oggi è Il Recovery Fund. Cambieranno anche nomi e tempi, ma la sostanza resta sempre la stessa: tutti mangiano insieme appassionatamente, alla faccia e alle spalle dei cittadini che, dal canto loro, devono solo subire in silenzio e pagare le esose tasse che questi delinquenti da strapazzo oggi continuano a estorcerci, con in più la minaccia di quella porcata infame e schifosa che tanto ricorda il famigerato romanzo “1984” di Orwell, e che risponde al nome di Green Kazz! I due schieramenti, dunque, vanno a braccetto dando l’impressione – a nostro avviso corretta – di essere un tutt’uno e quindi di non avere differenze, se non in rari casi, sostanziali.

Siamo pronti a scommettere che, nei prossimi anni, il centrosinistra a Napoli continuerà a gettare fumo – come del resto ha sempre fatto - negli occhi degli sprovveduti partenopei che si meritano (a giudicare dalle scelte e dagli errori che imperterriti continuano a fare) solo questo, con le tasse che sicuramente saranno aumentate e la qualità della vita che resterà sempre la stessa se non, addirittura, peggiorerà ulteriormente, incentivando chi ha voglia di fare e di lavorare, a emigrare altrove.



Un cliché purtroppo già tristemente noto, e non c’è certo bisogno degli impietosi dati del’ISTAT per descriverlo in tutta la sua drammaticità e amarezza. E se al dato dell’astensione al voto, ci aggiungiamo pure quello delle schede bianche e nulle (che, sommate, fanno il 5,3% che equivale addirittura alla nomina di un paio di consiglieri!), allora si arriva alla conclusione che siamo di fronte ad un fatto assai significativo che attesta solo che la maggior parte dei cittadini non si fida più dei partiti tradizionali e che, in un modo o in un altro, manifesta apertamente il proprio dissenso. Si tratta di un dato, quello del non voto, che i pennivendoli di regime e i principali analisti si guardano bene dall’evidenziare e che sottovalutano, ma che risalta subito agli occhi di chi avversa un sistema di potere basato sulla menzogna e la negazione dei più elementari diritti, compreso quello di lavorare. A Napoli, dunque, ha votato in maniera effettiva circa il 42% degli aventi diritto al voto, e questo la dice davvero lunga sul vero clima che stiamo respirando, in questo particolare e delicato momento storico.

Insomma, “è necessario che tutto cambi affinché nulla cambi” così come recitava il Gattopardo. L’unica speranza, è da riporre in quella parte di popolazione che esprime il proprio dissenso, non votando o annullando le schede quando si reca alle urne e che rappresenta (essa sì) il vero “partito” di maggioranza di questo sgangherato e ridicolo paese! A dispetto di ciò che vuole continuare a farci credere la narrativa ufficiale, composta da media asserviti e leccaculo al potere illegittimo costituito.

Ma affinché si possa tradurre in un qualcosa di realmente e concretamente nuovo, è necessario rilanciare il tema del vero federalismo con un messaggio di rottura nei confronti di questo sistema marcio e corrotto, che si autoalimenta con clientele, false promesse e lontananza dalle reali esigenze dei cittadini.

Francesco Montanino


ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2021: SUCCESSO PER IL PROGETTO POLITICO NAPOLI CAPITALE - LEGA SUD AUSONIA - POPOLO DELLA FAMIGLIA

 

"Pur nel nella sconfitta del candidato sindaco, Catello Maresca, si è raggiunto un risultato straordinario, afferma l'on. Enzo Rivellini, promotore del cartello elettorale.
Senza grandi mezzi e strutture” sono stati presi gli stessi consiglieri comunali e quasi gli stessi voti di partiti nazionali, come Fratelli d’Italia e più consiglieri di Municipalità".

Difatti, Bianca D’Angelo è Consigliera Comunale, Arianna Mocerino, Consigliera nella 10a municipalità, Giuseppe Mele nella 1a, e probabilmente Ivana Petrone nella 9a e Maria Rosario Marino nella 8a

"Un grandissimo successo - sottolinea il segretario federale della Lega Sud Ausonia, Gianfranco Vestuto - che ci autorizza ad essere il perno della politica cittadina di opposizione della terza città d'Italia"

RED

martedì 28 settembre 2021

LE AMMINISTRATIVE A NAPOLI COME IL GOVERNO NAZIONALE, TUTTI A SINISTRA E SENZA ALCUNA PROGETTUALITA’ POLITICA. ANCHE IL “COMPAGNO MARESCA”SI E’ ALLINEATO AL TREND CORRENTE

 


A pochi giorni dal voto amministrativo del 3 e 4 ottobre, la campagna elettorale dei candidati a sindaco e delle liste collegate, procede così come è iniziata, a fari spenti e con una trasversalità che rispecchia quanto accade a livello nazionale. A sottolineare questa palese tendenza, ci ha pensato il leader della Lega Sud Ausonia, Gianfranco Vestuto, che partecipa con la sua formazione in prima persona e con alcuni suoi candidati, al cartello elettorale espresso dalla lista “Napoli Capitale – Lega Sud-Popoli Sovrani e Popolo della Famiglia” a sostegno del magistrato Catello Maresca. Lo stesso Vestuto, in un incontro avuto ieri con il direttivo cittadino napoletano di Lega Sud, ha fatto alcune valutazioni sugli scenari politici di questa tornata elettorale.


- “Credo che queste elezioni comunali a Napoli, rappresenteranno la pietra tombale della vecchia politica – dice Vestutoiniziate con le ideologie dei partiti messe sotto i tacchi, termineranno con un elettorato assente, distante, confuso e disilluso. Credo però che le maggiori colpe sono da attribuirsi ad un centrodestra inesistente, complice di una mancata vera opposizione, lontano dai temi reali e sociali e diviso da personalismi accattoneschi, volti a recuperare le briciole che lascierà la sinistra. Persino la candidatura del “compagno”, come l’ho ridefinito, Maresca, sia molto più vicino al centrosinistra che al centro-destra, senza nulla togliere nulla all’integrità morale e al valore della persona su cui non si discute”. “In questo vergognoso e squallido contesto – prosegue Vestuto – alla luce dell’annunciata ritirata al Nord della Lega di Salvini, anticipata da Giorgetti, che volutamente o no, non è riuscita a presentare neanche la lista nella capitale dl Sud, la Lega Sud Ausonia, potrebbe ritrovare un suo naturale ruolo politico continuando a lavorare, come ha sempre fatto da 25 anni, sui territori piuttosto che seguire linee nazionali o europeiste, dannose per il Mezzogiorno e soprattutto lontane anni luce dal reali esigenze del Sud. Un nuovo asse in chiave federalista tra Nord e Sud? Io me lo auguro, perché è certo che ormai il sistema Italia ha scontentato tanto il Nord , quanto il Sud”.



Tanti gli interventi dei partecipanti tra cui quello di Antonino Romano, anch’egli candidato al Consiglio Comunale con Napoli Capitale, in quota Lega Sud.

Una maggiore attenzione ai temi sociali meno noti resta uno dei temi fondamentali della Lega Sud Ausonia – ha sottolineato Romano la creazione e il vaglio di attività da parte delle associazioni su iniziative personali per contribuire al miglioramento della qualità della vita dei genitori e dei bambini, i problemi dei genitori separati, la verifica del registro della bigenitorialità, l’istituzione dell’incarico di assessore al welfare familiare, l’utilizzo degli immobili confiscati sul territorio comunale per la creazione di apposite aree/locali, adatti all’accoglimento dei genitori aventi necessità di luoghi per incontrare i propri figli e/o al fine di dimora temporanea. Queste e tante altre le proposte concrete che toccano la reale società che ormai non ha più neanche la forza di protestare”.



ufficiostampa@legasud.it 

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giovedì 16 settembre 2021

IL SUD CONTINUA A PERDERE I SUOI GIOVANI


Pubblichiamo l'anaalisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio su "Economia e occupazione al Sud dal 1995 ad oggi". Il Pil pro capite resta sempre la metà di quello delle regioni del Nord. Il tasso di occupazione è cresciuto 4 volte meno rispetto alla media nazionale. Continua l'emigrazione sistematica dei giovani meridionali.

La distanza del Sud in termini economici e anche "demografici" rispetto al resto del Paese è un tema che ricorre spesso quando si affronta la discussione sulla crisi causata dalla pandemia e sugli scenari di ripresa. L
'Ufficio Studi Confcommercio ad aprile aveva già fatto una fotografia impietosa di quella che era la situazione del Mezzogiorno e ne abbiamo analizzato i dettagli nell'articolo del 4 aprile (Il Sud non riesce a cambiare passo). In questa successiva analisi, Economia e occupazione al Sud dal 1995 ad oggi, il focus resta sui temi più ricorrenti che penalizzano da sempre le regioni del Mezzogiorno, burocrazia, micro-illegalità diffusa, accessibilità insufficiente e comparativamente minore qualità del capitale umano ma con un "sottolineatura" importante: il tema della produttività, quello delle condizioni economiche e sociali di vita e, infine, quello della scelta di risiedere o piuttosto di emigrare, sono strettamente collegati. Negli ultimi 25 anni, la riduzione degli occupati, come conseguenza dello spopolamento (soprattutto giovanile, -1,6 milioni), e i deficit di lungo corso dei quelli abbiamo detto, hanno, di fatto, determinato un continuo e progressivo calo del Pil prodotto dal Sud ampliando ulteriormente i divari con le altre aree del Paese. Tra il 1995 e il 2020, infatti, il peso percentuale della ricchezza prodotta da quest’area sul totale Italia è passato da poco più del 24% al 22%, mentre il Pil pro capite è sempre rimasto intorno alla metà di quello del Nord; tuttavia, nel 2020, l’impatto della crisi da Covid-19 al Sud è stato più contenuto rispetto alle altre aree del Paese che hanno patito maggiormente il blocco delle attività produttive durante la pandemia (Pil -8,4% contro il -9,1% al Nord rispetto al 2019). 


Disoccupazione e spopolamento: due nodi da sciogliere

Tutta la fragilità dell’economia meridionale emerge anche dall'andamento del mercato del lavoro con un tasso di variazione degli occupati cresciuto quattro volte meno rispetto alla media nazionale (4,1% contro il 16,4% tra il 1995 e il 2019), con distanze ancora maggiori rispetto alle regioni del Centro e del Nord; nemmeno la particolare vocazione turistica delle regioni meridionali sembrerebbe essere di aiuto a spingere l’economia di quest’area, visto che in un anno “normale” come il 2019 i consumi dei turisti stranieri al Sud sono risultati inferiori di quasi un terzo rispetto a quanto speso nelle regioni del Centro e del Nord-Est.

In generale, la tendenza delle politiche per il riequilibrio territoriale dovrebbe passare da un piano di riduzione dei difetti strutturali del Mezzogiorno: controllo del territorio e contrasto alla micro-illegalità, digitalizzazione e innovazione nel rapporto burocratico tra cittadini e controparte istituzionale, investimento nell’istruzione di ogni ordine e grado, con ampio intervento su formazione e trasformazione continua delle abilità e delle competenze e, soprattutto, riduzione dei gap infrastrutturali di accessibilità, dai trasporti alla banda larga, che non permettono un’adeguata connessione socio-produttiva del Sud col resto del Paese e, soprattutto, con l’Europa. La questione dell’occupazione, collegata alla popolazione residente, è altrettanto importante.

Le condizioni e le prospettive di vita e di lavoro del nostro Sud disincentivano le scelte delle donne in termini di partecipazione al mercato del lavoro, ne riducono le scelte di maternità, incoraggiano sistematicamente l’emigrazione dei giovani meridionali verso altre regioni. Al di là del più elevato tasso di disoccupazione del Mezzogiorno e dei più bassi tassi di partecipazione, soprattutto femminile, al mercato del lavoro, emerge tutta la fragilità dell’economia delle regioni del Sud semplicemente dalla lettura della variazione degli occupati totali: a fronte di una crescita del 16,4% delle unità standard di lavoro per l’Italia, nei quasi cinque lustri considerati l’occupazione del Sud cresce di poco più di quattro punti.


Turismo: risorsa fondamentale mai completamente sfruttata 

Giusto, dunque, che nel dibattito pubblico sul Mezzogiorno d’Italia, anche nel contesto di Next Generation EU, l’attenzione sia tutta rivolta a un auspicato processo di riforma che replica le linee qui sommariamente identificate. Riforme che mirano, in generale, a una migliore utilizzazione del capitale produttivo e umano, oltre che a un incremento delle dotazioni quantitative e qualitative dei medesimi. Il collegamento al turismo, sede e pilastro del vantaggio comparato meridionale è inevitabile. Questo vantaggio è, tuttavia, più nella sensibilità e nella speranza di molti italiani e della maggior parte degli esperti, piuttosto che nei dati.

Commentando l'analisi dell'Ufficio Studi, il presidente di Confcommercio ha sottolineato che “rilancio dell’economia e piano nazionale di ripresa sono un’opportunità irripetibile per il nostro Mezzogiorno. In particolare, le risorse del Pnrr destinate al Sud, circa 82 miliardi, permettono di sviluppare e innovare le infrastrutture di quest’area. E migliori infrastrutture significano anche migliore offerta turistica che è la straordinaria risorsa del meridione”.

RED





 

venerdì 30 luglio 2021

LA DERIVA AUTORITARIA DEL REGIME ITAGLIANO

 


Itaglia, prove tecniche di dittatura. La recente introduzione dell’obbligo del Green Pass per accedere ai luoghi al chiuso (fra cui anche alcuni ristoranti) e sui mezzi pubblici, è solo una delle ultime trovate di questo regime di massoni, bastardi, criminali, fannulloni, delinquenti e buffoni della peggiore specie. Un provvedimento di inaudita violenza che in pratica tende a ghettizzare i cittadini, etichettandoli con la discriminante di essersi fatti somministrare o meno, una o due dosi di sieri sperimentali che non possono certo essere definiti quali “vaccini”. E questo per la semplice ragione, che non sono stati testati per quel tempo che necessita loro affinché possano dimostrare, dal punto di vista scientifico, realmente di essere efficaci.

Come abbiamo avuto più volte modo di evidenziare, pur di adempiere a contratti capestro firmati con i produttori di Pfizer, AstraZeneca, Moderna e Johnson & Johnson questi abusivi che stanno al governo e la finta opposizione della melonara (s)fascista, hanno incredibili responsabilità nell’averci di fatto trasformato in vere e proprie cavie a disposizione delle lobby farmaceutiche.


A totale dispregio di qualsiasi fondamento di rilevanza scientifica dal momento che, ancora oggi, lo Sputnik V (attualmente utilizzato da circa 70 paesi in tutto il mondo…) non è stato ancora autorizzato da quegli altri banditi dell’
EMA e dell’AIFA, solo per evidenti ragioni geopolitiche perché il presidente russo Vladimir Putin, è brutto, sporco e cattivo visto e considerato che si oppone da anni a quella feccia conclamata che risponde al nome di George $oro$, oltre che dei suoi arroganti sodali.

Per non parlare poi della sospensione della sperimentazione di altri ritrovati come il Reithera e il Takis che pure sembravano aver fornito valide risposte, in termini di protezione dal COVID-19: questo perché non solo perché vanno smaltite le dosi dei sieri di cui sopra che, fra le altre cose, modificano - a lungo andare – il codice DNA di chi se li fa iniettare (è il caso della Pfizer), ma possono anche causare reazioni avverse di una certa gravità come trombosi e miocarditi che, in alcuni casi, hanno provocato addirittura la morte o serie disabilità.

E non si tratta di casi isolati, come vigliaccamente vorrebbero farci credere quanto piuttosto di un numero ben più alto. I media di regime, naturalmente, se ne guardano bene dall’informare correttamente i cittadini sul fatto che non è tutto oro quel che luccica, preoccupati come sono di essere complici in un’opera di mistificazione che ha precedenti nella storia recente, solo quando ci sono stati gli avventi di nazismo e comunismo. Ovvero, due orrende ideologie che credevamo essere state definitivamente consegnate alla storia e che invece si stanno riproponendo in tutta la loro pericolosità, seppur con forme e interpreti diversi.



Il bollare come eversivi coloro i quali hanno capito questo schifoso gioco, in un paese serio, avrebbe comportato un’ondata di arresti senza precedenti fra mandanti ed esecutori di questa vera e propria caccia alle streghe del Terzo Millennio, ordita da chi ha instaurato un clima di terrore senza precedenti solo per compiacere personaggi spregevoli e senza alcun rispetto della vita umana. Le dichiarazioni di alcuni guitti del peggiore avanspettacolo nei confronti di chi per scelta o per necessità si oppone a farsi iniettare questi sieri dalla dubbia efficacia, meriterebbero - quale unica e concreta risposta - solo sani e sonori ceffoni dalla mattina alla sera.

In itaglia, siamo alle prese con un vero e proprio colpo di stato, ordito dai poteri forti e che ha trovato terreno fertile in una classe politica che non si è certo fatta scrupolo nel decidere di sacrificare la salute dei propri cittadini, pur di avallare e sostenere un folle disegno volto alla sostituzione etnica con i continui sbarchi di risorse clandestine sulle nostre coste (di cui ignoriamo identità e stato di salute), oltre che della soppressione degli anziani e delle fasce sociali più deboli e disagiate, ormai divenuti un costo insostenibile per le esangui casse di un’INPS ridotta ad un autentico colabrodo da certi pseudo manager che hanno pensato bene di mangiare senza fare un’emerita ceppa per risolvere un problema che ormai va avanti da interi decenni.

Evidenti, infine, anche le colpe di certi medici che, a giudicare dai loro comportamenti, evidentemente hanno giurato per le multinazionali e non certo per la salute dei cittadini, come eppure la loro deontologia professionale imporrebbe. In questo ultimo anno e mezzo, abbiamo assistito a un’imbarazzante sfilata di certi virologi che sono diventate vere e proprie primedonne, lasciandosi andare il più delle volte a dichiarazioni e sproloqui di cui volentieri avremmo fatto a meno e dimenticandosi della delicatezza e dell’importanza del ruolo che rivestono.

La decisione di introdurre il Green Pass a partire dal prossimo 6 agosto, dunque, è contraria non solo alle norme di una costituzione che è stata palesemente violata senza che nessun membro della Corte Costituzionale osasse alzare anche un dito per fermare lo scempio in atto, ma anche a totale dispregio della risoluzione del Consiglio d’Europa 2361 dello scorso gennaio che molto chiaramente stabilisce che nessuno può essere costretto da chicchessia a farsi somministrare quei pericolosi intrugli.

E invece, questo regime dittatoriale travestito da democrazia, pone la pregiudiziale del “vaccino” quale conditio-sine-qua-non per poter svolgere quelle che oggi sono normali attività costate anni e anni di lotte, e che adesso qualcuno vorrebbe cancellare con un colpo di spugna. È un provvedimento che richiama alla mente la stessa tecnica con la quale i nazisti stabilivano chi fosse ebreo, al fine di escluderlo dalla vita sociale e discriminarlo!



Si sta profilando uno scenario simile, senza che nessuno o quasi se ne stia accorgendo, a quello del dividi-et-impera, in voga nell’antica Roma dove l’impero faceva di tutto per dividere quei popoli che, se uniti, potevano creargli più di un grattacapo.

In tal senso, va pure letta l’intenzione di questo esecutivo di consentire il voto solo a chi è in possesso del Green Pass (https://www.liberoquotidiano.it/news/politica/28120997/mario-draghi-indiscrezione-green-pass-obbligatorio-elezioni-amministrative-urne.html), a conferma del fatto che questa non è mai stata una democrazia. E non certo da oggi, ma da oltre 150 e passa anni. Così come, del resto, testimoniano la lunga serie di bugie, inganni e menzogne che, in diverse epoche, hanno lasciato il segno e ridotto l’itaglia a una vera e propria fogna a cielo aperto!

E se ciò non dovesse bastare, ecco che queste carogne ne stanno preparando un’altra. Sempre, naturalmente, nel silenzio dei media perché si sa che il sonno della ragione genera mostri: il governo sta predisponendo dei “campi di contenimento”, individuati e sparsi un po' lungo tutto il paese. Si conosce lo stanziamento (circa 270 milioni di euro) ma, al momento, non ne è noto il reale utilizzo.

Qui di seguito alleghiamo il link (https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/03/31/TX21BFJ7281/s5), in modo tale che ciascuno di voi possa farsi un’idea sulla vicenda, anche se conoscendo la falsità e l’arroganza di chi ci sta (s)governando, la realtà supera di gran lunga la fantasia. E non ci stupiremmo affatto se tali campi di “contenimento” fossero piuttosto una versione opportunamente riadattata di quei lager e di quei gulag, tanto in voga quando erano in vita dittatori conclamati come Adolf Hitler e Iosif Stalin.

Vi terremo informati su quanto sta accadendo, nella speranza che finalmente questo popolo composto per la maggior parte da pecore pronte ad accondiscendere ai padroni del vapore e a seguirli, anche quando quest’ultimo le sta portando al macello come sta accadendo da oltre un anno e mezzo a questa parte con il virus creato in laboratorio dai loro amici di Pechino, possa finalmente destarsi dal torpore e lottare per la propria sopravvivenza! Sì, perché caso mai non lo si fosse ancora capito, è in ballo la nostra stessa sopravvivenza che rischia di essere seriamente compromessa, come appare in dittature come quella del sanguinario e malvagio regime comunista cinese, che continua imperterrito a far vivere nel terrore i propri cittadini.



Proprio con la Cina, ci sarebbe da fare un lungo discorso che – per quel che ci concerne – dovrebbe prevedere il totale isolamento dal Paese del Dragone da ogni ogni consesso internazionale, sino a quando il regime comunista non risarcirà fin all’ultimo centesimo dei danni morali e materiali provocati in questa pandemia che sembra non aver fine.

Ma – come recita un detto della saggezza popolare - le chiaviche si accoppiano sempre in terra e francamente non siamo affatto stupiti del fatto che la Cina, alla fine della giostra, potrà scapparsene alla chetichella, nonostante siano lampanti le sue responsabilità nell’affaire Covid-19……

Quel che è certo è che in atto, nello sciagurato paese in cui purtroppo viviamo, una pericolosissima deriva autoritaria dalle conseguenze quanto mai imprevedibili, e dove nulla ormai può dirsi più scontato.


Francesco Montanino

giovedì 3 giugno 2021

LA PSICODEMOCRAZIA AI TEMPI DEL COVID

 


Mentre - nel silenzio dei media e senza quasi che ce ne accorgessimo – i nostri diritti vengono erosi in maniera inesorabile come avviene con la metafora del rana bollita, il regime si diverte a distogliere l’attenzione dai reali problemi legati alla gestione dell’emergenza sanitaria, riempiendoci di clandestini e provando ad approvare autentici obbrobri giuridici come il Decreto Legge Zan con il quale si rischia di andare in galera, semplicemente affermando che i figli possono, dal punto di vista squisitamente biologico, essere generati solo dall’unione di un uomo con una donna…..

Credevamo di aver raggiunto il limite dell’idiozia, delle pagliacciate e delle assurdità, con il bonus per i monopattini che abbiamo visto introdurre lo scorso anno, ma purtroppo ci sbagliavamo. Il progetto di costruzione di una società distopica di stampo liberticida e orwelliano, prosegue dunque a ritmo serrato con la ciliegina sulla torta rappresentato dallo sbarco quotidiano di orde di clandestini, a dispetto delle prospettive economiche che parlano di un paese, la cui situazione economica è drammatica con un equilibrio sociale che rischia, da un momento all’altro, di esplodere in tutta la sua virulenza.



Il ministro degli interni Lamorgese, infischiandosene del fatto che non solo non conosciamo la provenienza di queste persone ma anche il loro stato di salute, continua ad attentare alla nostra sicurezza perché deve rispettare gli ordini di questa schifosa Unione Europea, governata da ladri, lobbisti, massoni, criminali, burocrati, usurai, pedofili e strozzini della peggiore specie! In questo, intravediamo anche la complicità del fannullone padano Salvini la cui opposizione alle schifezze perpetrate dall’esecutivo Draghi che sostiene, è pressoché inesistente e impalpabile. Così come non può essere definita nemmeno come “opposizione” quella degli sfigati (s)fascistelli di borgata dei fratelli di itaglia, che stanno al Parlamento solo per fare numero e raccattare gli elettori scontenti e delusi della lega naziunalista e dei seguaci del partito del Berluska, in avanzata fase di evaporazione e decomposizione.

Provvedimenti come la porcheria partorita dal senatore del PD Zan, il passaporto vaccinale e l’ipotesi agghiacciante di misure restrittive per chi oserà rifiutarsi di farsi somministrare sieri sperimentali dalla dubbia efficacia come quelli di Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson, la dicono davvero lunga sul fatto che in questo paese non si può più parlare di un rischio di deriva autoritaria, quando media e giornali si affannano a difendere l’indifendibile e a non denunciare l’avvento di questa nuova forma di totalitarismo camuffata da un sorriso ipocrita e di circostanza. Contravvenendo – e questa è la cosa più grave - a quelli che pure sarebbero principi di natura deontologica, solo perché devono essere vassalli dei potenti e obbedire ai diktat di un potere mafioso e coercitivo che li controlla e li utilizza come pupazzi.



Chi invece si oppone apertamente ad uno status quo che sta diventando sempre più insostenibile, commette uno di quegli psicoreati sapientemente descritti da George Orwell nel suo immortale capolavoro “1984”: qui purtroppo la realtà sta abbondantemente superato la fantasia dello scrittore britannico e i fatti ce lo confermano sempre di più, a giudicare dalle decisioni che stanno prendendo senza far trapelare nulla. Introducono, da grandi vigliacchi e codardi quali sono, emendamenti-trappola all’interno di leggi che si preoccupano di far approvare senza far sapere niente a nessuno.

Del resto, le aperture di tutte le attività commerciali per l’estate che sta per arrivare, sono uno specchietto per le allodole nonché il segnale più evidente che quei pagliacci di stanza a Roma, temono – a ragione, ci permettiamo di aggiungere - fortemente che la rabbia popolare possa riversarsi su di loro, come meritano! E dunque, ecco che l’introduzione della zona bianca progressivamente per tutte le Regioni, risponde anche e soprattutto all’esigenza di raschiare quel che ancora resta dal fondo del barile, dal momento che i soldi presi in prestito dall’Europa, prima o poi, andranno restituiti. E, a quel punto, saranno davvero lacrime e sangue per tutti perché non escludiamo l’introduzione di patrimoniali, l’espropriazione di soldi direttamente dai nostri conti correnti e delle nostre case.

Ma guai a parlare di queste cose, perché poi si viene bollati quali eversivi, dai portatori e dai detentori incontestabili della verità assoluta che non ammettono le voci fuori dal coro, utilizzando una tecnica in voga ai tempi del nazismo.



Una tendenza vergognosa, in atto già da quando erano considerate quali fake news gli articoli di giornale nei quali si ipotizzava che il COVID-19 fosse nato in laboratorio, per iniziativa del governo cinese allo scopo di scatenare la guerra batteriologica. Non possiamo non sottolineare come, da un anno e quasi e mezzo a questa parte, i nostri diritti e le nostre libertà siano state messe seriamente a repentaglio da un folle progetto ordito da una cricca di bastardi per il quale dobbiamo solo auspicare, un giorno, l’utilizzo della ghigliottina e di altri strumenti di tortura, al fine di ripagarli della malvagità gratuita cui ci stanno sottoponendo.

Abbiamo sempre, e a più riprese, attaccato in maniera durissima il comportamento del regime comunista di Pechino che ha nascosto a tutto il mondo quanto è accaduto nel laboratorio di Wuhan, negando le ispezioni di organismi indipendenti. Così come la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, ci è apparsa sin troppo debole al cospetto di Xi Jinping e dei suoi scagnozzi, e il governo itagliano non ha mai avuto l’autorità di chiedere spiegazioni esaurienti e convincenti alla Cina. Adesso, è notizia di questi ultimi giorni, persino la nuova amministrazione americana guidata da quel massone e pedofilo di Biden, sta ammettendo che l’origine del virus non proviene dal mondo animale come eppure qualche buontempone ha provato a farci credere, con la storiella dei pipistrelli, quanto piuttosto è una temibile arma con cui seminare morte e terrore e mettere in ginocchio l’economia di interi paesi. Il dubbio che, da tempi non sospetti, attraversa i nostri pensieri è che il progetto nascosto fra le righe sia quello di sterminare un’ampia fetta di popolazione mondiale. Per far ciò, si utilizzano armi di vario genere come l’instaurazione di governi fantoccio (quello itagliano, senz’altro lo è, visto che Draghi non è mai stato eletto da nessuno), crisi economiche con speculazioni di vario genere, la soppressione delle libertà individuali (comprese quelle di spostamento, di cura e di iniziativa economica) la creazione di virus in laboratorio, e la somministrazione di ritrovati farmaceutici che tutto sono, fuorché vaccini dal momento che la loro sperimentazione è appena iniziata e non si sa ancora se produrranno o meno effetti a lungo termine. Così come nessuno di noi, è consapevole di come reagirà il proprio sistema immunitario a conferma che non è possibile avere delle certezze sull’efficacia di questi sieri in maniera così disinvolta e spregiudicata.


Basterebbe solo riflettere e ricomporre i tasselli di un mosaico che sembra avere i propri tasselli scomposti e sparpagliati qua e là, per capire che quella di oggi è la più colossale truffa mai perpetrata nella millenaria storia dell’umanità. Verrà il giorno in cui chi ha creato tutto questo, sarà chiamato a doverne rispondere e là sì che ci sarà davvero da divertirsi.

Francesco Montanino

ufficiostampa@legasud.it 


giovedì 13 maggio 2021

“ 'A NUTTATA” A NAPOLI, NON È ANCORA PASSATA

 


Degrado, abbandono e disagio. Se volessimo sintetizzare con poche, ma semplici parole lo stato in cui versa Napoli, non ci sarebbe altro modo per descrivere la situazione di grave abbandono che attanaglia ormai da interi decenni la ex Capitale del Sud.

Fondi stradali dissestati, sporcizia che fa capolino quasi ovunque, incuria, menefreghismo, maleducazione: con queste credenziali, non si fa davvero fatica a capire perché una città così bella e ricca di arte, storia e cultura debba essere sempre vituperata e additata quale modello da non imitare.

A ciò contribuiscono non solo quella parte di città gretta, cafona, arrogante e spagnolesca che campa di espedienti ritenendosi migliore degli altri, ma anche e soprattutto una classe politica (sia di maggioranza che di opposizione) che li rappresenta al meglio, composta da guitti e imbecilli della peggiore specie.

A rendersi autori di questo disastro, il “sindachino” al secolo “Giggino o’ magistrato” De Magistris e la sua sgarrupata maggioranza che al Consiglio Comunale di Napoli si sono resi protagonisti di uno scempio senza fine. Credevamo che fare peggio di don Antonio Berisha detto “Bassolino” e della starnazzante Rosetta Russo Jervolino, fosse praticamente impossibile. Ma, poiché, non c’è mai limite al peggio, ecco che all’antica Partenope è toccato in sorte, il peggior primo cittadino che abbia mai messo piede a Palazzo San Giacomo.

L’armata Brancaleone con cui voleva andare a raccattare sul mare i clandestini di ogni dove, è solo una delle tante perle che ci sono state dispensate a piene mani, da questo novello Attila travestito da sindaco. Come il re degli unni che dove passava non lasciava crescere l’erba, allo stesso modo il nostro Giggino sindachino, detto "Luigi de Magistris", darà in eredità allo sventurato successore, un comune dalle casse letteralmente svuotate, con un mare di debiti e tantissimi problemi irrisolti.


Infatti, in un articolo comparso sul quotidiano cittadino
“Il Mattino”, veniamo a sapere che Palazzo San Giacomo ha accumulato negli ultimi anni un deficit di circa 2,7 miliardi di euro, frutto non solo di tributi mai riscossi (ricordate la storia delle multe che quei geni di stanza al Comune di Napoli prevedevano di incassare, e che invece sono passate in cavalleria?), ma anche degli interessi su soldi presi a prestito negli scorsi decenni con gli swap (i bond o obbligazioni comunali, per intenderci). La sentenza della Corte Costituzionale, di fatto, ha rispedito al mittente la richiesta di ulteriori proroghe e deroghe per pagare un conto in realtà mai saldato: stiamo parlando della bellezza di altri 270 milioni, che non si possono spalmare in 30 anni e che vanno dunque ad aggravare ulteriormente le voci di spesa.

Giggino” urla e strepita ai quattro venti di minacciare le dimissioni perché sa benissimo che rischia seriamente di non potersi candidare (con quale coraggio e faccia tosta, viene voglia di aggiungere….) a governatore della Regione Calabria, nel caso in cui fra poche settimane non sarà approvato il bilancio in Consiglio Comunale e venga nominato un commissario dalla Corte dei Conti. Numero e conti alla mano, infatti, le casse del comune nei 7 anni di pessima amministrazione da lui condotta, sono state ulteriormente prosciugate dall’incapacità di questa giunta non solo di riequilibrare la già di per sé disastrata situazione contabile, ma anche e soprattutto di fornire risposte adeguate a una città, che oggi si trova in un avanzato stato di decomposizione e putrefazione non solo morale, ma anche materiale.

Del resto, basta farsi una passeggiata, non necessariamente in una strada della periferia, per rendersene conto: sporcizia, incuria, deiezioni dei cani che trasformano il semplice passeggio, in un autentico tour-de-force per evitare di imbrattarsi scarpe, gambe, piedi e pantaloni. O magari prendere un pullman e notare che non solo molti di essi sono malfunzionanti e obsoleti, ma spesso e volentieri si fanno attendere dai cittadini, a prescindere dalle condizioni atmosferiche. Poi, ci sono i secolari problemi legati alle condizioni di vita in cui si trovano gli abitanti dei quartieri periferici e la microcriminalità che fa da corollario, per capire che dei tanti proclami ascoltati durante le precedenti tornate elettorali, non è rimasto praticamente nulla. Insomma, un quadro della situazione a dir poco desolante e deprimente, in cui si fa davvero fatica a intravedere un barlume di luce in fondo a un tunnel, che sembra non dover aver mai fine.



In questo contesto, sotto accusa - per come la intendiamo noi - ci va l’intera classe politica napoletana. Perché se è vero che ormai la sinistra è carta conosciuta, in quanto a pessima gestione delle problematiche del territorio da quasi 30 anni a questa parte, è altrettanto inconfutabile che però anche il centrodestra e i suoi cespugli abbiano brillato per sciatteria e inettitudine. Il discorso in particolare va a certi personaggi di quell’ex arroganza nazionale che hanno preso per i fondelli i cittadini, ieri come oggi. Riciclatisi sotto mentite spoglie, gli sfigati (s)fascistelli che portano voti al partito della melonara borgatara, non hanno certo cambiato la loro propensione al cazzeggio, all’inettitudine e all’incapacità. Se Napoli è stata (s)governata per quasi tre lustri dalla sinistra scafista, massone e comunista, una bella fetta di responsabilità ce l’hanno - checché se ne dica - anche i “nostalgici” del Duce, incapaci di fare un’opposizione seria e degna di tal nome!

A pagare il conto di tale stallo intere generazioni di napoletani costretti a fare, oggi come ieri, le classiche valigie di cartone per trovare fortuna altrove. La fuga di cervelli che ha impoverito il capoluogo campano, è la testimonianza lapalissiana di come ci sia stata scarsa attenzione nei confronti di chi avrebbe dovuto garantire sviluppo, progresso e benessere per tutti. Le storie di giovani partenopei che hanno fatto fortuna altrove, non sono certo una leggenda metropolitana, quanto piuttosto un’amara realtà con cui fare i conti. Le responsabilità di questo autentico disastro sono tutte da addebitare ad una classe politica arrogante e opportunista che, dal dopoguerra ai giorni nostri, ha fondato le proprie fortune sull’assistenzialismo e sul voto di scambio. Attuando poi una pericolosa - quanto nefasta - connivenza con la camorra e le sue putride emanazioni.

Tornando allo scenario che attende questa disgraziata e bellissima città nell’immediato futuro, non si intravede davvero nulla di nuovo e positivo sotto il cielo. In autunno, si tornerà a votare, e le prospettive sono a dir poco raccapriccianti se pensiamo che addirittura si ripresenterà l’immarcescibile don Antonio Berisha detto “Bassolino”! Un ritorno di cui volentieri avremmo voluto fare a meno e le cui possibilità di rielezione alla carica di primo cittadino, sono tutt’altro che campate in aria!

Altro che nuovo che avanza, vien voglia da dire…..il vecchio puzza e, probabilmente, avvolgerà nel suo fetore quel poco che resta di Napoli! “Giggino”, invece, dal canto suo sembra voler abdicare per la vice Clemente sulla quale risparmiamo una rima molto in voga dalle nostre parti; mentre per quel che concerne il centrodestra, ancora non si sa chi sarà il candidato visto che la Lega del fannullone padano non è vista di buon occhio in quella sgangherata e inconcludente coalizione.



Insomma, la “nuttata” di eduardiana memoria è ben lungi dall’essere passata e siamo sempre più fermamente convinti che solo un serio progetto federalista e indipendentista possa dare le risposte di benessere, affrancamento e rinascita che la capitale del Sud, attende da 160 anni a questa parte.

Il vero federalismo (e non certo quello che la Lega di Salvini prova ancora a sventolare solo per illudere quella base, che ancora crede nel sogno della libertà e dell’indipendenza dal regime di Roma ladrona) si basa sul principio della responsabilizzazione dei pubblici amministratori. I quali sono chiamati a rendere conto delle proprie scelte ai cittadini, di cui sono rappresentanti, avendo soprattutto il sacro e inderogabile dovere di tutelarne gli interessi.

In tal senso, sono gli enti più vicini a questi ultimi ad essere continuamente controllati e chi occupa cariche di rilievo risponde con il patrimonio personale delle obbligazioni poste in essere dalla pubblica amministrazione che rappresenta (Regione, Provincia e Comune). Per intenderci, se un de Magistris qualsiasi lascia il Comune di Napoli in uno stato di enorme dissesto finanziario, si dovrà sobbarcare esclusivamente lui e la giunta che lo sostiene (e non certo i cittadini, come invece accade oggi) gli oneri per risanare il bilancio dell’ente presso il quale è sindaco.



Un principio di buonsenso che però terrorizza e spaventa a morte questa classe politica accattona e di cui, riteniamo, i cittadini debbano essere sufficientemente e consapevolmente edotti, dal momento che così paga per davvero chi ha combinato disastri, nell’amministrazione della “cosa pubblica”.

E non certo i soliti noti costretti a dover sborsare tanti soldi, solo perché devono porre rimedio agli errori di questo branco di inetti e di incapaci che non vogliono mollare le cadreghe, su cui da tempo immemore hanno ormai poggiato il proprio puzzolente deretano!


Francesco Montanino


 
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