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domenica 25 gennaio 2026

PER L'ITALIA IL CICLONE CHE HA INGHIOTTITO E DEVASTATO 200 KM DI COSTE AL SUD NON E' DEGNO DI NOTA

 


E volevano fare il Ponte sullo "Stretto"! 

La catastrofe naturale che ha colpito nei giorni scorsi Sicilia, Calabria e Sardegna sta vergognosamente passando in cavalleria. Nell’indifferenza generale, si sta facendo la conta dei danni provocati da un evento meteorologico quasi senza precedenti. La stima è ancora provvisoria, e si parla di circa due miliardi di euro. Quel che è certo, è che questo ciclone ha eroso interi tratti di costa del litorale jonico (oltre 200 km.) fra Calabria e Sicilia, oltre che la Sardegna orientale, e che in tanti hanno perso tutto.

Case e attività commerciali sommerse da acqua e sabbia. Così come, è stato letteralmente devastato un tratto della ferrovia che collega Messina con Catania. Le immagini di devastazione e distruzione stanno letteralmente facendo il giro dei social e di strumenti di divulgazione e condivisione come YouTube. Ma non certo dei principali media che stanno dedicando uno spazio informativo, praticamente insignificante, per non dire del tutto nullo. Hanno minimizzato e ridimensionato tutto, mentendo sapendo di mentire. Sarebbe dovuta scattare subito una gara di solidarietà con raccolta fondi per aiutare queste sfortunate popolazioni, e invece….niente di tutto questo! Evidenziando - casomai ce ne fosse stato ulteriormente bisogno - perché il livello e la qualità dell’informazione, sono sugli stessi livelli (se non, addirittura peggio) delle repubbliche centroafricane.

Popolazioni disperate e abbandonate al proprio destino, che chiedono solo di poter vivere dignitosamente nella propria terra. Le scene di quei ragazzi che hanno spalato il terreno che aveva rivestito i tratti di costa spazzati via dal ciclone Harry, hanno fatto il giro del web. Siccome però fanno a pugni, con lo stereotipo che vuole il meridionale quale fannullone, lavativo, piagnone e vittima, ecco che si decide di far calare la cortina del silenzio. Un’ulteriore conferma della mediocrità dell’informazione di questo ridicolo e scalcagnato paese. I pennivendoli e gli intellettualoidi di questo regime, del resto, hanno il compito di disinformare e di leccare il culo a un apparato di potere che dal 1861 non ha mai perso l’occasione per denigrare e affossare il Sud! E il dramma che si è abbattuto, ancora una volta, sulla nostra martoriata terra, non poteva certo rappresentare un’eccezione, che confermasse tale regola.

Dietro la patetica scusa dell’abusivismo edilizio (come se le costruzioni sulle rive di torrenti e fiumi, quando si generano le precipitazioni atmosferiche distruttive al nord, dovrebbero esistere per diritto divino), stiamo assistendo al gran gala’ dell’ipocrisia travestita da doppia, insopportabile morale. Il ciclone che ha flagellato il Sud e la Sardegna, è stato catastrofico perché si è venuta a creare una configurazione assai particolare, dal punto di vista meteorologico. Un evento del tutto eccezionale, così come conferma anche il dato rilevato dalle boe dell’ISPRA in merito all’altezza delle onde che ha raggiunto il picco di ben 16,7 metri al largo di Portopalo di Capo Passero nel braccio di mare che separa il Canale di Sicilia da Malta, nel cuore del Mediterraneo. Un picco mai registrato, da quando è stato introdotto questo particolare strumento di rilevazione nel 1989. E che la dice davvero lunga sul fatto che di fronte a un simile fortunale, ci sarebbe stato ben poco da fare praticamente ovunque e per chiunque.

Al di là di questi che sono tutt’altro che dettagli da trascurare, è il totale menefreghismo mostrato dalle istituzioni italiote a fare rabbia. In particolare, gradiremmo sapere dal fannullone padano Salvini se abbia ancora davvero senso, parlare di costruire il ponte sullo Stretto di Messina quando in Sicilia per arrivare da Catania o Siracusa nella parte occidentale dell’antica Trinacria, occorrono la bellezza di 10 ore se si decide di prendere il treno. O magari, del binario unico che è ancora presente in ampie zone della Calabria. Preferiamo, infine, stendere un velo pietoso sulla mancanza di strade e infrastrutture logistiche in queste regioni, che eppure avrebbero le potenzialità per emergere e intraprendere uno sviluppo economico in grado di non far fuggire altrove le migliori energie, a cercare fortuna. L’idea bislacca di costruire un ponte che colleghi Calabria e Sicilia, infine, cozza anche con la geologia di questi territori: non va, infatti, dimenticato che proprio in quell’area nel 1908 si verificò uno dei terremoti più forti mai registrati nella penisola, con lo tsunami che seminò morte e devastazione così come attestano le oltre 100mila vittime riportate dalle cronache di quel tempo.

Un ministro delle infrastrutture e dei trasporti che ignora questi dati, è totalmente inadeguato a rivestire questo delicato ruolo. Adesso, ci si sono aggiunti anche i danni provocati da questa straordinaria ed epocale ondata di maltempo che ha letteralmente messo in ginocchio, queste due regioni che già stanno facendo tanta fatica ad andare avanti. Siamo davvero curiosi di vedere come ancora ci delizierà, questo patetico voltagabbana che ha fatto scomparire dai radar della discussione politica, quel federalismo che - mai come oggi - è l’unica soluzione possibile per evitare che il Bel Paese sprofondi definitivamente!

Tornando alla sciagura che ha colpito Calabria, Sardegna e Sicilia, ciò che abbiamo avuto modo di notare, è che quando frane e alluvioni o altre calamità come i terremoti, mettono in ginocchio Emilia-Romagna, Toscana o Liguria, ecco che dobbiamo stare tutti sugli attenti, e partecipare alla ricostruzione. Oltre che essere sensibilizzati a reti unificate, sulla necessità di prendere parte alla raccolta fondi! Stavolta, no. Non è stato così. Si è deciso proditoriamente, e sulla base di un insopportabile e odioso pregiudizio, di negare a queste regioni colpite da un disastro epocale, la solidarietà e l’appoggio morale di cui eppure avrebbero tanto bisogno in queste ore di rabbia e smarrimento!

Si è starnazzato all’abusivismo edilizio, per giustificare e fingere di avere la coscienza pulita, adducendo che si sarebbe trattato del solito spreco di danaro pubblico quale vergognosa motivazione. E che dunque queste popolazioni, si devono arrangiare perché lo hanno voluto loro! Ignorando però in maniera artata, che quelle case e quelle attività commerciali sono state costruite anche 50, 70 e 100 anni fa. E che li, sono racchiusi i sacrifici di una vita.

Ora, è vero che ci sono state anche situazioni in cui l’uomo si è spinto troppo nel costruire e sfidare la natura. Ma fare di tutta un’erba un fascio, anche no! La doppia morale, dunque, risparmiatecela! Così come, la vostra inutile e deleteria presenza! Perché quando deciderete di mettere piede in Sicilia, Sardegna e Calabria sappiate che i calci nel culo che vi riserveranno, ve li sarete andati a cercare e saranno oltremodo legittimi!

Se vorrete essere coerenti fino in fondo con le vostre idee al Sud, che tanto schifate, non dovete metterci più piede! Sarebbe ora davvero di chiedervi il passaporto, ogni qual volta che varcherete i confini del Garigliano! Quando capiremo che l’unità d’Itaglia è una solenne presa per il culo, per giustificare quella che è - a tutti gli effetti - solo una colonizzazione e un’ignobile operazione, volta solo a sfruttarci economicamente e a renderci subalterni a un sistema che di democratico non ha proprio nulla?


Francesco Montanino




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