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venerdì 30 aprile 2021

RECOVERY PLAN: E’ PARTITA LA CORSA DEI PARTITI AL MAGNA MAGNA

 


Anche in tempi di pandemia e di emergenza non solo sanitaria, ma anche economica e sociale, non si è affatto placata la voracità dei partiti del regime partitocratico di Roma ladrona e mafiosa. L’oggetto del contendere, i 222,1 miliardi che stanno per essere stanziati sotto il nome di “RECOVERY PLAN” (altrimenti noto, come Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e che dovrebbero far respirare l’economia - nelle intenzioni di chi è andato ad elemosinare un po' di soldi, in giro per il vecchio continente - di questo disastrato e sgangherato paese. Uno stanziamento senza precedenti, da parte dell’Unione Europea che non si è certo trasformata in un’associazione filantropica, dal momento che si tratta di soldi dati in prestito e che, presto o tardi, dovranno essere restituiti. E senza tener conto del fatto che andrà ad ingrossare un debito pubblico, già di per sé, impennatosi a cifre astronomiche!

Una torta succulenta, sulla quale stanno affilando le proprie voraci fauci non solo i partiti accattoni che sostengono la maggioranza ma anche quelli della pseudo-opposizione rappresentati dalla melonara borgatara e (s)fascista. Un piano che ha ricevuto il placet anche di quella stessa ormai defunta Lega Nord che, invece, di attaccare a testa bassa un’impostazione tipicamente assistenzialista e che richiama molto alla mente i Piani Quinquennali di sovietica memoria, appoggia Draghi e il puzzo di massoneria che si porta appresso.

Così come dagli aspiranti cameratucci e sfigati (s)fascistelli di Fratelli d’ita(g)lia ci saremmo aspettati un netto voto contrario, invece di un’astensione che fa ridere pure i polli per quanto è ridicola! Ma tanto può bastare, per farla apparire agli elettori del centrodestra la Meloni quale una novella Giovanna D’Arco, pronta ad assumere la leadership di uno schieramento, ormai senza un leader autorevole e capace visto che il berlusconismo e ciò che ha rappresentato (per fortuna, ci permettiamo di aggiungere) non esistono più.


Per quel che riguarda il fannullone padano, il redivivo Matteo Salvini, occorre fare un aggiornamento in merito alle sue vicende giudiziarie: il frequentatore del Papeete Beach, in realtà, è stato rinviato a giudizio per l’affaire delle navi cariche di clandestini risalente al 2018, a dispetto di quel che credeva: il sostegno al governo del massone Draghi, infatti, non gli è servito a evitare il tour-de-force fra i tribunali che lo terrà impegnato nei prossimi anni. “Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso”: così recita un adagio della saggezza popolare che ben gli si addice, a giudicare dal trappolone che il PD e i 5 stalle hanno saputo costruirgli.

In merito, infine, ai partiti del centrosinistra non si potranno mai utilizzare toni troppo deprecabili per sottolinearne l’arroganza, la vigliaccheria, la fame di potere e la lontananza dalle reali esigenze dei cittadini: una schifezza oltre che un male assoluto, che rappresenta quanto di più lontano è assimilabile al concetto di democrazia. Il PD e i pentadementi rappresentano quanto di peggio ha saputo esprimere questo paese, e ciò che stiamo vivendo da oltre un anno a questa parte con la pantomima del Covid-19, vale più di qualsiasi parola o concetto che si voglia esprimere.


Tornando alla grossa e succulenta torta da spartire rappresentata dal RECOVERY PLAN, non possiamo esimerci dall’evidenziare alcune storture che evidenziano come, in realtà, questo fiume di denaro rischia di andare a finire, per l’ennesima volta, nelle tasche sbagliate: in particolare, ci appare quanto meno bizzarro uno stanziamento di appena 18,5 miliardi per la salute quando invece sarebbe stato – mai come stavolta – il caso di migliorare la sanità pubblica visto e considerato che le strutture sanitarie di questo paese, se si eccettuano comunque alcune eccellenze, non offrono una qualità dei servizi offerti ai cittadini, all’altezza delle esose tasse che eppure siamo costretti a sborsare.

Così come, nel bel mezzo di una campagna vaccinale che prosegue a singhiozzo e con i dubbi che molti cittadini iniziano ad avere sul conto dei sieri di Pfizer e AstraZeneca, non sarebbe stata certo una cattiva idea investire nella ricerca di un vaccino prodotto dalle aziende farmaceutiche nazionali e con il contributo di scienziati, un po' com’è accaduto in Russia dove lo Sputnik V è stato prodotto a tempi da record, ed è oggi adottato da ben 60 paesi in tutto il mondo.

Continuando a leggere fra le pieghe del provvedimento, notiamo come circa il 40% della somma verrà investita nel Mezzogiorno, allo scopo di “sanare gli squilibri territoriali”. Qua va aperta, secondo noi, una doverosa parentesi. Perché non è la prima volta che il Sud riceve finanziamenti a pioggia, né tantomeno crediamo sarà l’ultima, sino a quando a rappresentarci saranno sempre i soliti personaggi che vengono a raccattare il voto, in tempo di campagna elettorale salvo poi venir meno alle promesse fatte e a a non fare un cazzo dalla mattina alla sera!

Ciò che a noi non convince, è l’assenza – anche stavolta – di una vera e propria politica di sviluppo. Infatti, invece di creare le condizioni affinché si possano creare ricchezza e benessere nel Sud magari attraverso l’istituzione di zone franche dal punto di vista fiscale, rafforzare le infrastrutture esistenti con progetti che coinvolgano pubblico e privato e lo smantellamento dei tanti carrozzoni di stato che pesano sulle esangui tasche dei cittadini, si è preferito piuttosto puntare su misure assistenzialiste che non risolveranno come al solito i problemi.

Quanto, in realtà, saranno uno strumento clientelare sul quale è forte il rischio che le organizzazioni criminali, che da 160 anni infestano i nostri territori quali braccia armate di questo regime, possano allungare i propri tentacoli. L’esperienza della Cassa per il Mezzogiorno, istituita nell’immediato dopoguerra allo scopo di dare una risposta alla “questione meridionale”, evidentemente non è servita a nulla.



Del resto, se pensiamo che il reddito di nullatenenza erogato nella sola città di Napoli (102,2 milioni di euro) è quasi pari a quello dell’intero Nord (109,7 milioni di euro), è facile intuire che i quasi 90 miliardi di euro che andranno a finire nel Mezzogiorno non saranno utilizzati certo per colmare il divario abissale che lo separa dalle regioni settentrionali. Quanto piuttosto saranno l’ennesima occasione sprecata che gonfierà il portafoglio dei soliti noti e degli “amici degli amici”

In tale contesto, caratterizzato da forte incertezza e crescente rabbia che cova sotto la cenere fra la popolazione, inizia a serpeggiare e a farsi strada un sentimento fortemente anti-itagliano e anti-statalista: lo scorso 25 aprile, giornata dedicata alla liberazione dall’oppressione e dall’invasione nazi-fascista, un gruppo di indipendentisti appartenenti alla sigla “Nazione Napolitana” hanno preso di mira la statua del massoncello dei due mondi, al secolo “Giuseppe Garibaldi”.

Un segnale evidente del fatto che in tanti stanno cominciando a capire che l’itaglia non è la soluzione quanto il problema, visto e considerato che in 160 anni di colonizzazione con il tricoglione, il Sud ci è andato solo a rimettere. E non intendiamo certo inneggiare alle improbabili restaurazioni di re e reucci da operetta inscenate dai neo-barbonici, degni rappresentanti del piagnonismo e del vittimismo travestiti da uno sterile quanto puerile meridionalismo di facciata, quanto piuttosto del rilancio di un serio progetto federalista, anche in considerazione del fatto che la Lega Nord ormai ha abiurato tale tema, per andare a partecipare alla spartizione del malloppo con gli altri partiti romani!

La nostra idea resta sempre e solo quella: la dicevamo ieri e l’altro ieri, la sosteniamo oggi e la porteremo avanti con ancora maggior vigore anche domani e dopodomani. Il Sud DEVE tornare a essere libero e indipendente, com’è lo è stato per oltre 700 anni! Sia da sovrani pagliacci, che da oligarchi e satrapi che provano quotidianamente ad ingannarci, parlando in maniera ingannevole di democrazia quando in realtà il loro unico scopo è quello di prenderci per i fondelli!

Francesco Montanino


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