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giovedì 8 novembre 2018

RAPPORTO SVIMEZ 2018: DIVARIO TRA NORD SUD IN AUMENTO MA LE MISURE POLITICHE SONO IN CONTINUITA' CON I GOVERNI PRECEDENTI


Ancora una volta il rapporto Svimez impone un dibattito che dovrebbe essere sempre centrale nel Paese. Senza Sud non solo l’Italia è ferma, ma non va da nessuna parte. Ma questo potremmo dire è "la solita storia" che va avanti proprio dall'unità di questo Belpaese cioè dal 1860. Falliti tutti i tentativi di colmare il divario tra Nord e Sud e constatando che ancora a tutt'oggi nulla è cambiato, varrebbe la pena di considerare una soluzione autonoma dei Territori che slegati dai legacci nazionali e dalle imposizioni poco convenienti dell'Europa a trazione tedesco-francese, potrebbero rimettere in moto i loro processi produttivi fondati sulle naturali vocazioni economiche e commerciali e invertire questa tendenza che ormai destina il Mezzogiorno, ma anche il Nord, al sicuro baratro.
Il Direttore SVIMEZ Luca Bianchi con il Ministro per il Sud Barbara Lezzi 













Riportiamo due tra le tante dichiarazioni su questo rapporto SVIMEZ 2018, tanto per avere uno spaccato delle idee molto frammentate e senza una visione progettuale della politica di ieri e di oggi.
Francesco Boccia, deputato PD e candidato alla segreteria del Partito Democratico: 
 - "Mi pare che anche in manovra ci siano misure in continuità con i governi precedenti, tanto contestato da Lega-M5S, da Resto al Sud alla decontribuzione sul lavoro,   che avremo modo di approfondire in Parlamento. Senza ipocrisie, uniamo le forze per realizzare davvero almeno il 34% degli investimenti al Sud e non solo sulla carta; decidiamo insieme le priorità dei 4 miliardi aggiuntivi sul FSC. La cosa di cui il Paese, e il sud in particolare, non ha più bisogno sono altre cabine di regie. In Italia se c’è una cosa che non manca in qualsiasi proposta politica è una cabina di regia. Se il sud riparte il Paese cresce, viceversa restano tutti fermi. Questo lo dimostra la lunga storia che abbiamo alle spalle. C’è un sud capace che è in grado di fare, sosteniamolo insieme”. 


Barbara Lezzi - ministro per il Sud in quota 5Stelle: 
"Per superare il dualismo tra Nord e Sud del Paese occorre utilizzare meglio i fondi europei e nazionali perchè non di rado anche le risorse disponibili non sono state spese. La missione di tutto il governo è di ridurre il cuneo fiscale ll resto d'Europa - ha poi osservato continuando il suo intervento il ministro per il Sud - ha fatto meglio di noi. La ragione è nella scarsa volontà politica di utilizzare questi fondi per ridurre il divario. E' vero che è mancata la quota nazionale ma occorre riconoscere gli errori e i fallimenti. Se il divario e la povertà aumentano, è perché  parte delle risorse non sono addirittura spese". Facendo presente che "il codice degli appalti ha contribuito al disastro - la ministra ha denunciato che - le risorse sono ferme perché non c’è ritorno elettorale per il governatore o sindaco di turno". 

Queste le posizioni e le "proposte" che non lasciano onestamente intravedere cambiamenti di rotta. Nel frattempo però i numeri , al di là della propaganda dei partiti nazionali, ci richiamano alla realtà, ricordandoci che dal Sud ci sono stati quasi 2 milioni di emigrati in cerca di lavoro e che la Sicilia è la regione che cresce meno. 
RED





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