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mercoledì 25 gennaio 2023

STATO=MAFIA: LA SECESSIONE RESTA L’UNICA SOLUZIONE

 


La recente cattura del boss Matteo Messina Denaro, accolta e fatta passare come un grande successo dell’esecutivo della melonara borgatara pone, in realtà, tanti interrogativi. A partire, dal tempo e dalle circostanze in cui è stato latitante l’ultimo dei boss mafiosi che sapeva molte cose non solo sulla stagione delle stragi (Capaci e Via D’Amelio, in primis) ma anche di certe pagine oscure della storia di questo paese, sulle quali non è ancora stata fatta piena luce.

L’ex Procuratore Generale della Corte di Appello di Caltanissetta (ora senatore del M5S) Roberto Scarpinato, in un intervento andato in onda nel corso della trasmissione “L’aria che tira” di La7, ha parlato molto chiaramente di protezioni – da parte di apparati deviati dello Stato - che avrebbero permesso al boss di poter godere della libertà per ben 30 anni, in totale tranquillità e a dispregio dei gravissimi reati in cui è stato coinvolto.

Che di questo stato ita(g)liano, fetida emanazione delle lobby e delle massonerie internazionali, ci sia poco di cui fidarsi, lo abbiamo sempre ripetuto. E fin da tempi non sospetti, ci permettiamo di aggiungere. Ma che adesso si tratti di un apparato canaglia che al suo interno accoglie personaggi che si muovono nell’ombra in un’ottica sovversiva, ne abbiamo finalmente le prove.

Gli omicidi illustri di Mattei, Moro, Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino, insieme alle stragi di Ustica; Bologna e Piazza Fontana, hanno un unico comun denominatore che è possibile rinvenire nella presenza di apparati nascosti e oscuri di questo stato che tramano nell’ombra. E che rispondono a mandanti, probabilmente di stanza oltreoceano.

Del resto, è la storia che lo racconta. Gladio e la P2 hanno messo il loro lercio zampone nel barbaro eccidio di Piazza Fontana, mentre Moro, Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino sono stati letteralmente abbandonati prima di essere condannati a un tragico destino. Poi, le tante perplessità sulla trattativa stato-mafia, proprio nel momento in cui Falcone si stava apprestando a scoperchiare un vero e proprio vaso di Pandora, pieno di misteri.



Quella di Messina Denaro, più che di una cattura, ci è sembrata una pagliacciata (preannunciata con ben due mesi di anticipo dal pentito di mafia, Salvatore Baiardo) che ricordava un po' l’arresto di Brusca: operazioni di basso avanspettacolo, fatte passare per qualcosa di sensazionale, quando in realtà lo Stato sapeva benissimo dove si nascondevano questi criminali incalliti. Possono andar bene per chi magari è facilmente suggestionabile, ma con noi non potranno mai attaccare.

Restiamo fermamente, e ora più che mai convinti, che l’unica soluzione per poter ripulire il Bel Paese, sia la secessione che faccia da apripista a una vera e propria rivoluzione federale. Il potere deve tornare in mano ai cittadini e ai territori di cui essi sono parte attiva e tolto, invece, a certe cariatidi della politica e degli apparati deviati che – come abbiamo sempre avuto modo di constatare – non hanno mai fatto niente che rispondesse al mandato, che eppure gli abbiamo conferito.

Un interrogativo però ci resta, dopo aver assistito con grande sbigottimento, a questa intervista: caro senatore Spampinato, perché soltanto ora ha parlato? Era così difficile raccontare a tutti una realtà che avevamo sì immaginato, ma senza averne le prove? Interrogativi che, presumiamo, resteranno anche questi senza risposta. In piena logica gattopardesca, come tradizione consolidata di questo paese da operetta, dove la parola GIUSTIZIA ha sempre avuto lo stesso significato di UTOPIA!

Francesco Montanino




lunedì 2 gennaio 2023

PETI E ITALICHE FLATULENZE ANCHE PER IL 2023!

 


Capodanno, tempo di bilanci e di peti. Come tradizione impone, anche stavolta scorregge e peti l’hanno fatta da padrone ammorbando l’aria e l’atmosfera di chi non crede più alle menzogne di una classe politica che non conosce ritegno e che dovrebbe solo vergognarsi per il male che continua, imperterrita, a procurare a milioni e milioni di persone!

Il 2022 che ci siamo appena lasciati alle spalle ce lo ricorderemo senz’altro per lo squallido zerbinismo mostrato di fronte al padrone americano che ha, di fatto, dichiarato guerra per interposta procura alla Russia. Il continuo e reiterato invio di armi e denaro al regime nazista ucraino guidato da quel chiattillo di Zelenskyi (che, da emerito criminale di guerra qual è, non sta certo esitando nel sottoporre a un inutile e deleterio sacrificio la propria popolazione), ha mostrato tutta l’ipocrisia di cui sono permeati gli esponenti tanto del centro-destra, quanto del centro-sinistra. In totale spregio alla costituzione che, a chiacchiere, dicono di difendere dal momento che la totale interruzione delle relazioni diplomatiche e commerciali con la Russia (cui siamo legati da un’amicizia secolare) non solo è palesemente contraria allo spirito dell’articolo 11 che parla di “ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali”, ma addirittura viola le norme che impediscono la ricostituzione del partito fascista!

Quello di Kiev – a dirla tutta – è un regime nazista vero e proprio, visto e considerato che il coglioncello Zelenskyi non ha mai nascosto di appoggiare il famigerato battaglione Azov, la cui bandiera è rappresentata da una svastica! Volendo riassumere: se i nazisti sono nostrani, subito scattano manette e interventi delle forze dell’ordine, in ossequio alla Legge Mancino; se invece sono ucraini, va tutto bene perché bisogna assolutamente accontentare i desiderata del massone e speculatore $oro$ che appoggia il regime ucraino, colpevole di aver massacrato impunemente e vergognosamente le popolazioni del Donbass che dal 2014 stanno reclamando la loro indipendenza da Kiev. E che, invece, nel silenzio colpevole della sedicente “comunità internazionale” si vedono negate tale diritto tutelato dall’articolo 1 della Carta ONU, contrariamente a quello che è invece accaduto con il Kosovo quasi 25 anni fa.

Anche in questo caso, ci sembra evidente, che esistano popolazioni e secessioni di serie A e popolazioni e secessioni di serie B! Figli e figliastri, come nella peggiore tradizioni di queste pseudo-istituzioni votate non certo in maniera libera, democratica e consapevole dai cittadini, quanto piuttosto espressioni di lobby e poteri forti, che non si fanno certo scrupolo nell’utilizzare qualsiasi mezzo, pur di addivenire ai loro loschi scopi!

Sulla Costituzione “quale bussola”, si è levato quest’anno il fortissimo fetore del peto presidenziale. Dal Quirinale, dovrebbero piuttosto essere bravi a spiegarci dove è finita questa “bussola”, visto e considerato che non solo siamo in guerra – come già sopra evidenziato – per interposta procura, ma in questi ultimi due anni e mezzo sono stati letteralmente calpestati i diritti di quei cittadini che hanno liberamente obiettato, di fronte a quello scempio chiamato “imposizione vaccinale”!

La libertà di cura che eppure è sancita e tutelata anche in alcune importanti convenzioni internazionali (compresa quella sulla tutela dei diritti umani), è stata distrutta da una serie di provvedimenti con i quali milioni e milioni di lavoratori sono stati costretti a farsi iniettare sostanze, la cui composizione e i cui effetti avversi sono ancora del tutto sconosciuti. A dispetto infatti di quel che affermano certe anime belle, vogliamo solo permetterci di ricordare che sono aumentati in maniera a dir poco impressionante, il numero di malori e morti improvvise. Ci vengono a raccontare la favoletta secondo la quale “non c’è nessuna correlazione”, quando in realtà nessuno di noi sa quali potranno essere gli effetti sulla salute a medio/lungo termine di certi intrugli e sieri magici spacciati per “vaccini”!

Non potremo mai dimenticare il clima di odio e profonda discriminazione instillato ad arte da certi esponenti politici e virostar da strapazzo, e in particolare da DraghiSperanzaBassettiBurioni e tanta rimasuglia umana che si è scagliata contro chi ha avuto la sola colpa di essere sano, e di non voler cedere a ricatti di nessun genere! Quando sarà fatta giustizia, una nuova Norimberga dovrà essere istituita nei confronti di chi ha seminato il rancore e la contrapposizione, al solo scopo di tenerci distratti da incapacità nel gestire una situazione, che altrove non ha affatto necessitato delle restrizioni adottate alle nostre latitudini!


Tornando alle flatulenze di fine anno, Mattarella non deve assolutamente permettersi di cianciare di “Costituzione” quando i diritti e le libertà anche economiche di tantissimi cittadini sono stati fatti a pezzi, nel silenzio generale di media asserviti in maniera vigliacca al padrone che gli eroga milioni e milioni di euro, sotto forma di contributi pubblici! È a dir poco odioso, vedere come vengono sperperati i nostri soldi per alimentare un’informazione servile, corrotta e faziosa (naturalmente quella itagliana!), come poche altre al mondo e che nella classifica della libertà di stampa risulta essere, dietro persino ad alcune repubbliche centroafricane….

L’avvento della melonara e della borgatara de Roma, non ha cambiato praticamente nulla: l’aver esordito affermando, ai quattro venti, di essere prosecutrice della nauseabonda agenda Draghi, ci fa capire il basso livello morale e materiale degli sfigati (s)fascistelli da quattro soldi presenti in fratelli (e anche cognati) d’itaglia! Un’accozzaglia squallida di frustrati che ancora inneggiano al tricoglione della vergogna e della menzogna, votati però da appena un quarto della popolazione, secondo un meccanismo degno delle peggiori dittature!

Non mancheremo mai di evidenziare come le elezioni con cui è stata eletta la melonara, sono state un vero e proprio colpo di mano visto e considerato che non ci è stato possibile prendere parte alla competizione elettorale, con le liste che andavano presentate appena pochi giorni dopo ferragosto!

Un autentico imbroglio, architettato al solo scopo di tenere lontane quelle liste che avrebbero potuto raccogliere il dissenso, che eppure agita ampia parte dell’elettorato attivo come un fuoco che arde sotto la cenere. Ricordiamo ai parassiti di stanza in Parlamento, che il primo partito è quello rappresentato dagli astenuti, i votanti scheda bianca e nulla e il voto assegnato ai partiti di protesta! Solo in un paese a democrazia limitata come questo, invece, assistiamo alla formazione di un governo che rappresenta nemmeno il 20% degli aventi diritto al voto!

Una pratica ripetuta anche in Lombardia, dove fra un mese e mezzo si voterà per il rinnovo del consiglio regionale al pari del Lazio. Con la sola ma sostanziale differenza che in Lazio, ciò si è reso necessario per le dimissioni di Zingaretti mentre invece Fontana in Lombardia avrebbe dovuto proseguire almeno sino agli inizi di marzo. E invece, con la solita meschina manovra di palazzo sono state indette a metà febbraio al solo scopo di evitare ai partiti di protesta di essere presenti, dal momento che le firme per la presentazione delle liste andavano raccolte durante le festività natalizie! E poi la chiamano pure democrazia….bello schifo!


In merito ai provvedimenti del nuovo governo guidato dalla melonara della Garbatella, ricordiamo i tempi in cui lei e il fannullone Salvini. promettevano e annunciavano in maniera pomposa (con tanto di video sulle piattaforme social), di voler abbassare il prezzo dei rifornimenti di carburanti. Chiunque di noi, avrà potuto notare come non è stato rinnovato lo sconto sulle accise e che dunque le quotazioni di benzina e diesel siano di nuovo aumentate, ala faccia delle belle e stucchevoli parole di circostanza! Invece di tagliarsi parte dei loro ricchi emolumenti, saremo ancora una volta noi a dover pagare il conto della loro indiscutibile sciatteria e incapacità!

Per non parlare poi della querelle sul reddito di cittadinanza, che sta dando visibilità a Conte e ai pentadementi, e sui quali avremo modo di riservare un pensiero anche a loro. Il reddito di cittadinanza (o di sostentamento come sarebbe più giusto definirlo) va dato – a nostro parere - a chi ne ha effettivamente bisogno, ovvero a chi ha difficoltà a essere inserito nel mondo del lavoro perché magari si trova in una fascia di età avanzata e per la quale le imprese non sono disposte all’assunzione, ai pensionati, ai disabili e a chi si trova in una situazione reddituale e familiare con diversi figli a carico. Non va invece assegnato a chi è un delinquente, a chi rifiuta lavori che possono garantire una paga dignitosa pur essendo in un’età lavorativa giovane, e a chi infine pensa sia giusto continuare a campare sulle spalle di chi si fa un mazzo così dalla mattina alla sera, e magari paga pure tasse spropositate per non avere un emerito fico secco in cambio!

Questa misura andrebbe magari accompagnata da una serie di sgravi e incentivi fiscali per quelle imprese che assumono, magari riducendo il cuneo fiscale ed eliminando finalmente quel carrozzone chiamato INPS che non solo ci costa ogni anno un occhio della testa, ma non garantirà la pensione a nessun lavoratore! Sia esso autonomo o dipendente, poco importa…..sappiamo solo che la previdenza sociale in passato per pagare i super manager ha attinto dai contributi che con tanta fatica, siamo costretti a pagare ogni mese e in maniera assai salata!

Su questo tasto, è presumibile che nei prossimi mesi si alimenterà uno scontro sociale dalle conseguenze imprevedibili e, per questo motivo, assai pericoloso. L’oppofinzione rappresentata soprattutto dal M5S e dal PD, continua a ululare alla luna quando in realtà sono stati proprio loro a innescare un meccanismo così perverso negli ultimi anni……Un discorso a parte, come già accennato, lo merita Giuseppe Contel’avvocatuccio di Foggia, ce lo ricordiamo molto bene per i provvedimenti idioti e scellerati presi durante la prima fase del Covid! Una serie stucchevole di DPCM senza alcun valore giuridico, con i quali sono stati limitati gli spostamenti di milioni e milioni di cittadini e messa a repentaglio la loro salute!

Vale sempre la pena ricordare cosa è stato fatto soprattutto in Lombardia e lo schifo di aver fatto morire tante persone, senza nemmeno il conforto di un ultimo saluto da parte dei loro cari! Corpi per i quali non sono state disposte le autopsie, per motivi che non sono mai stati del tutto chiariti……un giorno, anche per chi ha provocato questo orrore, dovrà abbattersi la mannaia della giustizia sotto forma di un processo che non dovrà guardare in faccia, niente e nessuno!

Conte e i pentadementi, per questo e tanti altri motivi, non possono assolutamente permettersi di parlare di tutela dei diritti! Fanno leva sul crescente malcontento, approfittando in maniera opportunistica dell’atavica propensione alla memoria corta dell’ itagliano “medio”. Non potrà mai funzionare questo trucchetto squallido con noi che, invece, abbiamo ottima memoria e pessimo carattere su queste cose, e saremo sempre pronti a rinfacciarli e a restituirli al mittente com’è giusto e sacrosanto che sia!

Solo nella repubblichetta delle banane e del “non” diritto, assistiamo alla liturgia dell’ipocrisia e delle bugie, fatte passare per verità con tanti lobotomizzati che continuano a crederci. Dividendosi in tifoserie di questo o di quello schieramento, quando ancora non hanno capito che i partiti politici che appoggiano, non peroreranno mai e poi mai la loro causa!

L’esatto contrario di altri paesi come ad esempio la tanto vituperata Russia di Vladimir Putin che, nel suo discorso di fine anno alla nazione, non ha avuto remore nello scagliarsi contro le elites occidentali, vero e autentico nemico della libertà e della dignità dei popoli.

Personaggi inquietanti come la Von der Leyen e i suoi sodali eurocrati, continuano a generarci profondo ribrezzo oltre che schifo, visto e considerato che non solo non sono mai state elette dai cittadini ma sono implicate in scandali di cui dovrebbero piuttosto rendere conto.

Infatti, attendiamo spiegazioni da questa schifosa parassita tedesca in merito ai rapporti che legano il suo compagno con la casa farmaceutica Pfizer, giusto per dirne una. Non sappiamo a quale titolo, questa signora si permetta di straparlare della Russia o della campagna vaccinale, quando il tanfo della vergogna e del compromesso sono così forti. Possiamo quindi solo immaginare che, anche nel suo caso, il deretano è l’unico mezzo con il quale interloquisce al pari dei suoi omologhi itagliani…


Un ultimo pensiero, infine, lo dedichiamo alla Chiesa Cattolica e a quel furbacchione di papa “imbroglio”: morto Ratzinger, il poltrone massone e incappucciato che risponde al nome di Josè Maria Bergoglio dovrebbe magari fare piena luce sulla piaga dei preti pedofili, invece di distrarci sull’immigrazione selvaggia e clandestina, che serve solo ad arricchire mafie e scafisti. Così come, non ci dispiacerebbe sapere a cosa servono le enormi ricchezze detenute dallo IOR. La Chiesa Cattolica non dovrebbe essere quell’istituzione che si spoglia dei propri averi per aiutare i più poveri? Non dovrebbe essere piuttosto portatrice di valori come quello della famiglia, dell’altruismo e della bontà?

A chi scrive, tutto pare fuorché il Vaticano predichi bene. Anche lì, peti e flatulenze regnano sovrani, a giudicare dalla melassa finto perbenista che ammorba quegli ambienti (diventati ormai vere e proprie fogne a cielo aperto), dove pure si annidano tanti begli e puzzolenti scheletri negli armadi…..

Francesco Montanino

sabato 12 novembre 2022

MARCO BASSANI: "L’ATTACCAMENTO ALLA MAMMELLA DEL NORD GARANTITA DA ROMA, E’ LA GARANZIA DEL SOTTOSVILUPPO DEL SUD"

 


A poche settimane dall’insediamento dell’ennesimo governo a forte vocazione e trazione centralista guidato dalla melonara (s)fascista, con un nuovo probabile assalto alla diligenza da parte dei partiti romani, il dibattito sulle prospettive dell’indipendentismo - alla luce dei recenti referendum chiesti dal Donbass per far parte della Federazione Russa - torna ad animarsi e rinvigorirsi. Ci si chiede infatti cosa accadrà nell’immediato futuro per le istanze separatiste di aree come la Catalogna, la Corsica, i Paesi Baschi, e anche la Scozia dopo la recente dipartita della Regina Elisabetta II che potrebbe segnare l’inizio di un processo di ridefinizione degli attuali assetti nel Vecchio Continente.

Abbiamo fatto il punto della situazione con il Professor Marco Bassani, docente di Storia delle dottrine e delle istituzioni politiche all’Università “La Statale” di Milano, nonché erede dell’indimenticato professor Gianfranco Miglio, in un’intervista esclusiva nel quale sono stati toccati punti molto importanti e che stanno a cuore, a chi da sempre si batte per gli ideali di libertà e di affrancamento di stati canaglia come quello ita(g)liano.

Prof. Marco Bassani


- Professor Bassani, che idea si è fatto dei recenti referendum con i quali, recentemente, le regioni separatiste del Donbass hanno chiesto di aderire alla Federazione Russa?

 

Bisogna partire da un presupposto: non c’è dubbio che – esordisce  - questi territori con ogni probabilità, in qualsiasi situazione normale, avrebbero votato l’annessione immediata alla Russia. Ciò è vero, ed è sempre stato negato da parte degli ucraini. Non solo negato, ma anche negato con la forza. Quello che nessuno racconta, è che in quelle zone c’era una micro guerra civile in corso, che stava andando da 6-7 anni. Volendo inquadrare la questione nei luoghi che conosciamo meglio e che sono a noi più congeniali, faccio questo esempio: se la Francia avesse invaso la Spagna e volesse garantire il referendum per l’indipendenza della Catalogna, probabilmente tale referendum darebbe esiti a favore della Catalogna indipendente pur tuttavia nascendo da una chiara violazione della legalità internazionale. Quindi, si tratta di una situazione veramente complicata. Se poi vogliamo chiederci se sono stati regolari, nel senso che è stata raccolta la voce del popolo in maniera regolare, questo francamente non lo saprei dire. Perché – per quel che so - non ci sono stati osservatori internazionali, che sono necessari e normali in casi del genere. Se però lei mi chiede se sono a favore dell’indipendenza, le rispondo che sono assolutamente d’accordo al diritto di secessione di ogni popolazione. Come diceva il mio maestro, Gianfranco Miglio il diritto di secessione è stare con chi si vuole, e con chi ci vuole. Ed eventualmente anche da soli. È del tutto chiaro che ogni convivenza va in qualunque momento rivista e ridiscussa, e le porte debbano essere sempre aperte”.

 

- Il Presidente russo Vladimir Putin ha sempre evidenziato che questi quesiti referendari si sono tenuti in ossequio al diritto dell’autodeterminazione dei popoli, sancito dall’articolo 1 della Carta ONU. Ritiene che tale principio possa valere anche per i territori che compongono l’Ita(g)lia?

 

Nella prima parte della domanda, Putin sostiene che questi referendum sono stati fatti, al di là dello sfregio della legalità internazionale precedente, in ossequio al diritto. Non è tanto il crederci o meno, quanto piuttosto è interessante concentrarsi sulla seconda parte della sua domanda: potremmo utilizzare i referendum per determinare la volontà dei popoli che compongono l’Italia? Possiamo affermare con certezza che all’interno dell’Italia, c’è un’area chiamata Veneto in cui se vi fosse organizzata una qualunque votazione referendaria, vedrebbe una stragrande maggioranza di favorevoli all’indipendenza. Delle altre aree, sappiamo meno. Sappiamo meno, perché ci sono stati meno sondaggi. Non perché ci fosse un grosso movimento indipendentista, poiché oggi la “questione indipendenza” in Veneto non è il tema politico dominante. Ma la mia sensazione è che stiamo andando nella direzione di uno sfascio tale, che la questione dell’indipendenza della propria regione, è fondamentale. Fondamentale finanche per il Molise, perché a un certo punto si capirà che l’unione con Roma distrugge ogni possibilità di vita dignitosa e, con essa, di quei piani di vita con un decoro piccolo-borghese, così come era stato possibile ancora con l’Italia. In qualche modo, devono essere organizzati dei referendum a cui bisognerà dare una risposta. Come tutti sappiamo, cinque anni fa ci sono stati dei referendum chiarissimi in Lombardia e Veneto, con cui queste due regioni chiedevano solo più autonomia e nessuno ha voluto dare una risposta. Il punto è che non devono essere piatiti e non devono essere assolutamente richiesti a Roma, quasi come se si trattasse di una gentile concessione. Le popolazioni che decidono di intraprendere un percorso di autogoverno, devono piuttosto chiedere lo scontro con Roma. Ho l’impressione che la situazione internazionale e quella generale dell’Italia la cui crescita economica negli ultimi 25  anni è stata inferiore a quella dello Zimbabwe e del Venezuela, possa favorire tale processo. Questo disastro economico che sta accadendo, presto costringerà tutti a pensare al futuro della propria famiglia e delle successive generazioni. Moltissime persone che oggi non ci pensano assolutamente, saranno costretti presto ad adottare delle vie che portano all’indipendenza della propria terra. Quali aree saranno, ora è difficile dirlo con esattezza. Non sappiamo se si debba ricalcare il modello delle regioni oppure se si debba pensare ad aree ancora più ampie, riferendoci all’Italia. L’Italia è un impero multinazionale, nel senso che è composta da tantissime nazioni: la Sicilia è una nazione, la Sardegna è una nazione così come il Veneto, il Sud o la Lombardia che anche potrebbero esserla. E finanche quello stesso Piemonte con tutte le sue evidentissime colpe nell’unità nazionale visto che ha fatto passare per brigantaggio, una guerra civile non dichiarata nei confronti dei cittadini del Meridione. All’interno dell’Italia, convivono minimo 4-5 nazioni riconosciute”.

 


- Cosa dovrebbero, in concreto e in rigorosa punta di diritto, fare questi territori affinché possano affrancarsi dal pernicioso stato ita(g)liano?

 

“La mia sensazione – osserva - non è che si dirimerà tutto in punta di diritto, quanto piuttosto si andrà a uno sbrego costituzionale con Roma. Sono tutte questioni di rigoroso carattere politico, di non facile interpretazione. Sono uno storico che si occupa in particolare di storia del pensiero politico americano fra la rivoluzione e la guerra civile. È abbastanza evidente che in punta di diritto, la secessione e il tentativo di indipendenza degli stati del Sud erano perfettamente legittimi oltre che costituzionali, eppure Lincoln rispose a ciò con l’uso della forza. Quando si giunge a certe questioni, in realtà il diritto scompare. E quindi, non è nelle carte internazionali che si possano trovare risposte ai problemi politici presenti, perché si tratta – solo ed esclusivamente -  di questioni di forza, che in certi momenti, riguardano solo ed esclusivamente la politica, e non certo il diritto. La Costituzione e la sua modifica, in considerazione di ciò, chiamano in causa dunque la politica. Tutto quello di cui parliamo - la Costituzione - è un documento politico che non ha nulla a che vedere con il diritto. Lo so che i miei amici, amano definirlo “diritto costituzionale” ma così non è, perché in realtà il diritto risolve le controversie fra i privati. La Costituzione è un documento politico che va assolutamente rinegoziato da tutte quelle aree che cominciano a comprendere come l’unione con Roma, implichi assolutamente la perdita della loro dignità borghese e di poter avere piani di vita appena appena civili”.

 


- Ha ancora senso parlare di secessione e indipendenza per i territori di Padania e Ausonia (Nord e Sud)?

 

“Sicuramente, la Padania è morta con Bossi. Anche se l’idea ha avuto un suo momento in un certo periodo perché l’area definibile quale “Padania” poteva anche essere immaginata come una Nazione. Secondo Gianni Brera, lo era perché si trattava della nazione più omogenea d’Europa. Diceva che da Torino a Rimini, c’era un’area in cui si viveva più o meno allo stesso modo, e si raccontano le stesse barzellette. È l’area del “me” o “mi”, intendendo con queste espressioni la parola “io”. C’era una certa unità linguistica, oltre che storica. C’era un movimento che all’articolo 1 del proprio statuto aveva messo l’indipendenza, che oggi è diventato assolutamente nazionalista in un breve lasso di tempo. Anche se – a dire il vero - già ai tempi del mio maestro Miglio, c’erano state le avvisaglie. Con il professor Gianfranco Miglio, capitava spesso di discuterne e di osservare come si trattasse del peggiore strumento per la migliore battaglia. Oggi non si capisce più nemmeno quale sia, la battaglia della Lega. Dal punto di vista, invece, del Sud io credo che possa esserci una macro-organizzazione fra i territori che compongono il Mezzogiorno continentale. In fondo, certamente, esiste una lunghissima storia comune all’interno del Sud, che mette insieme la Calabria, le Puglie e anche la Campania. E così via. Quella che sembra mancare, piuttosto, è la volontà delle popolazioni. Mi dispiace sempre, quando parlo con i miei amici meridionali, che gran parte di loro difendano proprio quello che è l’attaccamento alla mammella del Nord, che il governo di Roma gli garantisce. Ma che in realtà - conclude con una punta di malcelata amarezza -  è la garanzia del sottosviluppo del Sud”.

 

Francesco Montanino 


domenica 18 settembre 2022

IL VERO VOTO UTILE E IL NON VOTO INUTILE

 


Manca ormai una settimana al voto, e la campagna elettorale prosegue con spettacoli schifosi e vomitevoli offerti “aggratis” dai partiti di regime. Le carogne putrìde e puzzolenti che hanno appoggiato, chi più e chi meno, l’esecutivo del banchiere massone Draghi, si stanno affannando nel tentativo di convincere chi ormai non abbocca più alle loro spregevoli menzogne, della bontà delle loro idee. Accompagnate da espressioni di mero esibizionismo (ogni riferimento a Di Maio, Letta, Salvini e la Meloni non è puramente casuale) che abbiamo trovato francamente rivoltanti e dall’elevata pochezza umana e morale. Abbassamento della pressione fiscale, innalzamento delle pensioni, mirabolanti promesse di sviluppo e chi più ne ha più ne metta, stanno riempiendo le prime pagine di giornali, divenuti ormai meri strumenti di becera propaganda di una dittatura bastarda e criminale.



Ci si chiede con quale incredibile faccia tosta e arroganza (per non dire di peggio….) si permettono costoro non solo di chiedere il voto ai cittadini, dopo averli discriminati e minacciati con la squallida storiaccia dei vaccini, ma anche di bollare come inutile il dissenso espresso a favore di quelle liste che si sono presentate chi con l’intento di abolire la follia nazistoide del green pass, e chi invece di riallacciare le relazioni diplomatiche ed economiche con la Russia, vittima di assurde sanzioni imposte solo per assecondare i desiderata della feccia umana di stanza a Washington e dintorni?



Siamo piuttosto dell’idea che a essere inutili siano i vari Letta, Conte, Di Maio, Salvini, Meloni, Berlusconi, Renzi, Calenda e tutta la combriccola unita appassionatamente nel negare i più elementari diritti a quei cittadini che hanno preferito non farsi inoculare nulla, visto e considerato che questo stato di delinquenti e mafiosi non si è voluto assumere le proprie responsabilità nel caso di effetti avversi, prodotti da intrugli che – è bene sempre ricordarlo – sono ancora in fase di sperimentazione e che hanno prodotto infarti, miocarditi, pericarditi e tante altre gravi patologie nei corpi di chi si è fatto anche tre o quattro dosi. Checché squallidi gazzettieri e intellettuali da strapazzo al soldo di lobby e centri di potere, continuino a raccontarci una montagna di bugie dalla mattina alla sera.



Vediamo dunque di buon occhio le liste che si presentano quale segnale chiaro di rottura e di discontinuità nei confronti di politiche scellerate come quelle poste in essere dalla cosiddetta “agenda Draghi”. Un’agenda buona solo per poterci pulire il deretano per quanto è palesemente sfavorevole agli interessi di cittadini e imprese che chiedono solo di vivere in libertà e in santa pace, e di poter decidere con chi fare affari e con chi no. Perché la storia delle sanzioni vigliacche imposte alla Russia nel conflitto che la vede impegnata a denazificare l’Ucraina ha prodotto quale effetto indesiderato, il crollo del fatturato di molte realtà imprenditoriali del settore ricettivo e l’aumento sconsiderato del prezzo delle bollette della luce e del gas, che sta mandando letteralmente sul lastrico intere famiglie ed imprese. Varrebbe solo la pena ricordare poi che questo governo di infami mentre si sta affannando a fornire soldi e armamenti al regime nazista di Kiev (e già qui ci verrebbe da chiedere al PD dov’è andato a finire l’antifascismo di cui tanto si riempie la bocca ad ogni piè sospinto…), non si riescono a reperire quelle risorse necessarie per permettere ai cittadini e agli imprenditori di tenere botta, a quello che si preannuncia come un vero e proprio bagno di sangue. La fine della stagione estiva e l’abbassamento progressivo delle temperature, fra poche settimane ci porterà a dover riaccendere i caloriferi e lì ci sarà davvero da piangere. Il prezzo del gas – complici anche le vergognose speculazioni poste in essere dai soliti criminali in doppiopetto – sta crescendo in misura proporzionalmente maggiore rispetto a quello dell’energia elettrica. E dunque diventa all’ordine del giorno, il tema della ricerca delle fonti alternative energetiche.



C’è da restare letteralmente sgomenti e anche incazzati a morte di fronte all’assenza cronica di politiche volte a far in modo che questo sgangherato paese (che in gran parte dei suoi territori dispone di sole per quasi tutto l’anno), non abbia mai seriamente pensato quantomeno di replicare quello che nei paesi nordeuropei è già realtà ormai da interi decenni. Il fotovoltaico, l’eolico e il marino sarebbero eccezionali opportunità anche di lavoro e sviluppo, oltre che di indipendenza energetica e rispetto dell’ambiente, se solo avessimo avuto una classe politica avveduta e realmente disposta a fare gli interessi dei cittadini.

E, invece, così non è mai stato. Del resto, basta leggere la storia recente per capire che i giullari che si sono alternati nell’agone politico, abbiano piuttosto risposto ai diktat di lobby e centri di potere di stanza al di fuori dei nostri confini. La misteriosa morte di Enrico Mattei che voleva renderci liberi e indipendenti dal punto di vista energetico e in opposizione alla volontà del cartello petrolifero rappresentato dalle cosiddette “sette sorelle”, dovrebbe essere da solo più che sufficiente come risposta all’eterna dipendenza da paesi canaglia come gli Stati Uniti d’America. Che, con la storia delle sanzioni alla Russia, adesso ci sta costringendo ad acquistare petrolio e gas a prezzi esorbitanti. Non facciamo fatica a sospettare che, in questa vicenda, possano essere delle ricche e succulenti bustarelle erogate a favore di quei politici che insistono nel farci dipendere dagli USA. Che siamo diventati colonia dei bulli guerrafondai a stelle e strisce, anche questo è un dato di fatto più che acclarato e che ormai non fa nemmeno più notizia, per quanto è lapalissiano.



Tornando al voto del 25 settembre, rispettiamo ma non condividiamo la scelta di chi ha deciso di non volersi recare alle urne. L’astensione fa il gioco di questi delinquenti, ed è chiaro che i voti dati alle liste che si oppongono o quanto meno intendono porre un bastone fra le ruote a questo regime, sono i veri voti utili. Perché possono dare un segnale molto forte, e far capire che la stragrande maggioranza dei cittadini ne ha le palle piene della loro ipocrisia e incapacità.



Non essendo riusciti a presentarci a causa del risicatissimo tempo a disposizione per poter raccogliere le firme utili per far sì che la nostra lista potesse dare battaglia in queste e anche nelle prossime settimane, ci siamo già espressi in merito all’opportunità di lasciare piena libertà di coscienza ai nostri elettori. Se proprio dovessimo dare un’indicazione, le liste che ci sembrano essere maggiormente vicine alle nostre idee - ad eccezione naturalmente della forma di stato che per noi può essere solo rigorosamente federale e con la doverosa premessa e promessa di monitorarne le evoluzioni future - a conti fatti, sono due. La prima è quella di VITA, guidata dalla coraggiosa Sara Cunial e in cui sono confluiti molti di quei medici considerati “eretici” dalla medicina ufficiale di regime, solo perché non solo hanno manifestato la loro contrarietà agli intrugli fatti impropriamente passare per “vaccini”, ma anche indicato un protocollo di cura per il Covid del tutto opposto al “Tachipirina e vigile attesa” indicato da quell’inetto patentato del ministro Speranza!



L’altra indicazione che ci sentiamo di dare è quella della lista del sindaco di Messina, Cateno De Luca che si è presentato per il rinnovo dell’assemblea regionale siciliana e che pare sia intenzionato (finalmente, è proprio il caso di dire) di dare attuazione allo Statuto della Nazione Siciliana, frutto delle lotte indipendentiste dell’indimenticato patriota, Salvatore Giuliano.

Per quel che concerne, il resto delle liste che si sono dichiarate essere “antisistema”, ribadiamo la nostra totale diffidenza nei confronti di Italexit dell’infiltrato salviniano Paragone e  di Ita(g)lia Sovrana e Popolare del massone Toscano che ha imbarcato al proprio interno anche Rizzo e il fotoreporter Giorgio Bianchi, e che probabilmente altro non è, che l’ennesima operazione di regime con cui portare su un binario morto il crescente malcontento che sta montando in strati sempre più ampi della popolazione.



È per questo e tantissimi altri motivi che tutti ben conosciamo che l’unico voto utile, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è quello che non verrà dato a quella banda di furfanti e lestofanti del regime romano, che in questi ultimi 2-3 anni ci ha reso non solo più poveri ma anche meno liberi, di quello che già non eravamo. Allo stesso modo non sarà utile il non voto di astensione che farà un gran favore proprio alla stessa banda. 

Francesco Montanino 

mercoledì 31 agosto 2022

ELEZIONI POLITICHE 2022: IL PESO DELL’OPPOFINZIONE

 


Il prossimo 25 settembre, come tutti ormai sanno, si tornerà a votare dopo la caduta del Governo Draghi. Con una decisione che sa tanto di vero e proprio colpo di mano (se non addirittura di Stato), il presidente Mattarella ha sciolto le Camere e indetto le elezioni, a soli 70 giorni dalla fine dell’esecutivo guidato dal massone e banchiere. Di fatto, questo ha significato, per chiunque avesse avuto l’intenzione di presentare una propria lista, l’obbligo di andare a raccogliere le firme sotto gli ombrelloni! Uno scenario così grottesco e assurdo, che però nella repubblichetta delle banane è la normalità. E che risponde all’esigenza dei partiti di regime, di attaccarsi alle poltrone allo stesso modo con cui una cozza si incolla tenacemente allo scoglio.

Insomma nulla di nuovo sotto il sole, è proprio il caso di dire. Ma nonostante ciò non possiamo non esimerci dal fare un’analisi della situazione. Semiseria, perché è meglio ridere per non piangere considerando quello che ci aspetta nei prossimi mesi, una volta tornati dalle vacanze e rituffati nella monotonia e nei problemi della vita quotidiana.



In primis, i ventilati e temuti aumenti del prezzo del gas. Tutte le carogne che infestano e appestano con la loro puzza l’ambiente, continuano ad affannarsi con ripetere il mantra stucchevole e perculatorio di “è tutta colpa di Putin”, addossando al conflitto russo-ucraino la motivazione della ragguardevole quotazione del gas. Risulta a dir poco singolare un tale ululare alla luna, se si considera che in realtà fino a qualche tempo fa la Russia del “cattivissimo” Putin ci forniva il gas a un prezzo addirittura inferiore del 50% a quello di mercato. Ma siccome siamo colonia USA dal 1946 e dobbiamo continuare a recitare la parte dei servi sciocchi della NATO, ecco che non solo ci siamo accodati alla stupida e masochista liturgia delle sanzioni europee ma, non contenti, ci siamo pure preoccupati di fornire armi all’Ucraina del nazista Zelenskyi andando – seppur indirettamente - a dichiarare guerra alla Russia! Un atteggiamento, a dir poco, improvvido oltre che scellerato che va in netto contrasto con quanto stabilito dall’articolo 11 della Costituzione che statuisce il ripudio della guerra “quale mezzo di soluzione delle controversie internazionali” e semmai la contempla, ma nel solo caso in cui qualcuno si fosse preso la briga di dichiarare guerra a questo ridicolo e sgangherato paese! Un vero e proprio abominio che non smetteremo mai di condannare, anche in considerazione dei secolari rapporti anche culturali, oltre che storici, che legano Ita(g)lia e Russia.



Da tutti i partiti di regime, un unico gracchiare contro Putin e a favore del pupazzo di Soros, Zelenskyi. Tranne rare eccezioni, si sta assistendo poi alla fiera delle banalità e delle promesse da marinaio, degne dei peggiori regimi sudamericani. Doveroso iniziare dal partito fogna per antonomasia, ovvero il PD da sempre rifugio dei trasformisti, dei finti buonisti, dei fannulloni, degli opportunisti e dei peggiori presuntuosi. I post-comunisti – udite udite – promettono aumenti nelle buste paga dei lavoratori, dopo averci riempito di tasse nel corso degli anni. Certo che di faccia tosta ne hanno davvero tanta, considerando che al governo in questi ultimi due anni c’è stato proprio il partito di quella faccia da baccalà lesso di Enrico il Lettino (considerando il periodo balneare) e che si sono affannati ad eseguire l’agenda Draghi. Volta a limitare e sopprimere le libertà di quei cittadini che non si sono voluti piegare al ricatto vaccinale e che, anzi, si sono dovuti sorbire sulla propria pelle le folli e vergognose discriminazioni poste in essere da una classe dirigente composta da vigliacchi della peggiore specie.

Il partito di Bibbiano che tanta ripugnanza (solo di facciata) gli aveva ingenerato, è diventato la cuccia del bibitaro che tante figuracce ha rimediato, negli anni in cui è stato improvvidamente collocato alla Farnesina. Giggino “il bibitaro dello Stadio San Paolo di Napoli”, si ripresenta con incredibile sfacciataggine in una delle liste chiaviche, poste in essere da questa sinistra famelica e bugiarda. La caccia alle poltrone, è diventata un vero e proprio affare di famiglia come confermano le candidature della moglie di Franceschini, della sorella di Fratojanni e di tanto altro putridume scafo-comunista che purtroppo abbiamo imparato a conoscere, in questi anni di dittatura.



Sui pentadementi invece bisogna calare un velo pietoso: non dobbiamo assolutamente dimenticare la follia dei DPCM di Conte, nel periodo in cui siamo stati costretti agli arresti domiciliari in casa nostra. Il lockdown è un qualcosa di così abominevole e squallido che è tranquillamente assimilabile ai crimini contro l’umanità, considerando anche la gestione dilettantesca della pandemia con il business delle mascherine e dei DPI che evidentemente hanno gonfiato le tasche di qualcuno (vero, Arcuri?).

Passiamo poi per il duo disgrazia Renzi-Calenda che richiama alla mente il film “Scemo&PiùScemo”, nel patetico tentativo di instaurare il terzo Pol(l)o per far cadere nella trappola gli allocchi che credono nel loro essere realmente alternativi ai due principali schieramenti.



Dall’altro lato della barricata, troviamo un centrodestra composto da pagliacci e beduini della peggiore specie. La Fruttarola Melonara propone, come Berlusconi e Salvini, la flat tax in tutte le salse (si va dal 15% del fannullone padano al 23% del cavaliere mascarato), annunciando e garantendo il servilismo agli americani. Sulla Lega di Salvini un tempo per l’indipendenza della Padania, naturalmente, spendiamo qualche riga. Con quale coraggio Salvini e i suoi scagnozzi osano parlare di autonomia, quando i referendum del 2017 in Lombardia e Veneto sono rimasti, sino ad oggi, lettera morta? Hanno cancellato dal dibattito politico ogni accenno al federalismo, e tornare ad agitare quello che era un cavallo di battaglia del Carroccio dei primordi, francamente ci sa tanto di minestra riscaldata e contentino, con cui provare a illudere e prendere in giro quei leghisti della prima ora, rimasti delusi dalle piroette di un partito che ormai è parte integrante di Roma ladrona.

E il resto? Si tratta, tranne un solo caso di cui parleremo più in là e che monitoreremo nelle prossime settimane, di vera e propria OPPOFINZIONE. Il cui unico scopo è quello di convogliare in un alveo facilmente controllabile la rabbia e la sfiducia che animano la stragrande maggioranza dell’elettorato. Perché astensionisti, schede bianche, schede nulle e voti di protesta, oggi, rappresentano la maggioranza non più silenziosa di questo paese, che bisogna assolutamente cercare di portare su un binario morto. Un bacino che, se trovasse una rappresentanza politica che ne incarnasse la voglia di cambiamento, vincerebbe le elezioni a mani basse e per manifesta superiorità (vedi il M5S di cinque anni fa che doveva aprire il Parlamento come una scatoletta). Partendo dal Paragone che non c’è, si arriva ad Alternativa per l'Italia -  No Green Pass, rappresentata da Mario Adinolfi (insieme all’ex Casapound Di Stefano) e alla lista del massone Toscano che ingloba, fra gli altri, Marco Rizzo e il fotoreporter Giorgio Bianchi.



In particolare, riteniamo che il peso dell’oppofinzione ricada tutto sulle spalle grosse di Adinolfi, a giudicare dalle possibilità di superare lo sbarramento del 3%, nonostante abbia imbarcato (con buona pace di qualcuno) tanto (s)fascistume al proprio interno. Una teoria supportata dal fatto che stranamente le liste, pur essendo state faticosamente raccolte le firme ad una ad una dai vari movimenti facenti parte di questa eterogenea alleanza, non siano state poi presentate in molti collegi importanti come la Lombardia, la Toscana, la Liguria e la Campania. Il sospetto che abbiamo è che ci sia stato un tacito patto di desistenza con il sistema dei partiti, suggellato allo scopo di non disturbare e interferire, secondo la logica dei soliti patti alimentari . Resta, a questo punto, da verificare se questo movimento dunque riesca ad entrare nel Parlamento. Questo – come cantava il grande Lucio Battisti – “lo scopriremo solo vivendo”, ma gli auguriamo di vero cuore di farcela….

L’assenza di una valida rappresentanza politica potrebbe indurre qualcuno a votare IL NULLA, ovvero la lista inventata (chissà quanto per caso….) in maniera satirica e goliardica dal comico Gene Gnocchi. Un’operazione che, per certi versi, ricorda un po' quello che fece la Lega Sud Ausonia, in occasione delle Comunali di Napoli nel 1997, con la leggendaria trovata del personaggio di Antonio La Trippa, candidato virtualmente con tanto di campagna elettorale reale e manifesti, a seguito di una inesistente esclusione e che portò 25mila napoletani a scrivere sulla scheda elettorale "La Trippa". Che effettivamente la politica itagliana sia rappresentata dal nulla, è un dato di fatto sotto gli occhi di tutti. Perciò non ci stupiremmo se qualcuno, al momento di andare alle urne, si ricordasse del simbolo di Gene Gnocchi.



Lasciamo ai cittadini la libertà di scegliere chi votare, invitando tutti a esprimere la propria preferenza. Se proprio dovessimo dare un’indicazione di voto, non essendoci presentati a causa del risicatissimo tempo entro cui provvedere a espletare tutte le operazioni necessarie per presentare una lista, la scelta potrebbe anche ricadere sul movimento VITA, in cui sono presenti anche i medici che si sono opposti alla follia vaccinale ed esponenti politici come Sara Cunial che hanno fatto parlare di sé, per le proprie coraggiose battaglie negli scorsi mesi. Sarà poi ovviamente necessario verificare se questa lista terrà fede o meno alle belle promesse che si leggono sul loro programma, messo nero su bianco sul loro sito internet, ma anche qui, ne abbiamo già viste tante, come quelli che volevano aprire il Parlamento italiano come una scatoletta di tonno.

Francesco Montanino



domenica 24 luglio 2022

Solidarietà agli imprenditori bufalini Campani

 

L'Italia tutta si avvia a precipitare nel caos più totale, non certo per le dimissioni del Governo Draghi ma per le politiche che il Governo dei "migliori " ha scelto di compiere in questi diciotto mesi di insediamento. Nelle passate settimane e in questi giorni assistiamo a mobilitazioni di operai in fabbrica in sciopero permanente, agricoltori che non riescono a sopravvivere per via dei costi di gestione sempre più elevati preferendo non coltivare terra e non raccogliere frutti, tassisti in rivolta impossibilitati nel svolgere il proprio mestiere tutto a vantaggio di multinazionali del trasporto per precisa indicazioni dell'Unione Europea, in queste ore invece nella nostra Campania assistiamo al grido di disperazione di tanti allevatori e imprenditori bufalini.



Decine e decine di imprenditori del casertano, patria del migliore latte e della migliori mozzarella di bufala, hanno deciso di manifestare avviando un corteo con mezzi agricoli partendo dal casertano e giungendo fino a Napoli a Palazzo Santa Lucia sede del Consiglio Regionale della Campania. La protesta è tutta incentrata alla lotta della brucellosi e alla tubercolosi delle bufale. Un piano che gli allevatori contestano perché le loro proposte di cure mediche e prevenzione, al posto dell'abbattimento delle bufale (poi rivelatasi sane), non vengono accolte.


La protesta si è conclusa con lo sversamento di decine di litri di latte su di una bara davanti all'ingresso della Regione protetto da decine di agenti di polizia e carabinieri, a simboleggiare la lenta ma determinante morte del settore. I manifestanti intanto hanno dato appuntamento a tutti i partecipanti al 28 Luglio corrente anno a Roma ove verrà fatta esplicita richiesta di incontro con tutti i partiti proprio perchè da parte della Presidenza della Regione Campania non c'è stato l'ascolto istituzionale dovuto. Non c'è da aspettarsi cose idilliache da personaggi che hanno sostenuto questo Governo ma l'unica cosa certa è che ancora una volta sono i lavoratori a rimetterci dalle scelte scellerate imposte dall'Unione Europea e dal banchiere d'affari Mario Draghi che ha sempre pensato solo ed esclusivamente agli interessi delle Banche e delle multinazionali e dei burocrati europei e nazionali.

Galeotalanza Saverio
Popoli Sovrani - Lega Sud Ausonia Campania






 
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