Un’intera popolazione costretta a lasciare le proprie case perché il terreno su cui poggiano si sta sbriciolando.
Il dramma vissuto dai cittadini di Niscemi è un pugno nello stomaco che non può lasciare indifferenti. Ancora una volta, la Sicilia paga il prezzo più alto di un evento meteorologico di eccezionale violenza: dopo le mareggiate che hanno devastato le coste, il ciclone Harry è tra le principali concause della frana che sta inghiottendo il quartiere. Oltre mille persone evacuate. Con loro cresce una rabbia antica, indirizzata a una classe politica che si è presentata sul posto solo per la rituale passerella. Le visite di Schlein e Meloni non sono passate inosservate in una comunità che si sente tradita e abbandonata.
Ora, dietro le solite promesse, si tenta di liquidare il dramma con la scorciatoia morale dell’abusivismo edilizio: una giustificazione comoda, crudele, disumana. Un modo vigliacco per lavarsene le mani.È lo stesso schema che si ripete da decenni. Si invoca l’unità nazionale solo quando conviene, mentre si criminalizza sistematicamente la parte più fragile e volutamente meno sviluppata del Paese.
Eppure, quando calamità analoghe colpiscono il Nord, la solidarietà diventa immediata, doverosa, persino obbligatoria. Poco importa se anche lì si è costruito sugli argini dei fiumi, spesso con condoni successivi. La doppia morale è sotto gli occhi di tutti. È qui che l’Italia, intesa come entità politica, mostra il suo fallimento. Non da oggi.
Ed è qui che torna drammaticamente attuale la lezione di Carlo Cattaneo: territori profondamente diversi per storia, cultura e struttura economica non possono essere governati come fossero un corpo omogeneo. Solo un vero federalismo potrebbe ricomporre una frattura che è ormai evidente. Perché quando una parte del Paese guarda l’altra con sospetto e disprezzo, la secessione è già avvenuta. Non nei confini, ma nei fatti.
E Niscemi è solo l’ennesima prova che ignorarlo, significa condannare il Sud a continuare a pagare da solo il prezzo delle scelte altrui.
Francesco Montanino

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