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lunedì 18 dicembre 2017

ITAGLIA SEMPRE PIU' POVERA E CON MENO LAVORATORI: ECCO I NUMERI


A dispetto dei toni trionfalistici con cui questo esecutivo di abusivi ed incapaci vorrebbe farci credere che il peggio ormai è alle spalle, le statistiche sulla povertà e sulla disoccupazione, lasciano ben poco spazio a qualsiasi ottimistica interpretazione. Gli indigenti in questo immondezzaio chiamato Itaglia crescono sempre di più, così come il debito pubblico ed il numero di senza lavoro che in alcune aree del Sud, superano anche il 70% se pensiamo ai giovani.
Un quadro a dir poco desolante e deprimente, creato da una classe politica composta da veri e propri delinquenti che in questi anni hanno umiliato e mortificato le aspettative di un’intera generazione, condannandola ad un futuro fatto di stenti e con la prospettiva di una vera e propria guerra fra poveri mentre loro continueranno a tenere ben saldo il proprio fetido culo sulle poltrone.
Perché non ci viene in mente davvero nessun altro modo per definire quello che questi accattoni hanno scientemente e consapevolmente creato, in attuazione di quell’abominio chiamato Piano Kalergi (dal nome del bastardo che lo ha concepito) che prevede, a lungo andare, la nostra sostituzione etnica. Così come comprovano gli sbarchi quotidiani delle “risorse” provenienti soprattutto da zone in cui non ci sono guerre o quantomeno conflitti di un certo tipo, che non abbiamo mai smesso di denunciare anche in considerazione del vero e proprio mercimonio perpetrato dalle coop vicine politicamente alla maggioranza che sostiene un esecutivo che, ricordiamo, non è stato eletto da nessuno.

Tornando alle cifre divulgate dall’EUROSTAT (Istituto Europeo di Statistica), lo scenario è molto chiaro nella sua crudezza: oltre all’indice di povertà che si è allargato in maniera a dir poco inquietante anche ai più giovani, la percentuale degli occupati non arriva neppure al 40% (con punte che al Sud arrivano anche in alcune aree al 60-70%) e le previsioni non lasciano intendere davvero niente di buono. Si allarga la forbice fra Nord e Sud del paese, così come le tasse che gravano su redditi ormai dissanguati sono inaccettabili, oltre che vergognose!
L’ipotesi di ritoccare verso l’alto l’IVA al 25% quale ultimo, scellerato atto di questo governo prima del ritorno alle urne infatti fa letteralmente a pugni con una ripresa che è ancora molto blanda e che non è tale, a nostro avviso, da giustificare l’ennesimo salasso fiscale buono solo per continuare a foraggiare un carrozzone che è ormai arrivato al capolinea.
Un altro triste primato, che andrebbe ad aggiungersi a quello del numero di poveri presenti in questo sgangherato paese che è triplicato negli ultimi 10 anni (alla faccia di chi ancora oggi sostiene che grazie all’Euro saremmo stati tutti più ricchi, lavorando di meno….). Per rendere meglio l’idea, è stata raggiunta l’inquietante cifra di 10,5 milioni di persone che vivono in condizioni di deprivazione.

In merito poi alla risposta del governo sul modo attraverso cui si vorrebbe aumentare il numero degli occupati, possiamo a ragion veduta affermare che fa letteralmente ridere, per non piangere: l’idea di una politica di industrializzazione comune ventilata negli ultimi giorni dal Ministro dell’Economia Calenda, è ridicola per non dire altro perché semmai occorrerebbe puntare sulle peculiarità dei territori per provare a sostenere una ripresa che, ad onor del vero, facciamo davvero fatica ad intravedere.
E non adottare una ricetta che la storia ha dimostrato essere fallimentare e che risponde infatti ad una logica vecchia e decrepita, dal momento che questo paese è sempre più spaccato in due, se si analizzano i principali indicatori economici (PIL, disoccupazione, inflazione e reddito pro-capite). Non per chi, crede ancora che lo statalismo esasperato possa essere l’unico rimedio per continuare piuttosto, a nostro avviso, a gettare fumo negli occhi di chi ancora si ostina a non voler capire.


Anche la misura tipicamente clientelare ed assistenziale che è il reddito di inclusione, non ci trova per nulla d’accordo perché è una sorta di mancetta elettorale con cui provare a conquistare quella fetta di elettorato che fatica a portare il piatto a tavola.
Ci teniamo a sottolineare e a evidenziare che semmai sarebbe il caso di abbassare le tasse portandole ad un livello degno di un paese civile, tanto per gli imprenditori quanto per i lavoratori ed i pensionati, oltre che tagliare la spesa pubblica improduttiva ed inutile per dare respiro ad un’economia che soffre anche dei continui diktat provenienti da Bruxelles. Il ritornello “ce lo chiede l’Europa”, certi soloni farebbero bene a ripeterselo da soli e laddove non batte il sole, invece di imporlo in maniera ossessiva e liberticida a tutti, solo perché devono continuare a sbafare sulle nostre spalle insieme agli “amici degli amici”!

Le prospettive politiche, fatta questa doverosa premessa, non sono tali da indurci all’ottimismo. Fra pochissimi mesi, torneremo alle urne ma l’impressione netta che abbiamo è che l’andazzo gattopardesco tutto itagliano del “cambiare, affinché nulla cambi” anche stavolta sarà confermato. Sullo sfondo, un astensionismo ed una disaffezione totale alla politica che anche stavolta faranno sì che il partito del “non voto” alla fine sarà quello che otterrà la maggioranza.
Questo perché la lotta alla spartizione delle cadreghe è ormai partita, e quando quello che dovrebbe essere il leader dell’opposizione Silvio Berlusconi si spinge addirittura a dichiarare che se non ci saranno vincitori, sarà meglio proseguire con l’inetto Gentiloni, si capisce che non potranno mai esserci né futuro, né tantomeno speranze.
Su Renzi e tutto il pattume di centrosinistra, il biasimo non potranno mai conoscere un limite considerando il disastro nel quale ci hanno trascinato in questi anni, mentre per Grillo e Salvini nati quali contenitori utili per arginare gli estremismi ormai si è capito che si tratta di operazioni poste in essere dal regime che deve tenere in un alveo facilmente controllabile, una protesta che sta fortemente covando sotto la cenere.

L’ebete fiorentino continua a raccontare menzogne a gettito continuo, insieme ai propri sodali, immaginando un mondo che esiste solo nei suoi sogni. Non più tardi di un anno fa aveva solennemente annunciato che, in caso di sconfitta nel referendum costituzionale si sarebbe allontanato dalla scena politica. A distanza di 12 mesi, ce lo ritroviamo ancora a pontificare ed a ingannare i cittadini con la sua insopportabile prosopopea. E con certi personaggi da lui imposti come Maria “Etruria” Boschi che non si vuole dimettere, dopo le schifezze combinate dalle banche di famiglia che hanno letteralmente truffato migliaia e migliaia di risparmiatori! O lo stesso Presidente della Camera Laura Boldrini che dovrebbe spiegarci come mai una donna stuprata e violentata da una delle sue amate (?!) risorse (che ci costano tantissimo, a dispetto di ciò che lei e le altre anime candide della sinistra vorrebbero farci credere…), non meriti identico sdegno e rispetto di quella soggetta a percosse da un maiale itagliano!!!
In un paese civile, come potrete capire, simili personaggi sarebbero già stati sbattuti in galera, se non addirittura passati per le armi per tutti i crimini di cui si sono macchiati! Stendiamo infine un velo pietoso sul Ministro dell’Istruzione e dell’Università Fedeli che non si sa neppure se abbia un titolo di studio o meno e che è un’offesa vivente a chi ha trascorso anni ed anni sui libri per elevare la propria formazione culturale e professionale.
Discorso a parte, va invece fatto per gli altri due clown della politica itagliana, ovvero Beppe Grillo e Matteo Salvini.

L’ex comico è sempre più un fenomeno da baraccone, e l’ipotesi che il premier potrebbe essere l’ex addetto alla vigilanza negli stadi Luigi Di Maio la dice tutta sulla totale incapacità del M5S di esprimere un leader degno di questo nome. In molti, continuano a credere che i pentastellati possano essere la più credibile alternativa ai due grandi schieramenti di centro-destra e di centro-sinistra, magari andando a pescare in quell’estrema sinistra composta da fancazzisti e fannulloni della peggiore specie. Basterebbe chiedere, ad esempio, ai romani cosa ne pensano dell’operato dell’amministrazione Raggi per comprendere che questa forza politica, espressione della massoneria, in realtà non è in grado di dare risposte concrete ai cittadini non essendo capace neppure di gestire un orticello!
Discorso analogo va fatto pure per il caro fannullone padano Matteo Salvini che vorrebbe guidare questo sgangherato paese, quando in realtà non riesce a garantire il posto di lavoro neppure ai colleghi de “La Padania”! Il che è tutto dire, ma non per chi crede di poter raccattare qualche voto utile per conquistare poltrone e scranni al Parlamento contando sui voti di quel sud che, in tempi non sospetti, è stato spesso e volentieri sbeffeggiato oltre che vilipeso. L’appoggio politico da parte di quei quattro ascari e (s)fascistelli è ormai sotto gli occhi di tutti ed ha portato a rompere sul nascere qualsiasi ipotesi di alleanza strategica ed elettorale con una Lega italiota, dalla quale ci teniamo a stare a debita distanza, sottolineando inoltre che ormai è un partito di regime a tutti gli effetti!
L’unica vera alternativa, resta quella di porre fine a tutte le forme di centralismo così come la Catalogna e la Corsica, in questi ultimi mesi ci hanno mostrato con le rispettive consultazioni popolari.

L’affrancamento dallo statalismo e da regimi che mortificano le libertà individuali, in realtà, non è qualcosa di nuovo dal punto di vista storico. Quando le classi produttive non hanno retto più il peso della burocrazia e dell’eccessiva tassazione posta in essere da governanti arroganti, idioti e criminali, sono avvenute rivoluzioni (francese, americana e crollo del comunismo) che hanno segnato intere epoche e dato un corso ben diverso alla storia.
Esempi che, seppur avvenuti in epoche differenti, hanno avuto quale denominatore comune l’assoluta distanza fra le esigenze di chi ogni giorno deve lottare per sopravvivere, e chi è preposto ad amministrare in nome e per conto dei cittadini. Una discrepanza che si amplia sempre di più, man mano che la classe politica pensa più a soddisfare le agende di lobby, potentati e gruppi di potere, che non di chi con il proprio voto sceglie chi gli deve risolvere i problemi più importanti.


Il crollo delle dittature centraliste del resto è sotto gli occhi di tutti, e sarebbe davvero il caso – ora più che mai – che le forze autenticamente federaliste ed indipendentiste uniscano i propri sforzi sotto un comune progetto politico basato sul principio OGNUNO PADRONE IN CASA PROPRIA. Attraverso cui, portare avanti una proposta politica nuova ed al passo con i tempi che permetta, una volta e per tutte e per davvero, di voltare finalmente pagina.

F.M.

Lega Sud - Ausonia

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