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sabato 13 novembre 2021

VIA DALL’ ITA(G)LIA

 


Ita(g)lia, si salvi chi può! In un momento in cui stiamo assistendo, da un lato all’invasione di disperati provenienti dai più reconditi angoli del pianeta (sono stati 52.500 gli sbarchi da inizio anno – fonte: https://www.lenius.it/migranti-2021/) e dall’altro alla compressione di un numero quotidianamente crescente di diritti fondamentali, molti stanno – è proprio il caso di dirlo – smontando baracca e burattini, per trasferirsi oltre confine. Per la gioia di chi voleva la sostituzione etnica, come ad esempio il criminale $oro$, si sta consumando, nel silenzio complice e colpevole dei media, un processo di spopolamento di questo paese che sta perdendo sempre più pezzi e “capitale umano”, in maniera ormai irreversibile. Lo scopo, per chi sta avallando un tale schifo, è quello di mantenere il potere attribuendo il diritto di voto a tutti coloro i quali vengono promessi mari e monti. A scapito di chi, invece, ha capito il gioco e non intende affatto piegare la testa di fronte a quella che è un’operazione truffaldina e vergognosa!

Non si tratta solo di imprenditori che magari cercano un regime fiscale migliore di quello ita(g)liano, ma anche di comuni cittadini ormai stufi di assistere e di vivere sulla propria pelle, piccole e grandi ingiustizie. E che intendono soltanto ricreare condizioni minime di vita dignitosa e senza preoccupazioni che purtroppo adesso non sono più rinvenibili nel paese di Dante e Leonardo.

Un fenomeno che, in questi ultimi tempi, ha ricevuto una grande accelerazione dai provvedimenti liberticidi e assurdi (come la follia del Green Kazz), posti in essere da questo governo abusivo, che non è affatto espressione della volontà popolare, nei confronti di chi ha la sola colpa - fino a prova contraria - di essere sano!



Tradotto in soldoni, se si parla degli immigrati clandestini di cui non si conoscono identità e stato di salute, ecco che la nostra politica si prodiga nel dare loro di tutto e di più. E fa nulla se poi queste “risorse” si macchino, in molti casi, di crimini efferati che andrebbero quanto meno puniti con l’espulsione immediata dai nostri territori……Se si tratta, invece, dei comuni mortali ita(g)liani ecco che li si vessa con tasse spropositate e assimilabili a un’estorsione legalizzata, li si sottopone a un sistema giudiziario dove il diritto viene scambiato per una spregevole pagliacciata in cui si rimettono in libertà incalliti delinquenti e si sbattono, di converso, in galera degli innocenti (Enzo Tortora e tantissimi altri, docet). O magari, in ospedale si può entrare vivi per poi uscire – con buona pace di quei nosocomi che sono eccellenze da custodire come un prezioso tesoro – ridotti in cenere, senza nemmeno il conforto di un ultimo saluto o un’autopsia che ne stabilisca le cause del decesso così come abbiamo avuto purtroppo modo di appurare quando è iniziata questa pandemia che è lo specchietto per le allodole, utilizzata dal regime per instillare solo odio, discriminazione divisione all’interno della popolazione al solo scopo di nascondere la propria evidente incapacità di governare e risolvere i problemi dei cittadini!

Per rendersi conto di ciò che sta avvenendo – ripetiamo, senza che a qualcuno ciò importi più di tanto – snoccioliamo dei dati che da soli bastano e avanzano quanto meno per indurci a una riflessione che vede nell’attuale classe politica (sia di maggioranza che di opposizione), la vera colpevole di un processo che parte da molto lontano.

Se, nell’immediato dopoguerra, nell’immaginario collettivo, gli immigrati erano quelli con la classica “valigia di cartone” che dalle campagne e dalle lande desolate del Mezzogiorno si spostavano al Nord o all’estero, oggi ci sono intere famiglie con un grado di scolarizzazione anche elevato che stanno contattando le imprese di traslochi per spostare le proprie residenze oltre confine.



Oggi, infatti, l’unica ita(g)lia che cresce, è quella che risiede all’estero: al 1° gennaio 2021, si conteggiano ben 5.652.080 di connazionali che hanno oltrepassato il confine. Stiamo parlando del 9,5% sugli oltre 59,2 milioni di italiani residenti nel Bel Paese, facendo riferimento ai soli iscritti all’AIRE (Associazione Italiana Residenti all’Estero). Andando a esaminare le classi di età, notiamo che di questi 5,6 milioni iscritti all’AIRE ben il 45% è compreso nella fascia fra i 18 e i 49 anni, il 15% sono minori e il 20,3% ha più di 65 anni.

La comunità più numerosa è quella siciliana con quasi 800mila iscrizioni, seguita dai lombardi, dai campani, dai laziali e dai veneti. Ma non è tutto: ci sono più italiani in Argentina (884.187, ovvero il 15,6%) che in Germania (801.082, il 14,2%). Così come molto gettonate sono la vicina e civile Svizzera (639.508), il Brasile, la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti d’America. Un altro dato particolarmente interessante – e qui arriviamo al cuore del problema – è la crescita del numero di residenti negli ultimi sedici anni: l’incremento medio è dell’82% con una percentuale di donne che addirittura arriva alla ragguardevole cifra dell’89,4%!

Questi dati parlano da soli e inducono a una semplice, quanto ovvia constatazione: chi non sopporta più le bugie e le menzogne di questo regime dittatoriale instaurato da Draghi e da ciò che lui rappresenta, se ne sta scappando via da questo disgraziato e bellissimo paese, senza pensarci su due volte!

Solo una classe politica infame, composta da accattoni e miserabili della peggiore specie – del resto – poteva provocare un fenomeno di repulsione verso ciò che questo paese rappresenta! E non parliamo solo degli stereotipi con cui l’ita(g)lia viene vista dagli altri paesi, come la pizza, il sole, il mandolino e la mafia: c’è un sentimento, che cova sotto la cenere, di rabbia e frustrazione nei confronti di una madre (l’ita(g)lia) che viene vista quale malvagia e matrigna, da uno strato di popolazione silente ma che si sta sempre più amplificando con il trascorrere del tempo.



Si chiede solo di vivere in maniera libera e tranquilla, con una giustizia che realmente funzioni e sappia risarcire chi ha subìto un danno, una sanità che curi per davvero e non discrimini fra cittadini di serie A e di serie B. Ma che, soprattutto, a fronte di questi servizi lautamente e profumatamente pagati attraverso un sistema fiscale degno di un paese sovietico, ci sia un elevato standard qualitativo che ripaghi abbondantemente degli sforzi profusi. Si tratta della normalità che diventa eccezione, perché quelli che ovunque sono DIRITTI, alle nostre latitudini assumono invece il carattere delle ELARGIZIONI!

Così, dunque, non è, perché se in tanti oggi se ne stanno andando non è solo e non è tanto per una scelta professionale, quanto addirittura per un istinto di vera e propria sopravvivenza! Niente di diverso, evidenziando e rimarcando naturalmente le dovute differenze, da chi scappa da una guerra: la ricerca di condizioni di vita migliori, è comune a tutti i popoli sottoposti ad angherie e soprusi di vario genere ed è ciclica nella storia dell’umanità. Nel nostro caso, siamo di fronte a una guerra non dichiarata da una finta democrazia che - da oltre un secolo e mezzo a questa parte - sta ingannando i cittadini, in maniera subdola e vigliacca facendo della menzogna una regola con cui continuare a conservare e detenere il potere!

Del resto, alla elementare domanda “cosa riceviamo dallo stato ita(g)liano a fronte delle tantissime tasse che paghiamo?”, la risposta non può che essere la seguente: NIENTE! Scritto a caratteri cubitali affinché, anche chi ancora non l’ha capito, possa realizzare il tipo di futuro che l’aspetta. Quando infatti dovranno essere restituiti i soldi del Recovery Plan all’Unione Europea (vale a dire, fra pochissimi anni), saranno volatili per diabetici per tutti!



Intanto, assisteremo alla svendita a pezzi di questo paese e alla sua sostituzione etnica. Secondo un disegno perverso, iniziato nel lontano 1861, con la colonizzazione e l’invasione del Mezzogiorno e che troverà il suo naturale completamento quando si sarà fatta letteralmente terra bruciata in tutta la Penisola.

A quel punto, il “fujetevenne” di eduardiana memoria non sarà più quell’invito inizialmente rivolto solo a quei napoletani costretti a lasciare la propria bellissima città. Ma andrà esteso a tutti coloro i quali avranno ben compreso che l’unico modo per sopravvivere è abbandonare al proprio destino un paese - l’ita(g)lia - ridotto a un’autentica latrina, da lobby e massonerie internazionali.

Con la complicità di una classe politica di venduti e infami della peggiore specie, insieme a un mainstream composto da corrotti e venduti che ha avallato un simile scempio! Il giorno in cui bisognerà regolare i conti, sarà necessario e fondamentale ricordarsi di chi ha voluto e generato tutto questo.


Francesco Montanino


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