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mercoledì 19 gennaio 2022

ELEZIONI MORTALI: ALLE SUPPLETIVE PER LA CAMERA VOTA SOLO L'11%

 


Nel pieno della follia del regime del Draghistan (per gli “amici degli amici”, conosciuto con il nome di Itaglia) mentre le forze dell’ordine sono tutte impiegate e concentrate alla caccia di chi si oppone alla barbarie delle mascherine all’aperto in beata solitudine e al possesso del Green Nazi Kazz (tenendo ossequiosamente e pedissequamente fede ai diktat quotidiani provenienti dal Viminale che è preoccupatissimo solo dei movimenti ondulatori delle camionette della polizia, e non certo delle bravate compiute dai veri delinquenti che stanno vivendo un’irripetibile età dell’oro), è passata nel silenzio assordante dei media la notizia che nel collegio uninominale 1 di Roma (il Quartiere Trionfale della XV Circoscrizione Lazio 1, ndr) si è votato per assegnare il seggio alla Camera dei Deputati, rimasto vacante per l’elezione a Sindaco di Roma di Roberto Gualtieri, avvenuta lo scorso mese di ottobre.

Al di là del fatto che il deretano che occuperà l’ambitissima poltrona sarà quello di un’altra esponente del partito fogna per antonomasia (il PD) nella persona di Cecilia D’Elia, il dato che risalta sotto gli occhi di tutti è la percentuale di persone che si è recata alle urne per eleggere quest’altra cadregara, che ammonta a un misero quanto imbarazzante 11,33% (https://www.ilsussidiario.net/news/diretta-elezioni-suppletive-camera-2022-risultati-candidati-e-affluenza/2278127/)! Sì è proprio così, perché sugli oltre 185.000 aventi diritto al voto, solo 21.000 domenica scorsa si sono presi la briga di andare a farsi una passeggiata al seggio, per decidere il candidato che doveva sostituire quell’altro fenomeno da baraccone di Gualtieri. Facile immaginare che si sia trattato di quei personaggi che campano con le clientele promesse loro dai partiti di regime, i quali avranno sicuramente raccattato il consenso con le solite fandonie da quattro soldi di cui sono campioni indefessi oltre che indiscussi…



Tal D’Elia, risulta essere stata nominata con circa il 60% delle preferenze, ovvero oltre 12.000 voti che equivalgono ad appena il 6-7% (o giù di lì) dell’intero corpo elettorale chiamato ad esprimersi! Un dato che parla abbastanza chiaro sulla rappresentatività che possono esprimere tali figuri di dubbia moralità, piazzati lì secondo i soliti giochetti di partito che non hanno tenuto, non tengono e mai terranno conto, della volontà dei cittadini che - a giudicare dalla totale disaffezione nei confronti delle ultime tornate elettorali – ne hanno le palle abbondantemente strapiene del modo di fare di questa classe politica, composta (con buona pace di qualcuno) quasi esclusivamente da infami, venduti e bastardi della peggiore specie.

Qui vale la pena aprire una doverosa parentesi sul concetto di “rappresentatività” che, al pari di quello di democrazia (e non certo da oggi, come qualcuno crede), è stato letteralmente calpestato e mortificato, oltre ogni ragionevole limite, da una classe politica sia di “pseudodestra” che di “pseudosinistra”, (cui si sono aggiunti in questi ultimi anni quel disastro quali sono stati i pentadementi, il cui guru - Beppe Grillo - risulta essere stato indagato dalla Procura della Repubblica di Milano per “influenze illecite” con la compagnia di navigazione Moby) che si ricorda dei cittadini solo quando si tratta di elemosinare il loro voto, buono per tenere il proprio culo saldamente incollato sugli scranni dorati di Camera e Senato!

Secondo l’accezione più nobile del termine (che poi è quella che maggiormente ci sta a cuore) si viene eletti perché ci si fa portavoce delle istanze dei cittadini, e non certo per dare vita a indegni spettacoli come quello dei repentini cambi di casacca, al fine di ricevere le solite, odiose e miserabili prebende, oppure di squallidi giochetti politici che rispondono solo a meri calcoli di opportunismo!



Ci chiediamo come possa essere rappresentativa una persona eletta alla Camera dei Deputati raccogliendo 12.000 voti, ovvero la quindicesima parte del corpo elettorale che sarebbe stato chiamato ad esprimersi! In una democrazia vera, tali votazioni sarebbero state annullate perché non si può proprio parlare di rappresentatività quando 9 elettori su 10 sono rimasti a casa, perché – come già accennato – mal sopportano questi satrapi da quattro soldi, nonostante che i pennivendoli leccaculo di regime, ben se ne guardano dal diffondere tale tipo di notizie!

Satrapi che adesso sono più che mai preoccupati di eleggere al Quirinale, l’ennesimo pupazzo che non rappresenterà affatto la volontà popolare, e sarà piuttosto il solito frutto di compromessi, intrallazzi e spartizioni della torta (in questo caso, i milioni di Euro del Recovery Fund) che abbiamo ben imparato a conoscere nella plurisecolare storia della repubblichetta delle banane itagliana. Oltre che l’espressione della volontà di lobby e centri di potere, che hanno tutto l’interesse a distruggere quel che resta di questo scalcagnato e malridotto paese!

Si fanno i nomi di Berlusconi, Draghi e finanche di un Mattarella-bis……premesso che il più pulito di questi personaggi - a nostro sommesso avviso - ha la rogna, troviamo semplicemente disgustosi e nauseabondi soprattutto le nomination dell’ex banchiere massone e del presidente in carica. Non che Berlusconi ci sia particolarmente simpatico, anzi….ma almeno è stato votato (anche se lo riterremo sempre un grossissimo errore, considerando ciò che rappresenta questo personaggio) da parte di milioni e milioni di cittadini. Piuttosto, vedere al Colle signori che non hanno ricevuto alcuna legittimazione popolare in nessuna occasione, ci sembra quanto di più lontano – ancora una volta – dalla nostra idea di democrazia, e non fa altro che avvalorare la nostra tesi sul totale deficit di libertà esistente in itaglia.

Infatti - mentre questo paese da operetta si trova in una situazione economica, semplicemente agonizzante e irreversibile per colpe che ben conosciamo - tali signorotti continuano imperterriti nella loro opera persecutoria e vessatoria nei confronti di quella parte (molto più ampia di quello che i loro compari di merenda pennivendoli smidollati e leccaculo, vorrebbero farci credere) della popolazione che ha scelto di esercitare il proprio sacrosanto e inviolabile diritto a non vaccinarsi.

Non è un mistero, ormai, che sta entrando in vigore l’ennesima porcata partorita da questo esecutivo composto da delinquenti e sciacalli della peggiore risma, con la quale viene imposto l’obbligo vaccinale a chi ha compiuto più di 50 anni, pena la comminazione di una sanzione da 100 euro che sa tanto di estorsione legalizzata, e che dunque va rispedita al mittente. Persino Amnesty International, utilizzata da certa sinistra in passato solo quando le faceva comodo, ha tirato le orecchie a questo governo di delinquenti, invitandolo a non accentuare le discriminazioni nei confronti di chi ha liberamente scelto di non farsi somministrare alcunché, solo perché non intende mettere a repentaglio la propria salute.



La situazione drammatica e vergognosa che abbiamo esposto e denunciato sin dall’inizio di questa storiaccia, adesso inizia a venire a galla. E questo, nonostante che l’attuale pandemia con la variante Omicron (che assomiglia tantissimo a quei ceppi virali che assumevano – sino a qualche anno fa – i nomi esotici di australiana, cinese, filippina, indonesiana, ecc, di cui ci siamo troppo presto dimenticati) sia stata involontariamente diffusa proprio da chi ha ceduto nei mesi scorsi agli squallidi ricatti e alle false promesse del “vile affarista” Draghi e dei suoi miserabili scagnozzi, facendosi in(o)culare una, due o anche tre dosi di quell’intruglio che vogliono spacciare a tutti i costi per vaccino.

Così come il “protocollo della morte” costituito da Tachipirina e vigile attesa per contrastare gli insorgere dei sintomi riconducibili al Covid-19, della cui efficacia abbiamo sempre dubitato sin da tempi non sospetti, è stato sonoramente bocciato da una sentenza del TAR. Ciò richiederebbe non solo l’intervento della Magistratura (ammesso e non concesso che ci sia ancora qualche giudice che riesca a far finalmente prevalere il diritto, sugli interessi particolari di questo o di quel partito), ma soprattutto imporrebbe le immediate e irrevocabili dimissioni del Ministro della Salute nella persona di Roberto Speranza, insieme a quegli altri circa 400 mangiapane a tradimento che compongono il Comitato Tecnico Scientifico! Altre braccia rubate all’agricoltura, che pesano tantissimo sulle nostre abbondantemente dissanguate tasche di contribuenti che già ricevono poco, se non addirittura nulla, da uno stato arrogante, accattone, dispotico, affamatore e mafioso come nessun altro al mondo!

Intanto, le proteste verso questi provvedimenti liberticidi si stanno facendo sempre più massicce e iniziano a fioccare con una certa insistenza le denunce (segnaliamo in particolare quella dell’avvocato Marco Mori: http://www.studiolegalemarcomori.it/ricatto-vaccinale-un-atto-criminale-denunciamo-governo-draghi/) nei confronti di questo governo composto da incapaci e inetti, che stanno solo creando danni non solo morali ma anche materiali, se pensiamo alla profonda spaccatura che hanno prodotto nel tessuto sociale, alimentando la campagna d’odio e di discriminazioni assortite contro i cosiddetti “no vax”.



Un termine che, già di per sé, riteniamo essere a dir poco infelice, disgustoso, squallido oltre che pericoloso, dal momento che la logica imperante sul quale è fondato piuttosto è quella del “divide et impera”, con la quale si tende volutamente a dividere e a distogliere l’attenzione dei cittadini, dall’assoluta inadeguatezza evidenziata da questi pagliacci di stanza a Palazzo Chigi nel risolvere i problemi vecchi e nuovi di un paese, che sta affondando nel suo egoismo e nel suo opportunismo.

Anche e soprattutto grazie all’atteggiamento passivo e colluso di questi media di regime e di coloro i quali si professano “giornalisti”, ormai diventati semplici marionette della più bieca e becera propaganda, poiché da sempre sono al servizio dei loro padroni che si trovano sulla tolda del comando. E non certo della verità e dei cittadini, come eppure la deontologia professionale imporrebbe loro…..del resto, se li abbiamo rinominati, da interi decenni e in tantissime occasioni “pennivendoli di regime”, una ragione dovrà pur esserci!


Francesco Montanino

ufficiostampa@legasud.it 


sabato 1 gennaio 2022

CAPODANNO 2021: LE ULTIME ITALICHE FLATULENZE PRESIDENZIALI

 

Nonostante le incertezze sull’immediato futuro, soprattutto a causa delle prossime, probabili illiberali e illegittime decisioni del governo guidato dal vile affarista Draghi, una cosa è sicura invece come la morte e le tasse: i peti e le sonore flatulenze di fine anno.

Un concerto di loffe e scorregge che irrompono in maniera prepotente e maestosa da sempre nell’ultimo giorno dell’anno, e che rendono davvero irrespirabile e insopportabile l’aria. Iniziamo, naturalmente da quello che - almeno in teoria – dovrebbe essere l’ultimo potentissimo e micidiale scorreggione presidenziale di Mattarella.

Quest’anno, l’ennesimo capo dello stato figlio di logiche che non riconosciamo e che non ci appartengono, si è letteralmente superato dando vita a una flatulenza da Guinness dei primati. Ha infatti parlato di incrementare ulteriormente il debito pubblico quale modo attraverso cui garantire benessere (?!) alle future generazioni e invitato – ancora una volta – a farci somministrare gli intrugli che in realtà non funzionano e che stanno, invece, provocando l’aumento esponenziale dei contagi della tanto temuta e strombazzata variante Omicron che, altro non è che la banale influenza che da sempre è circolata in questo periodo dell’anno. In passato, i ceppi influenzali che venivano mandavano a letto milioni di persone erano ribattezzati con i nomi esotici di “australiana”, “cinese”, “filippina” e chi più ne ha, più ne metta. Oggi, in ossequio alla narrativa ufficiale del covid, ecco che la banale influenza, più contagiosa ma dagli effetti sicuramente più lievi del morbo che ci sta soggiogando da quasi due anni, diventa un qualcosa di assimilabile alla peste bubbonica e ad altre malattie (queste sì) incurabili che hanno flagellato l’umanità nei secoli scorsi.



Il presidente scorreggione non poteva certo esimersi dal lanciare l’ennesimo, vacuo appello a reti unificate rivolto soprattutto a quei servi sciocchi che lo hanno applaudito alla recente apparizione alla “Scala” di Milano, insieme alla claque di lobotomizzati che ne approva scelte e inconsistenza. Un discorso che farebbe invidia al miglior informatore farmaceutico, visto e considerato che quella di vaccinarsi o meno – per come la vediamo – dev’essere una scelta libera e consapevole. E non certo una costrizione, buona solo ad accontentare chi sull’affaire covid sta lucrando enormi e smisurati profitti.

Secondo un cliché consolidato ormai nel tempo, ecco che i commedianti di Palazzo Chigi e Palazzo Madama si dichiarano entusiasti della micidiale loffa mollata dal capo dello stato, prima del tradizionale cenone di capodanno: la prima della lista, un po' a sorpresa, è stata la melonara borgatara (s)fascista che ha dimostrato – casomai ce ne fosse ancora bisogno – che la sua è un’opposizione solo di facciata visto e considerato che si è sperticata in elogi fuori luogo, della ninna nanna presidenziale.

Sin da tempi non sospetti, abbiamo messo in guardia dal fatto che quella di fratelli d’ita(g)lia e della sua leader, era solo una posizione politica di comodo volta a intercettare la delusione dell’elettorato del fannullone padano e di parte dei pentadementi.

Si tratta – come si potrà intuire - di uno schema ben rodato dal momento che, infatti, il regime deve sempre trovare il modo di incanalare in un alveo ben definito e controllabile, il dissenso che comunque serpeggia in strati sempre più ampi della popolazione. I dati sul non voto – inteso come astenuti, schede bianche e schede nulle – del resto, sono abbastanza lapalissiani se pensiamo che oggi si reca alle urne a malapena il 40% degli aventi diritto al voto, così come abbiamo avuto modo di constatare alle recenti elezioni amministrative. Invitiamo, ancora una volta, a diffidare da chi propina le solite ricette stataliste anche se mostra – solo all’apparenza – una posizione di contrasto al regime. Il problema era, e resta l’itaglia che va assolutamente smantellata e mandata in soffitta, restituendo libertà e dignità ai nostri territori offesi e umiliati dall’atteggiamento arrogante e distopico di una classe politica di stampo mafioso e delinquenziale.



Tornando al tema dell’articolo, non sono naturalmente mancate le reazioni di visibilio e di giubilo di fronte al fragoroso pirito proveniente dal Quirinale: in cima alla lista - e non poteva essere altrimenti – troviamo gli esponenti del partito-fogna per eccellenza. Quel PD campione indiscusso nel limitare la libertà dei cittadini e che invoca strumenti di controllo e repressione nei confronti delle partite IVA, dei liberi professionisti e di chi ne ha le palle piene dell’invasione dei clandestini. Non ci si stupisce, dunque, di fronte alle manifestazioni di fervida esaltazione espressa dal suo presidente Letta che lo ringrazia “per aver tutelato l’interesse nazionale”. Allo stesso modo, anche i pentadementi e le cariatidi forzaitaliote applaudono in maniera convinta, nel momento in cui annusano il fetore del peto presidenziale. Non da meno, dicasi del fannullone padano Salvini prono di fronte ai diktat di questo infame e illiberale esecutivo, che nei prossimi giorni sicuramente tornerà alla carica per imporre l’obbligo vaccinale a tutti i lavoratori. Così come il massone banchiere Draghi che, naturalmente, non poteva non accodarsi ai propri compagni di merenda che gli stanno permettendo di distruggere questo paese!

Alla faccia di quel foglio di carta pieno di bugie e di illusioni che risponde al nome di “Costituzione”, ridotta ormai al rango di carta igienica dal momento che si stanno impunemente e vigliaccamente calpestando i diritti di milioni e milioni di persone, solo per accontentare i desiderata delle lobby farmaceutiche. L’esatto opposto di quanto invece accade in Russia, dove il “terribile” dittatore Putin non solo non si permette di imporre alcunché a chiunque, ma - è notizia di questi ultimi giorni - sarà utilizzata la terapia del plasma iperimmune studiata dal compianto professor De Donno (morto in circostanze che ci hanno fatto venire in mente la sorte del povero Buonanno, di qualche anno fa) quale farmaco salvavita. Questo solo per evidenziare come certi pennivendoli riescono a ingannare milioni di persone, continuando a descrivere una realtà che esiste solo nelle loro perverse fantasie.

Ormai le persone più intelligenti si sono mangiate la foglia e le oltre 300.000 partite IVA chiuse nel 2020 sono l’esatta cartina di tornasole di un fenomeno che vede la fuga di tanti cervelli non solo verso Inghilterra e Svizzera, ma anche nei paesi dell’est europeo come Polonia, Ungheria e Romania che – secondo stereotipi vecchi e fuori luogo – qualcuno immagina come realtà ancora avvolte dalla povertà e dal sottosviluppo.

Quando invece, dati alla mano, non è affatto così e esistono indicatori economici che descrivono una situazione assai diversa da quella che certo mainstream di regime, continua imperterrito a descrivere. Del resto le scene della popolazione romena che assalta il Parlamento, un po' come avvenne oltre 30 anni fa con la caduta del sanguinario regime comunista di Ceausescu, dovrebbero essere prese a modello anche dall’ italico gregge che invece di lottare per la propria libertà, se ne sta buono e a cuccia, prono e pronto ad accettare gli insopportabili e gli inaccettabili diktat di una banda di delinquenti in doppiopetto.



Ma il capodanno, si sa, è il momento dei botti non solo corporali ma anche fisici. Ed ecco che a Napoli esplodono – secondo una ben radicata tradizione, anche in questo caso – petardi e “cipolle” di ogni tipo. Alla faccia della ridicola imposizione del neo sindaco “manfreduccio con la ricotta” che nei giorni scorsi aveva minacciato l’irrorazione di pesanti sanzioni, a chi avesse osato far esplodere quelli che in realtà sono veri e propri ordigni.

Al di là della sgradevole usanza da parte di certa gentaglia di dar vita – nei minuti immediatamente successivi alla mezzanotte – a una guerra a chi spara la bomba più grossa e fragorosa, solo per avere lo squallido quarto d’ora di libertà nel proprio quartiere – è l’inutilità del provvedimento che colpisce perché, mentre le forze dell’ordine dovrebbero disarmare i più esagitati bombaroli di fine anno e controllare il Green Kazz a chi per sua natura non farebbe male nemmeno a una mosca, il numero di scippi e rapine sta aumentando in maniera esponenziale.

Nel silenzio dei media, tutti asserviti e corrotti nei riguardi di questo regime mafioso e criminale, stanno aumentando gli atti di microcriminalità. Polizia e carabinieri infatti sono impiegati ormai non più per reprimere la delinquenza (sia organizzata che non), ma solo per impedire le legittime manifestazioni di dissenso e di protesta (controllando magari i movimenti ondulatori delle loro camionette, secondo i voleri del ministro degli Interni, Lamorgese) e controllare il passaporto sanitario nel timore di contagi che – ormai è acclarato – provengono più dagli in(o)culati (anche con tre dosi) che da chi non ha ancora voluto cedere a quello che è solo uno spregevole e vergognoso ricatto.



Si respira dunque sicuramente non un bel clima, e non certo e non solo per i peti presidenziali, o le sparate pseudoambientaliste dei gretini e delle gretine di turno.

Il 2022 che è appena iniziato, sarà un anno nel quale molte cose potrebbero cambiare: la nostra speranza, è che il discorso sulla necessità di trasformare questo malandato e ridicolo stato in senso realmente federale trovi ulteriore e rinnovato vigore, con l’unione in unico progetto, di tutti quei movimenti territoriali cui stanno davvero a cuore valori irrinunciabili e non barattabili come la libertà e il cambiamento.

Francesco Montanino


sabato 13 novembre 2021

VIA DALL’ ITA(G)LIA

 


Ita(g)lia, si salvi chi può! In un momento in cui stiamo assistendo, da un lato all’invasione di disperati provenienti dai più reconditi angoli del pianeta (sono stati 52.500 gli sbarchi da inizio anno – fonte: https://www.lenius.it/migranti-2021/) e dall’altro alla compressione di un numero quotidianamente crescente di diritti fondamentali, molti stanno – è proprio il caso di dirlo – smontando baracca e burattini, per trasferirsi oltre confine. Per la gioia di chi voleva la sostituzione etnica, come ad esempio il criminale $oro$, si sta consumando, nel silenzio complice e colpevole dei media, un processo di spopolamento di questo paese che sta perdendo sempre più pezzi e “capitale umano”, in maniera ormai irreversibile. Lo scopo, per chi sta avallando un tale schifo, è quello di mantenere il potere attribuendo il diritto di voto a tutti coloro i quali vengono promessi mari e monti. A scapito di chi, invece, ha capito il gioco e non intende affatto piegare la testa di fronte a quella che è un’operazione truffaldina e vergognosa!

Non si tratta solo di imprenditori che magari cercano un regime fiscale migliore di quello ita(g)liano, ma anche di comuni cittadini ormai stufi di assistere e di vivere sulla propria pelle, piccole e grandi ingiustizie. E che intendono soltanto ricreare condizioni minime di vita dignitosa e senza preoccupazioni che purtroppo adesso non sono più rinvenibili nel paese di Dante e Leonardo.

Un fenomeno che, in questi ultimi tempi, ha ricevuto una grande accelerazione dai provvedimenti liberticidi e assurdi (come la follia del Green Kazz), posti in essere da questo governo abusivo, che non è affatto espressione della volontà popolare, nei confronti di chi ha la sola colpa - fino a prova contraria - di essere sano!



Tradotto in soldoni, se si parla degli immigrati clandestini di cui non si conoscono identità e stato di salute, ecco che la nostra politica si prodiga nel dare loro di tutto e di più. E fa nulla se poi queste “risorse” si macchino, in molti casi, di crimini efferati che andrebbero quanto meno puniti con l’espulsione immediata dai nostri territori……Se si tratta, invece, dei comuni mortali ita(g)liani ecco che li si vessa con tasse spropositate e assimilabili a un’estorsione legalizzata, li si sottopone a un sistema giudiziario dove il diritto viene scambiato per una spregevole pagliacciata in cui si rimettono in libertà incalliti delinquenti e si sbattono, di converso, in galera degli innocenti (Enzo Tortora e tantissimi altri, docet). O magari, in ospedale si può entrare vivi per poi uscire – con buona pace di quei nosocomi che sono eccellenze da custodire come un prezioso tesoro – ridotti in cenere, senza nemmeno il conforto di un ultimo saluto o un’autopsia che ne stabilisca le cause del decesso così come abbiamo avuto purtroppo modo di appurare quando è iniziata questa pandemia che è lo specchietto per le allodole, utilizzata dal regime per instillare solo odio, discriminazione divisione all’interno della popolazione al solo scopo di nascondere la propria evidente incapacità di governare e risolvere i problemi dei cittadini!

Per rendersi conto di ciò che sta avvenendo – ripetiamo, senza che a qualcuno ciò importi più di tanto – snoccioliamo dei dati che da soli bastano e avanzano quanto meno per indurci a una riflessione che vede nell’attuale classe politica (sia di maggioranza che di opposizione), la vera colpevole di un processo che parte da molto lontano.

Se, nell’immediato dopoguerra, nell’immaginario collettivo, gli immigrati erano quelli con la classica “valigia di cartone” che dalle campagne e dalle lande desolate del Mezzogiorno si spostavano al Nord o all’estero, oggi ci sono intere famiglie con un grado di scolarizzazione anche elevato che stanno contattando le imprese di traslochi per spostare le proprie residenze oltre confine.



Oggi, infatti, l’unica ita(g)lia che cresce, è quella che risiede all’estero: al 1° gennaio 2021, si conteggiano ben 5.652.080 di connazionali che hanno oltrepassato il confine. Stiamo parlando del 9,5% sugli oltre 59,2 milioni di italiani residenti nel Bel Paese, facendo riferimento ai soli iscritti all’AIRE (Associazione Italiana Residenti all’Estero). Andando a esaminare le classi di età, notiamo che di questi 5,6 milioni iscritti all’AIRE ben il 45% è compreso nella fascia fra i 18 e i 49 anni, il 15% sono minori e il 20,3% ha più di 65 anni.

La comunità più numerosa è quella siciliana con quasi 800mila iscrizioni, seguita dai lombardi, dai campani, dai laziali e dai veneti. Ma non è tutto: ci sono più italiani in Argentina (884.187, ovvero il 15,6%) che in Germania (801.082, il 14,2%). Così come molto gettonate sono la vicina e civile Svizzera (639.508), il Brasile, la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America. Un altro dato particolarmente interessante – e qui arriviamo al cuore del problema – è la crescita del numero di residenti negli ultimi sedici anni: l’incremento medio è dell’82% con una percentuale di donne che addirittura arriva alla ragguardevole cifra dell’89,4%!

Questi dati parlano da soli e inducono a una semplice, quanto ovvia constatazione: chi non sopporta più le bugie e le menzogne di questo regime dittatoriale instaurato da Draghi e da ciò che lui rappresenta, se ne sta scappando via da questo disgraziato e bellissimo paese, senza pensarci su due volte!

Solo una classe politica infame, composta da accattoni e miserabili della peggiore specie – del resto – poteva provocare un fenomeno di repulsione verso ciò che questo paese rappresenta! E non parliamo solo degli stereotipi con cui l’ita(g)lia viene vista dagli altri paesi, come la pizza, il sole, il mandolino e la mafia: c’è un sentimento, che cova sotto la cenere, di rabbia e frustrazione nei confronti di una madre (l’ita(g)lia) che viene vista quale malvagia e matrigna, da uno strato di popolazione silente ma che si sta sempre più amplificando con il trascorrere del tempo.



Si chiede solo di vivere in maniera libera e tranquilla, con una giustizia che realmente funzioni e sappia risarcire chi ha subìto un danno, una sanità che curi per davvero e non discrimini fra cittadini di serie A e di serie B. Ma che, soprattutto, a fronte di questi servizi lautamente e profumatamente pagati attraverso un sistema fiscale degno di un paese sovietico, ci sia un elevato standard qualitativo che ripaghi abbondantemente degli sforzi profusi. Si tratta della normalità che diventa eccezione, perché quelli che ovunque sono DIRITTI, alle nostre latitudini assumono invece il carattere delle ELARGIZIONI!

Così, dunque, non è, perché se in tanti oggi se ne stanno andando non è solo e non è tanto per una scelta professionale, quanto addirittura per un istinto di vera e propria sopravvivenza! Niente di diverso, evidenziando e rimarcando naturalmente le dovute differenze, da chi scappa da una guerra: la ricerca di condizioni di vita migliori, è comune a tutti i popoli sottoposti ad angherie e soprusi di vario genere ed è ciclica nella storia dell’umanità. Nel nostro caso, siamo di fronte a una guerra non dichiarata da una finta democrazia che - da oltre un secolo e mezzo a questa parte - sta ingannando i cittadini, in maniera subdola e vigliacca facendo della menzogna una regola con cui continuare a conservare e detenere il potere!

Del resto, alla elementare domanda “cosa riceviamo dallo stato ita(g)liano a fronte delle tantissime tasse che paghiamo?”, la risposta non può che essere la seguente: NIENTE! Scritto a caratteri cubitali affinché, anche chi ancora non l’ha capito, possa realizzare il tipo di futuro che l’aspetta. Quando infatti dovranno essere restituiti i soldi del Recovery Plan all’Unione Europea (vale a dire, fra pochissimi anni), saranno volatili per diabetici per tutti!



Intanto, assisteremo alla svendita a pezzi di questo paese e alla sua sostituzione etnica. Secondo un disegno perverso, iniziato nel lontano 1861, con la colonizzazione e l’invasione del Mezzogiorno e che troverà il suo naturale completamento quando si sarà fatta letteralmente terra bruciata in tutta la Penisola.

A quel punto, il “fujetevenne” di eduardiana memoria non sarà più quell’invito inizialmente rivolto solo a quei napoletani costretti a lasciare la propria bellissima città. Ma andrà esteso a tutti coloro i quali avranno ben compreso che l’unico modo per sopravvivere è abbandonare al proprio destino un paese - l’ita(g)lia - ridotto a un’autentica latrina, da lobby e massonerie internazionali.

Con la complicità di una classe politica di venduti e infami della peggiore specie, insieme a un mainstream composto da corrotti e venduti che ha avallato un simile scempio! Il giorno in cui bisognerà regolare i conti, sarà necessario e fondamentale ricordarsi di chi ha voluto e generato tutto questo.


Francesco Montanino


venerdì 22 ottobre 2021

BUGIARDI, NON VI CREDE PIU’ NESSUNO

 


La verità sta piano piano venendo fuori. Che quello del Covid-19 fosse un pretesto per instaurare una dittatura feroce e vergognosa, lo sospettavamo già da tempo immemore. Ma che adesso ci siano finalmente anche i dati statistici a confermarlo, non fa altro che avvalorare le nostre tesi. In un articolo pubblicato su “Il Tempo” dello scorso 21 ottobre, si è fatta piena luce sulla fondatezza e la veridicità di uno dei cavalli di battaglia della propaganda di regime. Ovvero, che il temibile coronavirus fosse qualcosa di assimilabile alla peste bubbonica, e che non desse affatto scampo a chiunque lo avesse contratto.



Con la complicità di un mainstream che definire colluso e corrotto è persino eufemistico e riduttivo, è stata fatta passare questa credenza a milioni e milioni di cittadini. Ci hanno fatto vivere per quasi due anni nella paura e nel terrore, imbavagliandoci con mascherine dalla dubbia utilità ed efficacia (vero, Arcuri?), rinchiudendoci agli arresti domiciliari e mettendoci gli uni contro gli altri, solo perché bisognava soddisfare i desiderata di un manipoli di criminali bastardi e paranoici che vogliono farci inoculare sieri di cui sappiamo poco o nulla.

Se già il lockdown e i famigerati decreti del bugiardo Conte ci erano apparsi come un qualcosa di semplicemente insopportabile, a dare il definitivo colpo di grazia ci ha pensato quello che Francesco Cossiga, uomo di tutte le massonerie e colpevole morale della morte di Aldo Moro, ha definito quale “vile affarista”.

Al secolo, stiamo parlando di Mario Draghi, massone e banchiere che è stato messo lì solo per eseguire “il compitino”! Un compitino che prevedeva, con inusitate arroganza e vigliaccheria, la soppressione delle più elementari libertà per i cittadini (comprese quelle di lavorare, e di manifestare il proprio pensiero in maniera libera e critica), la creazione di un disgustoso clima di odio e di discriminazione da riservare esclusivamente a coloro i quali non intendessero abbassare la testa di fronte al pensiero unico del Green Pass e del vaccino. E, dulcis in fondo, un’ondata di aumenti dei prezzi di alcuni beni e servizi essenziali come luce e gas (ce ne stiamo accorgendo ai distributori di carburanti dove il prezzo del metano, in alcune città, ha addirittura superato i 2 euro al chilo, mentre benzina verde e diesel hanno superato gli 1,50 euro/litro e ora si stanno avviando verso quota 2 euro), di cui naturalmente giornali e televisioni se ne guardano bene dall’ informare la popolazione!



Tornando all’ignobile propaganda di regime e alle bugie che stanno clamorosamente venendo a galla, è bastato pubblicare i dati dell’ISS (Istituto Superiore della Sanità) sulla mortalità del Covid-19 in questo paese, per avere la conferma definitiva di quello che già sapevamo, e non certo da ieri: si tratta di un virus insidioso e pericoloso se non è ben curato, ma non così letale come ci hanno fatto credere.

Infatti, è emerso che non è da solo la causa di morte di circa 130.000 persone, dall’inizio di questa pandemia ovvero da febbraio dello scorso anno: analizzando i numeri, “Il Tempo” evidenzia come quasi 4.000 (3.783, per l’esattezza) di questi decessi sono da attribuirsi al pernicioso virus creato in laboratorio in Cina.

Eravamo ben consci, del resto, che patologie (queste sì) temibili come tumori, leucemie, ischemie, ictus, infarti e chi più ne ha più ne metta, non fossero affatto andate in letargo. E che dunque, non era possibile che la causa dei decessi di queste 130.000 e passa persone, fosse ascrivibile al solo Covid: i tempi di attesa per chi doveva curarsi o essere sottoposto a delicati interventi operatori si sono infatti dilatati e non sappiamo in quanti ci hanno rimesso le penne, solo perché i reparti di terapia intensiva erano tutti occupati dai malati di coronavirus! I numeri evidenziati da questo rapporto sono impietosi, perché basta fare una semplicissima equazione fra il numero di soli morti per Covid e quelli totali (come sopra evidenziato, circa 130.000) per scoprire che si tratta nemmeno del 3% delle morti accertate! Se infine poniamo queste 3.783 vittime al numero del totale dei contagi (circa 4,7 milioni), ecco che si scende a una percentuale che non arriva nemmeno allo 0,01%!



Insomma, ce n’è abbastanza per non poter affermare con ragionevole certezza che siamo di fronte ad una colossale mistificazione che, in un paese realmente civile e democratico, avrebbe già portato all’arresto immediato (con conseguente traduzione in galera) dell’intera compagine governativa, oltre che del Presidente della Repubblica che non solo sapeva tutto, ma ha anche avallato tale criminale e delinquenziale condotta!

Il rapporto dell’ISS inoltre evidenzia come faccia addirittura più danni la normale influenza, rispetto a questo virus. E questo non lo affermiamo certo in totale dispregio di quelle persone che purtroppo non ci sono più e che meritano il nostro totale e sincero rispetto, visto che fra le altre cose, non solo non hanno avuto una degna sepoltura, ma non hanno neppure ricevuto l’ultimo saluto dai propri cari! Ma solo per denunciare come questi morti siano stati “strumentalizzati”, al solo scopo di ingigantire in maniera spropositata la portata di un virus che è stato utilizzato, solo allo scopo di limitare e sopprimere in maniera liberticida e ricattatoria i diritti civili di milioni e milioni di persone!

I numeri e i fatti ci dicono che si tratta di una malattia che può essere efficacemente contrastata con degli antinfiammatori e altri farmaci che solo adesso l’AIFA (complice anch’essa di questa mistificazione!) sta iniziando ad inserire, e non certo e non solo con quel protocollo costituito da Tachipirina e vigile attesa, che chissà quante morti e tragedie ha provocato!



Ma oltre a questo, c’è un aspetto - più squisitamente politico - che a noi non è affatto sfuggito. La diffusione di questa e di un’altra notizia apparsa su “La Verità” del 22 ottobre in merito al richiamo dell’UE rivolto al Ministro della Salute, Roberto Speranza sull’opportunità di effettuare i tamponi soltanto a chi manifesta sintomi in un qualche modo assimilabili al Covid-19, ci lascia pensare non poco, in merito alla tempistica. Infatti, non più tardi di pochi giorni fa si sono tenuti i ballottaggi per il rinnovo dei consigli comunali di alcune città come Roma e la - tanto sbandierata ed esaltata - vittoria del PD con una percentuale di astensionismo che è quasi arrivata al 60%, probabilmente, è stata l’occasione per l’avvio di una sorta di “regolamento di conti” all’interno della coalizione di centrosinistra, composta oltre che dai post-comunisti anche dai pentadementi di Grillo. Abbiamo l’impressione che il PD voglia far fuori anche i grullini, pur di accaparrarsi il potere nella piena consapevolezza, di non essere per nulla il partito con più voti, dal momento che i sondaggi attualmente lo vedono indietro sia alla melonara borgatara che al fannullone padano!

Ci appare quantomeno sospetto che di questo rapporto dell’ISS si abbia notizia solo adesso, quando in realtà tutti i media dovrebbero essere al corrente di quello che sta realmente accadendo, assai più di un comune cittadino.

La sensazione è che si stiano preparando le grandi manovre in vista del prossimo anno, quando Mattarella lascerà lo scranno che occupa al Colle e - presumibilmente - al suo posto sarà insediato il recidivo Draghi. Secondo un accordo che tutti gli intrallazzatori di regime di stanza nel Parlamento avranno preso, prima di farci tornare alle urne qualcuno ipotizza per la fine del 2022 (ma pensiamo molto più probabilmente sarà nella primavera del 2023, perché intanto bisogna portare a termine la legislatura e c’è il rischio che molti di quei parassiti e fannulloni che cazzeggiano fra Camera e Senato, possano poi ritrovarsi senza il vitalizio!



Alla faccia della democrazia e della rappresentanza dei cittadini….ammesso e non concesso, che abbia ancora senso parlare di questi concetti nella situazione grottesca e paradossale in cui ci ritroviamo!

Parafrasiamo il titolo di un film magistralmente interpretato dal grande Alberto Sordi per descrivere in poche parole, ciò che desideriamo ardentemente per questa classe politica marcia e corrotta come nessun’altra al mondo: TUTTI DENTRO! A marcire dietro le sbarre e ad espiare le colpe non solo di questo clima assurdo che hanno creato ad arte ma anche per le tante menzogne che ci stanno raccontando da oltre un secolo e mezzo e passa, sul depauperamento delle risorse e l’impoverimento consapevole, di cui è stata vittima la nostra terra!

Francesco Montanino

mercoledì 6 ottobre 2021

RECOVERY FUND? LA NUOVA CASSA PER IL MEZZOGIORNO



Nulla di nuovo sotto il sole. Le recenti elezioni amministrative confermano quanto tutto sommato era prevedibile: astensionismo e voto di protesta mai così in alto, e partiti di regime in grave crisi di identità. Andando ad analizzare i dati di questa tornata elettorale, non possiamo fare a meno di notare come poco meno del 50% degli aventi diritto al voto abbia deciso di disertare le urne o, quantomeno, di rendere nulle le schede.

Un risultato, a nostro avviso, lusinghiero che conferma (e di cui tratteremo in maniera più approfondita nel prosieguo di questo articolo) come buona parte degli elettori ne abbia davvero le scatole piene di una classe politica che, in queste ultime settimane, si è più preoccupata di restringere le nostre già di per sé risicate libertà personali, invece di risolvere i problemi per i quali è (sempre da noi) profumatamente pagata!

Il fatto che a Milano e a Napoli, poi, abbia vinto la coalizione di centrosinistra, non fa altro che evidenziare come ci sia una parte di popolazione a cui piace evidentemente essere continuamente presa per i fondelli, e sguazzare nella mediocrità e nello schifo! Colpa anche di un centrodestra oltremodo connivente e accondiscendente con la sinistra mafiosa, arrogante, usuraia, comunista, scafista e greenpassista che invece di combatterla, come eppure il suo ruolo richiederebbe, sostiene piuttosto questo governo abusivo e liberticida guidato, da quel “vile affarista” (cit. Francesco Cossiga) che risponde al nome di Mario Draghi!



Facendo un’analisi approfondita del voto, la nostra attenzione non può non soffermarsi sulla magra figura fatta dall’idiota padano Matteo Salvini. Il fannullone che ha abiurato il federalismo in nome delle poltrone romane e di un nazionalismo itagliano francamente ripugnante e vergognoso, raccoglie per ciò che merita! La scarsa coerenza mostrata dalla Lega in questi ultimi mesi è stata punita – com’è giusto e logico che sia - alle urne, e ora il nostro auspicio è che quel ricettacolo insulso di massoni e democristiani scenda a percentuali da prefisso telefonico, fino a sparire del tutto dalla scena politica!

Magari sarà l’occasione giusta, affinché il “capitano” di questa ceppa, possa finalmente trovarsi un vero lavoro, e smetterla così di fare il parassita alle spalle nostre! Quel che resta del Carroccio, ormai, si è troppo appiattito sulle posizioni filonazionaliste della Melonara (s)fascista e borgatara, tradendo quella che era l’essenza della Lega dei primordi, che pareva incarnare la voglia di cambiamento che eppure animava ampi strati della popolazione.



E che invece, così come abbiamo purtroppo avuto modo di constatare era in realtà una squallida boutade. Appena accennata quando Bossi fece fuori l’indimenticabile professor Gianfranco Miglio, fautore di una vera svolta federalista tanto per il Nord quanto per il Sud. Per poi diventare realtà nel 2001, nell’esatto momento in cui l’allora Lega Nord tradì un patto che prevedeva il consolidamento anche al Sud di una strategia a tenaglia che avrebbe dovuto stritolare il regime romanocentrico, grazie all’azione riformatrice e innovatrice della Lega Sud Ausonia.

Certe cose, non le abbiamo affatto dimenticate e quando nel 2014 in occasione delle Europee si è verificato l’ennesimo tradimento da parte di Salvini e dei suoi scagnozzi, abbiamo capito che la sete di potere dell’ex concorrente de “Il Pranzo è Servito”, si sarebbe rivelata essere un boomerang letale per la Lega Nord. Il fannullone padano, dopo un momento di massimo splendore coinciso con le elezioni del Parlamento Europeo di due anni fa dove i consensi quasi sfioravano il 40%, è riuscito nell’impresa non solo di far resuscitare il PD e di avallare un governo che sta togliendo ogni libertà ai cittadini, ma anche di dilapidare tutto quello che – in termini di consensi - eppure si era costruito negli anni scorsi!

Il fatto che la sua lista a Milano abbia avuto un drastico calo e che a Napoli addirittura non sia riuscito a presentarsi, significa solo che il tempo di Salvini è finito, e che magari i tempi sono davvero maturi per rilanciare il tema del federalismo (quello vero, per intenderci, basato possibilmente sul modello svizzero), in un momento storico in cui la sfiducia nei confronti dello stato itagliano sta raggiungendo livelli davvero ragguardevoli!

A Milano, dunque, viene riconfermato il buon Peppiniello Sal(l)a(h)-al-bar che ha riempito il capoluogo meneghino di alberi di banane in pieno centro, reso certi quartieri autentici dormitori e infine trasformato la stazione centrale nel paradiso di scippatori e spacciatori di droga! Un bel primato, per quella che una volta era la capitale economica di questo paese e che oggi, invece, assomiglia più a una bidonville africana, che non a una città europea!



Non vanno tanto meglio le cose neppure a Napoli, nella quale il candidato della infame coalizione formata da PD e M5S ha partorito un sindaco “provinciale” come il nolano Manfredi. Il neo primo cittadino della capitale del Sud, inoltre, ha fatto outing in merito alla sua fede calcistica (sostiene infatti quella squadraccia di Torino che indossa i colori bianconeri, e che è il simbolo dell’antisportività e del naziunalismo itagliani), e francamente lo troviamo assolutamente incompatibile con le problematiche della nostra città.

Saremo curiosi di vedere infatti il modo con cui interloquirà con la SSC Napoli, in merito alla querelle dello Stadio “San Paolo-Maradona”, ma soprattutto come si districherà nella vicenda del buco nella casse comunali. Ovvero, dell’eredità lasciata da Giggino “o’ sindachino” De Magistris.

Già, ma che fine ha fatto il “rivoluzionario” magistrato che ci ha deliziato con autentiche perle come l’armata (brancaleone) napoletana che doveva raccattare stuoli di clandestini con le loro zattere, e l’abbraccio fecale con i cessi (a)sociali che infestano il capoluogo campano, ormai da tempo immemore?

La macchietta di Palazzo San Giacomo ha cercato fortuna in Calabria ma è stato comunque sconfitto, e dunque dovrà trovarsi anch’esso una nuova occupazione. Ammesso e non concesso che abbia delle competenze tali per cui, qualcuno voglia correre il rischio di assumerlo.

Tornando a ciò che aspetta Napoli nei prossimi quattro anni, il caro Manfreduccio (con la ricotta, perché è quello il suo elemento naturale) però non avrebbe mai potuto assurgere a questi livelli, senza la connivenza di un’opposizione di centrodestra che è a dir poco pietosa. Lo abbiamo, del resto, avuto modo di constatare nell’ultima campagna elettorale, in cui il candidato a sindaco del centrodestra Catello Maresca si è mostrato fin troppo annacquato e debole per tenere il confronto. Nulla di personale, ma Maresca ci è apparso eccessivamente morbido nei confronti di un avversario politico che invece andava attaccato in maniera convinta e pesante sui fatti, visto e considerato che Napoli da circa trenta anni è sotto la guida del centrosinistra e versa in uno stato comatoso, ormai da interi decenni. Magari con una serie di soluzioni con cui rilanciare l’immagine deturpata di una Napoli, devastata da interi decenni di gestione scellerata e folle del centrosinistra.



Non abbiamo certo dimenticato gli scempi compiuti da don Antonio Berisha detto “Bassolino” (che ha pure avuto la faccia tosta di ripresentarsi, dopo i disastri compiuti negli anni della sua amministrazione), Rosetta Russo Jervolino e infine Giggino De Magistris! Il centrodestra a Napoli è inesistente, e se ha raccolto percentuali così miserrime è perché non ha VOLUTO fare vera opposizione, in un clima di pieno consociativismo che ricorda i tempi “belli” della Prima Repubblica, in cui tutti i partiti partecipavano attivamente al “patto alimentare”, con cui si spartivano la torta dei fondi pubblici.

Ieri era la Cassa per il Mezzogiorno, oggi è Il Recovery Fund. Cambieranno anche nomi e tempi, ma la sostanza resta sempre la stessa: tutti mangiano insieme appassionatamente, alla faccia e alle spalle dei cittadini che, dal canto loro, devono solo subire in silenzio e pagare le esose tasse che questi delinquenti da strapazzo oggi continuano a estorcerci, con in più la minaccia di quella porcata infame e schifosa che tanto ricorda il famigerato romanzo “1984” di Orwell, e che risponde al nome di Green Kazz! I due schieramenti, dunque, vanno a braccetto dando l’impressione – a nostro avviso corretta – di essere un tutt’uno e quindi di non avere differenze, se non in rari casi, sostanziali.

Siamo pronti a scommettere che, nei prossimi anni, il centrosinistra a Napoli continuerà a gettare fumo – come del resto ha sempre fatto - negli occhi degli sprovveduti partenopei che si meritano (a giudicare dalle scelte e dagli errori che imperterriti continuano a fare) solo questo, con le tasse che sicuramente saranno aumentate e la qualità della vita che resterà sempre la stessa se non, addirittura, peggiorerà ulteriormente, incentivando chi ha voglia di fare e di lavorare, a emigrare altrove.



Un cliché purtroppo già tristemente noto, e non c’è certo bisogno degli impietosi dati del’ISTAT per descriverlo in tutta la sua drammaticità e amarezza. E se al dato dell’astensione al voto, ci aggiungiamo pure quello delle schede bianche e nulle (che, sommate, fanno il 5,3% che equivale addirittura alla nomina di un paio di consiglieri!), allora si arriva alla conclusione che siamo di fronte ad un fatto assai significativo che attesta solo che la maggior parte dei cittadini non si fida più dei partiti tradizionali e che, in un modo o in un altro, manifesta apertamente il proprio dissenso. Si tratta di un dato, quello del non voto, che i pennivendoli di regime e i principali analisti si guardano bene dall’evidenziare e che sottovalutano, ma che risalta subito agli occhi di chi avversa un sistema di potere basato sulla menzogna e la negazione dei più elementari diritti, compreso quello di lavorare. A Napoli, dunque, ha votato in maniera effettiva circa il 42% degli aventi diritto al voto, e questo la dice davvero lunga sul vero clima che stiamo respirando, in questo particolare e delicato momento storico.

Insomma, “è necessario che tutto cambi affinché nulla cambi” così come recitava il Gattopardo. L’unica speranza, è da riporre in quella parte di popolazione che esprime il proprio dissenso, non votando o annullando le schede quando si reca alle urne e che rappresenta (essa sì) il vero “partito” di maggioranza di questo sgangherato e ridicolo paese! A dispetto di ciò che vuole continuare a farci credere la narrativa ufficiale, composta da media asserviti e leccaculo al potere illegittimo costituito.

Ma affinché si possa tradurre in un qualcosa di realmente e concretamente nuovo, è necessario rilanciare il tema del vero federalismo con un messaggio di rottura nei confronti di questo sistema marcio e corrotto, che si autoalimenta con clientele, false promesse e lontananza dalle reali esigenze dei cittadini.

Francesco Montanino


ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2021: SUCCESSO PER IL PROGETTO POLITICO NAPOLI CAPITALE - LEGA SUD AUSONIA - POPOLO DELLA FAMIGLIA

 

"Pur nel nella sconfitta del candidato sindaco, Catello Maresca, si è raggiunto un risultato straordinario, afferma l'on. Enzo Rivellini, promotore del cartello elettorale.
Senza grandi mezzi e strutture” sono stati presi gli stessi consiglieri comunali e quasi gli stessi voti di partiti nazionali, come Fratelli d’Italia e più consiglieri di Municipalità".

Difatti, Bianca D’Angelo è Consigliera Comunale, Arianna Mocerino, Consigliera nella 10a municipalità, Giuseppe Mele nella 1a, e probabilmente Ivana Petrone nella 9a e Maria Rosario Marino nella 8a

"Un grandissimo successo - sottolinea il segretario federale della Lega Sud Ausonia, Gianfranco Vestuto - che ci autorizza ad essere il perno della politica cittadina di opposizione della terza città d'Italia"

RED

martedì 28 settembre 2021

LE AMMINISTRATIVE A NAPOLI COME IL GOVERNO NAZIONALE, TUTTI A SINISTRA E SENZA ALCUNA PROGETTUALITA’ POLITICA. ANCHE IL “COMPAGNO MARESCA”SI E’ ALLINEATO AL TREND CORRENTE

 


A pochi giorni dal voto amministrativo del 3 e 4 ottobre, la campagna elettorale dei candidati a sindaco e delle liste collegate, procede così come è iniziata, a fari spenti e con una trasversalità che rispecchia quanto accade a livello nazionale. A sottolineare questa palese tendenza, ci ha pensato il leader della Lega Sud Ausonia, Gianfranco Vestuto, che partecipa con la sua formazione in prima persona e con alcuni suoi candidati, al cartello elettorale espresso dalla lista “Napoli Capitale – Lega Sud-Popoli Sovrani e Popolo della Famiglia” a sostegno del magistrato Catello Maresca. Lo stesso Vestuto, in un incontro avuto ieri con il direttivo cittadino napoletano di Lega Sud, ha fatto alcune valutazioni sugli scenari politici di questa tornata elettorale.


- “Credo che queste elezioni comunali a Napoli, rappresenteranno la pietra tombale della vecchia politica – dice Vestutoiniziate con le ideologie dei partiti messe sotto i tacchi, termineranno con un elettorato assente, distante, confuso e disilluso. Credo però che le maggiori colpe sono da attribuirsi ad un centrodestra inesistente, complice di una mancata vera opposizione, lontano dai temi reali e sociali e diviso da personalismi accattoneschi, volti a recuperare le briciole che lascierà la sinistra. Persino la candidatura del “compagno”, come l’ho ridefinito, Maresca, sia molto più vicino al centrosinistra che al centro-destra, senza nulla togliere nulla all’integrità morale e al valore della persona su cui non si discute”. “In questo vergognoso e squallido contesto – prosegue Vestuto – alla luce dell’annunciata ritirata al Nord della Lega di Salvini, anticipata da Giorgetti, che volutamente o no, non è riuscita a presentare neanche la lista nella capitale dl Sud, la Lega Sud Ausonia, potrebbe ritrovare un suo naturale ruolo politico continuando a lavorare, come ha sempre fatto da 25 anni, sui territori piuttosto che seguire linee nazionali o europeiste, dannose per il Mezzogiorno e soprattutto lontane anni luce dal reali esigenze del Sud. Un nuovo asse in chiave federalista tra Nord e Sud? Io me lo auguro, perché è certo che ormai il sistema Italia ha scontentato tanto il Nord , quanto il Sud”.



Tanti gli interventi dei partecipanti tra cui quello di Antonino Romano, anch’egli candidato al Consiglio Comunale con Napoli Capitale, in quota Lega Sud.

Una maggiore attenzione ai temi sociali meno noti resta uno dei temi fondamentali della Lega Sud Ausonia – ha sottolineato Romano la creazione e il vaglio di attività da parte delle associazioni su iniziative personali per contribuire al miglioramento della qualità della vita dei genitori e dei bambini, i problemi dei genitori separati, la verifica del registro della bigenitorialità, l’istituzione dell’incarico di assessore al welfare familiare, l’utilizzo degli immobili confiscati sul territorio comunale per la creazione di apposite aree/locali, adatti all’accoglimento dei genitori aventi necessità di luoghi per incontrare i propri figli e/o al fine di dimora temporanea. Queste e tante altre le proposte concrete che toccano la reale società che ormai non ha più neanche la forza di protestare”.



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giovedì 16 settembre 2021

IL SUD CONTINUA A PERDERE I SUOI GIOVANI


Pubblichiamo l'anaalisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio su "Economia e occupazione al Sud dal 1995 ad oggi". Il Pil pro capite resta sempre la metà di quello delle regioni del Nord. Il tasso di occupazione è cresciuto 4 volte meno rispetto alla media nazionale. Continua l'emigrazione sistematica dei giovani meridionali.

La distanza del Sud in termini economici e anche "demografici" rispetto al resto del Paese è un tema che ricorre spesso quando si affronta la discussione sulla crisi causata dalla pandemia e sugli scenari di ripresa. L
'Ufficio Studi Confcommercio ad aprile aveva già fatto una fotografia impietosa di quella che era la situazione del Mezzogiorno e ne abbiamo analizzato i dettagli nell'articolo del 4 aprile (Il Sud non riesce a cambiare passo). In questa successiva analisi, Economia e occupazione al Sud dal 1995 ad oggi, il focus resta sui temi più ricorrenti che penalizzano da sempre le regioni del Mezzogiorno, burocrazia, micro-illegalità diffusa, accessibilità insufficiente e comparativamente minore qualità del capitale umano ma con un "sottolineatura" importante: il tema della produttività, quello delle condizioni economiche e sociali di vita e, infine, quello della scelta di risiedere o piuttosto di emigrare, sono strettamente collegati. Negli ultimi 25 anni, la riduzione degli occupati, come conseguenza dello spopolamento (soprattutto giovanile, -1,6 milioni), e i deficit di lungo corso dei quelli abbiamo detto, hanno, di fatto, determinato un continuo e progressivo calo del Pil prodotto dal Sud ampliando ulteriormente i divari con le altre aree del Paese. Tra il 1995 e il 2020, infatti, il peso percentuale della ricchezza prodotta da quest’area sul totale Italia è passato da poco più del 24% al 22%, mentre il Pil pro capite è sempre rimasto intorno alla metà di quello del Nord; tuttavia, nel 2020, l’impatto della crisi da Covid-19 al Sud è stato più contenuto rispetto alle altre aree del Paese che hanno patito maggiormente il blocco delle attività produttive durante la pandemia (Pil -8,4% contro il -9,1% al Nord rispetto al 2019). 


Disoccupazione e spopolamento: due nodi da sciogliere

Tutta la fragilità dell’economia meridionale emerge anche dall'andamento del mercato del lavoro con un tasso di variazione degli occupati cresciuto quattro volte meno rispetto alla media nazionale (4,1% contro il 16,4% tra il 1995 e il 2019), con distanze ancora maggiori rispetto alle regioni del Centro e del Nord; nemmeno la particolare vocazione turistica delle regioni meridionali sembrerebbe essere di aiuto a spingere l’economia di quest’area, visto che in un anno “normale” come il 2019 i consumi dei turisti stranieri al Sud sono risultati inferiori di quasi un terzo rispetto a quanto speso nelle regioni del Centro e del Nord-Est.

In generale, la tendenza delle politiche per il riequilibrio territoriale dovrebbe passare da un piano di riduzione dei difetti strutturali del Mezzogiorno: controllo del territorio e contrasto alla micro-illegalità, digitalizzazione e innovazione nel rapporto burocratico tra cittadini e controparte istituzionale, investimento nell’istruzione di ogni ordine e grado, con ampio intervento su formazione e trasformazione continua delle abilità e delle competenze e, soprattutto, riduzione dei gap infrastrutturali di accessibilità, dai trasporti alla banda larga, che non permettono un’adeguata connessione socio-produttiva del Sud col resto del Paese e, soprattutto, con l’Europa. La questione dell’occupazione, collegata alla popolazione residente, è altrettanto importante.

Le condizioni e le prospettive di vita e di lavoro del nostro Sud disincentivano le scelte delle donne in termini di partecipazione al mercato del lavoro, ne riducono le scelte di maternità, incoraggiano sistematicamente l’emigrazione dei giovani meridionali verso altre regioni. Al di là del più elevato tasso di disoccupazione del Mezzogiorno e dei più bassi tassi di partecipazione, soprattutto femminile, al mercato del lavoro, emerge tutta la fragilità dell’economia delle regioni del Sud semplicemente dalla lettura della variazione degli occupati totali: a fronte di una crescita del 16,4% delle unità standard di lavoro per l’Italia, nei quasi cinque lustri considerati l’occupazione del Sud cresce di poco più di quattro punti.


Turismo: risorsa fondamentale mai completamente sfruttata 

Giusto, dunque, che nel dibattito pubblico sul Mezzogiorno d’Italia, anche nel contesto di Next Generation EU, l’attenzione sia tutta rivolta a un auspicato processo di riforma che replica le linee qui sommariamente identificate. Riforme che mirano, in generale, a una migliore utilizzazione del capitale produttivo e umano, oltre che a un incremento delle dotazioni quantitative e qualitative dei medesimi. Il collegamento al turismo, sede e pilastro del vantaggio comparato meridionale è inevitabile. Questo vantaggio è, tuttavia, più nella sensibilità e nella speranza di molti italiani e della maggior parte degli esperti, piuttosto che nei dati.

Commentando l'analisi dell'Ufficio Studi, il presidente di Confcommercio ha sottolineato che “rilancio dell’economia e piano nazionale di ripresa sono un’opportunità irripetibile per il nostro Mezzogiorno. In particolare, le risorse del Pnrr destinate al Sud, circa 82 miliardi, permettono di sviluppare e innovare le infrastrutture di quest’area. E migliori infrastrutture significano anche migliore offerta turistica che è la straordinaria risorsa del meridione”.

RED





 

 
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